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Fotogallery a cura di Vincenzo Maizzi

Appicca incendio dopo lite, arrestato 28enne di San Severo

Dopo le formalità di rito in caserma, il ventottenne è stato riaccompagnato nella propria abitazione e sottoposto agli arresti domiciliari

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Foggia. I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Senigallia hanno dato esecuzione ad ordinanza applicativa della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di un 28enne, originario di San Severo (FG), domiciliato a Senigallia, gravemente indiziato del reato di danneggiamento seguito da incendio aggravato. Le indagini, dirette dalla Procura della Repubblica di Ancona, sono state avviate a seguito dell’incendio divampato nella notte tra mercoledì 2 e giovedì 3 marzo davanti al bar “Quindi? Caffè” di via Pierelli a Senigallia.

Poco dopo le 3:00 i Carabinieri avvertiti da una guardia giurata, che nel giro notturno aveva visto le fiamme, erano intervenuti in via Pierelli dove c’era una Jeep Cherokee di un residente, parcheggiata ai lati della strada, che stava bruciando. L’auto era in sosta nei pressi dell’ingresso del bar. Si trattava quasi certamente di un atto doloso. I vigili del fuoco dopo aver domato l’incendio avevano trovato tracce di liquido infiammabile sull’auto e anche dalle parti del locale. I Carabinieri, nel corso del sopralluogo, repertarono due flaconi di detersivo vuoti con all’interno residui di materiale infiammabile, verosimilmente benzina inoltre acquisirono le immagini registrate dalle videocamere di sorveglianza che avevano ripreso un soggetto a volto coperto mentre appiccava il fuoco in più punti dell’area esterna del bar.

Da lì sono scattati una serie di accertamenti che hanno portato gli investigatori ad individuare nel 28enne, residente in città ma di origini pugliesi, l’autore dell’incendio avvalorando il movente della ritorsione per essere stato cacciato poche ore prima dal bar. Infatti, dalle immagini della sera prima, sempre riprese dalle videocamere, si scorgeva all’interno del bar una persona vestita allo stesso modo del soggetto che successivamente aveva appiccato il fuoco, con giubbotto smanicato e felpa con cappuccio calzato sul capo, oltre a scarpe ginniche di colore bianco; si apprendeva dunque che presso il bar, quella stessa sera, si era verificata una lite accesa tra il 28enne ed alcuni avventori prima, ed il titolare del bar poi, nel corso della quale il giovane aveva minacciato di spaccare tutto il bar e poi darvi fuoco. Il litigio era avvenuto intorno all’1:00 quindi neanche due ore prima dell’appiccato incendio.

Dopo l’invito ad allontanarsi, a cui aveva risposto con alcuni pugni e danneggiando sgabelli e altri beni, se n’era andato prima dell’arrivo di una pattuglia delle forze dell’ordine. I Carabinieri hanno verificato dunque che alla distanza di pochi minuti a piedi dal bar in questione si trova un distributore di carburante, che recava nella notte dei fatti quali ultimi prelievi presso le pompe di rifornimento 1 e 3 gli importi di euro 5 ciascuna, compatibili con quello che sarebbe potuto essere il contenuto dei flaconi rinvenuti sul luogo dell’incendio. Intorno alle ore 3:00 di notte, il soggetto era tornato sul posto con il volto coperto ed utilizzando il liquido infiammabile aveva dato fuoco in tre punti davanti al bar: in un angolo del gazebo, sullo zerbino di ingresso del bar e ai danni di una Jeep Gran Cherokee, che si trovava occasionalmente parcheggiata davanti al bar di proprietà di un senigalliese che non c’entrava con i fatti successi la sera prima.

Il 28enne nell’immediatezza dei fatti faceva perdere le sue tracce, mentre poi manifestava tramite il suo legale di fiducia la volontà di costituirsi ai Carabinieri di Ancona. Il GIP nel provvedimento cautelare ha ritenuto certamente corrette la ricostruzione dei fatti e la qualificazione giuridica essendosi verificato un incendio doloso di una autovettura e dell’ingresso (zerbino e saracinesca) del bar “Quindi? Caffè”. L’indagato inizialmente era stato sottoposto alla misura del divieto di dimora in Senigallia e successivamente alla misura dell’obbligo di dimora nel comune di San Severo ma ha trasgredito entrambe le prescrizione ed è stato trovato a Senigallia in varie date sino al 17 agosto scorso. Il GIP ritenendo il giovane incapace di sottostare agli ordini impartiti dall’Autorità Giudiziaria al fine di contenerne la spinta criminale ha ritenuto indispensabile restringerne la libertà di movimento applicando la misura degli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico.

Dopo le formalità di rito in caserma, il ventottenne è stato riaccompagnato nella propria abitazione e sottoposto agli arresti domiciliari.

FOTOGALLERY VINCENZO MAIZZI

REDAZIONE STATO QUOTIDIANO.IT – RIPRODUZIONE RISERVATA



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