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Umbra, la foresta del Gargano

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Foresta Umbra

Foresta Umbra (St)

(Di Rossella Cerulli)

E’ una delle foreste meglio conservate d’Italia nonché la faggeta più bassa d’Europa, visto che qui i faggi riescono a vegetare già a 250 metri. Ed è talmente fitta da essersi meritata il nome di Umbra, ombrosa, per via dell’intrico delle sue chiome. Se la Puglia da queste parti non è assetata d’acqua, il merito è tutto della geografia.

Il Gargano, dove la foresta si estende per 10.500 ettari, è infatti un enorme sperone roccioso, posto all’estremo nord della regione, proteso nel mare per 70 km, primo ostacolo contro cui si scontrano le masse d’aria umida che attraversano l’Adriatico. Cio’ crea particolarssime condizioni climatiche, con oltre 1000 ml di precipitazioni l’anno, che garantiscono il vegetare di quella che i botanici definiscono faggeta depressa, vero unicum del suo genere.

Non di solo mare vive dunque il Gargano? Decisamene sì. Famosissimo per i suoi 200 km di costa, il promontorio vale infatti la pena di essere visitato nel suo interno: visto che partendo dalle notissime spiagge di Peschici o San Menaio, in soli 15 km ci si ritrova in un ambiente a parte, quasi montano, a 600 metri d’altezza. Dove, bandite le auto, tranne lungo le due strade provinciali che l’attraversano, comincia il regno dei trekker, dei ciclisti e delle visite naturalistiche. Ma quali le escursioni più belle? Senza dubbio quella che dal centro visite della Foresta (provinciale 52 Umbra-Mandrione, 349/8508133-orari 9.30-19) conduce tra esemplari secolari fino alla all’area della riserva Falascone. Ma anche quello all’interno della Riserva Sfilzi, una delle aree di maggior pregio, intrico senza tempo di piante secolari, sambuchi, noccioli e more: qui sgorga, in una fontana in pietra del ‘700, l’unica sorgente montana di tutto il Gargano.

L’intervento dell’uomo? Ridotto al minimo: perché, vero universo fai da te, la foesta bada da sola al suo equilibrio, senza necessità di tagli o piantumazioni. “All’interno di Umbra”, spiega Edoardo Biondi, professore di botanica, gestione e tutela della biodiversità e del paesaggio all’Università di Ancona, “esistono area di boschi vetusti, le cosiddette old forest, dove da secoli non viene rimosso nulla: tutto si rigenera da solo. L’aspetto più incredibile di questo bosco? Le dimensioni enormi degli alberi: che nonostante la povertà dei terreni calcarei riescono a svilupparsi e a crescere grazie alla forte umidità”.

Anche la storia della foresta ha dell’incredibile: destinata ad essere venduta nel 1861 su decisione del giovane Regno d’Italia, l’intero territorio fu messo all’incanto. Ma le difficoltà di misurazione topografica impedirono di valutarne con esattezza l’esatto valore, facendo andare di volta in volta le aste diverse. Fu così che Umbra rimase proprietà del Regno, che la dichiarò nel 1866 patrimonio inalienabile dello Stato: la foresta era salva. Sottoposta a diverse amministrazioni, l’area è oggi in gran parte Demanio regionale e in parte suddivisa in Riserve Naturali Statali, gestite in maniera impeccabile dal CFS.

Per apprezzare però il reale valore di questo habitat unico, immenso deposito di biodiversità (2.200 specie botaniche, 85 specie di orchidee selvatiche e 170 di funghi), vale la pena effettuare visite guidate. La Cooperativa Ecogargano (Monte Sant’Angelo, vico Orto Cappuccini 6, 0884/ 562062 o 349/8508133,) organizza escursioni a piedi e in mountain bike su prenotazione (è disponibile un servizio di noleggio). Ogni venerdì, nell’ambito del progetto Puglia Open Days, effettua anche gratuitamente osservazioni faunistiche sulle tracce del capriolo garganico, presente ormai in foresta in pochissimi esemplari.

La visita da non perdere? Quella in notturna, armati di faretti, alla scoperta di allocchi, gufi reali, volpi e famigliole di cinghiali. Visite guidate anche con l’associazione Dauniatur (Manfredonia, via San Lorenzo 112, 0884/660558): molto bello il percorso lungo il Canyon del Gargano, di 16 km, seguendo il letto dell’antico torrente Romandato, e il trekking delle more, lungo il sentiero Murgia. Da un paio di anni a questa parte, dopo moltissimo tempo, a Umbra è poi di nuovo possibile dormire: molto suggestivo il Rifugio Sfilzi (località Sfilzi, Vico del Gargano, provinciale 144 km 17, 338/3345544 o 340/6315260), immerso tra faggi secolari e unico punto di soggiono all’interno della foresta. Ricavato da un’ex caserma del Corpo Forestale dello Stato, dispone di otto camere e di un ottimo ristorante, gestito dalla signora Fausta Munno.

(Copyright ANSA@)

Umbra, la foresta del Gargano ultima modifica: 2013-08-23T11:04:12+00:00 da Redazione



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