Manfredonia
"Manfredonia non ha saputo crescere. Non ha saputo guardare oltre la siepe. Non ha saputo autogestirsi"

Manfredonia, ‘Il cinema nel parcheggio’ (a cura di M.Apollonio)

"Cosa sarebbe Manfredonia oggi se avesse quelle strutture. Il turismo a quei tempi, che non son poi tanto lontani, lo si faceva con i fatti e non con i proclami e i bla-bla-bla"

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Manfredonia – C’era una volta il cinema, nel senso di sale destinate alla proiezione dei film. Un mondo ricacciato indietro nella storia degli orrori di una città che ha perduto l’orientamento. A Manfredonia di sale cinematografiche ce n’erano e come, al chiuso e all’aperto. Da tanti anni ormai, non ci sono più. Annientate ad una ad una (anche quelle) sotto i colpi inesorabili delle ruspe meccaniche per far posto alle sempre più osannate e inseguite “civili abitazioni” col risultato di aver fatto perdere alla città punti preziosi nella scala della cultura e del progresso. Una città senza cinema è come un bell’edificio con le finestre murate. La TV? E’ tutt’altra cosa.

A rinverdire, ma si fa per dire, l’antica usanza di andare al cinema, ci ha pensato Nicola Capurso, caparbio gestore della sala Sam Michele che ha trasformato in “cine-teatro” giusto per tenere accesa la fiammella dell’arte dei fratelli Lumiere. Ha allestito alla men peggio una sala cinematografica all’aperto utilizzando un angolo del grande parcheggio ormai noto come “Cesarano” dal nome dell’arcivescovo Andrea Cesarano che volle il Centro per disabili, attiguo per l’appunto a quel parcheggio che si apre sul Viale per Siponto dirimpetto al mare del golfo. Un impianto improvvisato, alla buona: due schiere di sedie, un apparato di proiezione, un grande schermo. E la gente vi accorre. ”Si, sono soddisfatto – dice Nicola Capurso -: la gente viene per vedere i film in programmazione, ma spinta anche dal gran caldo di questa stagione: col film si gode la rigenerante frescura della marina”.

La programmazione è allettante, le pellicole selezionate per accontentare tutti i gusti. Anche quelli dei giovani che apprezzano l’iniziativa. Poca importa di trovarsi in un parcheggio: quando le luci si spengono e lo schermo comincia a raccontare, la magia del cinema prende il sopravvento e tutto intorno si veste di arcano.

Il cinema finito nel parcheggio: chi l’avrebbe detto. E dire che Manfredonia aveva una dotazione di sale cinematografiche invidiabile. Il cinema teatro “Pesante” un impianto coi fiocchi, una arena “Giardino” strepitosa di nome e di fatto: quattromila posti a sedere, uno schermo cinemascope il più grande almeno in Italia. E ancora: l’arena San Lorenzo, l’arena Impero, il cinema Fulgor, per arrivare al cinema Vittoria. Tutti sacrificati al dio mattone. Per non dire del cinema “Eden” realizzato in struttura di legno nei primi decenni del Novecento: spianato come il suo dirimpettaio il prestigioso Albergo “Daniele”.

Cosa sarebbe Manfredonia oggi se avesse quelle strutture. Il turismo a quei tempi, che non son poi tanto lontani, lo si faceva con i fatti e non con i proclami e i bla-bla-bla. E non si trattava solo di cinema: c’era tutto un costrutto ben articolato, funzionale quanto meno ai quei tempi. Manfredonia non ha saputo progredire, non ha fatto tesoro di quel patrimonio di realizzazioni. Si è esercitato a distruggere. Una amara constatazione che vale purtroppo anche per altri ambiti economici e sociali. Manfredonia non ha saputo crescere. Non ha saputo guardare oltre la siepe. Non ha saputo autogestirsi. Chi ci guarda da fuori dice che a Manfredonia si pensa solo a fare “case, casette e casini”. Anziché ragionare, gestire il progresso, partecipare, si è dispersa in diatribe senza senso. Non si fa che litigare su ogni questione anche la più ovvia, dai tempi dell’Anic e via via arrivando ai giorni nostri. Col risultato invariabilmente dimostrato, che sono poi gli altri a decidere.

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(A cura di Michele Apollonio, Manfredonia 22 agosto 2015)



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Commenti


  • La costa dei barbari

    E lei dopo tantissimi anni ancora adesso se ne accorge che i cinema a Manfredonia sono spariti. Ma mi faccia il piacere!

  • È un peccato non avere un area destinata a cinema a Manfredonia ed essere costretti a condivideRla con un parcheggio, con inevitabili malumori. Ma purtroppo la classe politica che si è avvicendata negli anni, ha solo creato mostri utili x linquinamento tutti o quasi chiusi o dismessi, svendendo questo meraviglioso territorio x 30 denari.
    Vergognatevi!!


  • il capitano

    Il parcheggio pubblico deve essere usato come parcheggio di macchine e non come cinema,senza un minimo di sicurezza ed senza igiene.Se il comune autorizza tutto questo vuol dire che regna l’anarchia.Perchè non viene usato lo spazio adiacente il mercato ittico? Forse le istituzioni sanno che i cittadini di Manfredonia sappiamo subire tutto anche in silenzio. Mi auguro di sbagliarmi.


  • Mattoj a mulangen

    Inziativa lodevole, complimenti!!

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