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Manfredonia, Italo Magno “Tempo pieno: riflettere per capire”

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Manfredonia. ”Il “tempo pieno” in Italia ha circa 30 anni di storia. La sua nascita ufficiale è legata alla legge 820 del 24 settembre 1971. Dopo l’emergenza assistenziale del dopoguerra, che consentiva la refezione scolastica agli alunni meno abbienti, alla fine degli anni sessanta si mobilitano tanti movimenti culturali che propugnano nuove idee pedagogiche (Dewey, Piaget, Bruner) e fioriscono scuole alternative meno selettive (una per tutte, Barbiana), con l’idea di riscattare gli umili attraverso la scuola. Negli anni ’80/90 l’esperienza del Tempo Pieno raggiunge una sua stabilità. Con esso si vive in un ambiente più accogliente, più compatto e disteso; gli stessi insegnanti lo percepiscono come luogo professionale più semplice e sereno, al riparo dai ritmi frenetici che può assumere un’ organizzazione modulare.

Con il governo Berlusconi si cerca di restringere la scuola pubblica, per tornare a prima del ’68, eliminando diverse attività integrative e di socializzazione. Ciò avviene mentre sono già circa 1.100.000 i bambini e i ragazzi che frequentano il tempo pieno o prolungato. Purtroppo, questa spinta a ripercorrere vecchie strade continua anche ora che al potere non vi è più un governo di destra, ma ci sono gli eredi dei partiti che hanno avuto nel passato una visione di scuola più avanzata e solidale. L’anno scorso si sono tagliati 8.500 posti ed altri 12.500 se ne taglieranno quest’anno, così già circa 2.000 famiglie hanno dovuto rinunciare al Tempo Pieno.

Il governo in carica, così prodigo di favori a banche e clientele varie, sembra abbia dimenticato il proprio passato e non sappia più che il Tempo Pieno non è solo una risposta ad un bisogno sociale dei genitori che lavorano, ma costituisce soprattutto un modello pedagogico e didattico indispensabile per una scuola dai tempi distesi, con una pratica pedagogica in grado di ascoltare i bambini e di far convivere le diversità economiche, sociali e culturali.

Infatti la scuola a tempo pieno:
– NON è una scuola con il doposcuola incorporato;
– NON è una scuola unicamente per quelle famiglie in cui entrambi i genitori lavorano;
– NON è una scuola assistenziale.

È INVECE una scuola con spazi significativi dedicati alla didattica attiva, laboratoriale e meno nozionistica, alla musica, alla danza, all’attività teatrale ed all’apprendimento di una lingua straniera; in essa i bambini imparano facendo. Inoltre, in un tempo più disteso, le ore scolastiche comprendono sia momenti di apprendimento “intensivo”, che altri di rielaborazione personale o di gruppo. Se a volte non riesce a rispondere appieno a tali finalità si deve a limiti di programmazione e, soprattutto, ristrettezza degli spazi.

L’insieme di queste caratteristiche porta ad un insegnamento flessibile, capace di adattarsi quanto più possibile ai ritmi ed alle modalità di apprendimento di ciascun bambino. Il tempo a disposizione consente di dare molta più attenzione alla creatività, alla relazione ed alla socialità. La condivisione di tempi anche non prettamente didattici, come il pranzo, caratterizza la scuola a “tempo pieno” quale forte esperienza di socializzazione, di maturazione delle capacità di vivere attivamente come parte di un gruppo.

Allora è opportuno chiedersi: com’è stato possibile che gli stessi partiti che hanno interpretato nel passato i movimenti di cambiamento pedagogico e democratico della scuola italiana possano ora portare avanti una politica di ritorno all’indietro, riducendo tutto ad economia, con l’eliminazione dei diritti sociali e civili acquisiti in tanti anni di lotta, in controtendenza perfino con quello che sta succedendo negli Stati Uniti d’America? Mi chiedo quali ideali abbia ancora il PD e se tale partito abbia anche finalità di crescita sociale e civile del Paese, oltre alle spartizioni di prebende, cariche e potere.

Ci chiediamo anche come si può, con piglio becero ed arrogante, dire ai genitori: tenetevi i vostri figli a casa, se non volete pagare la mensa!

Mi sforzerò di spiegare cosa questo significherebbe:

PRIMO SCENARIO: i genitori più abbienti, avendo possibilità di indirizzare i propri figli alla frequenza di attività musicali, di danza, ideative e di linguistica, abbandonano il Tempo Pieno e si rivolgono alle strutture private: il Tempo Pieno diventerebbe un luogo per soli bambini di famiglie disagiate o di livello culturale “basso”, si tornerebbe al vecchio doposcuola e al refettorio, come negli anni ’50.

SECONDO SCENARIO: i genitori meno abbienti non riescono a pagare neanche la piccola quota loro spettante per la mensa ed abbandonano il Tempo Pieno: resterebbero solo i figli dei genitori abbienti, con danno per la stessa loro formazione morale e civile, che nasce dalla convivenza con tutte le diversità.

TERZO SCENARIO: in tutte e due i casi il Tempo Pieno si restringerebbe, il doppio organico degli insegnanti verrebbe soppresso o notevolmente compresso, con la perdita di decine di posti di lavoro nella nostra città.

SCENARIO FINALE: senza il supporto pubblico, per il mantenimento di questa grande opportunità formativa, la scuola utilizzerebbe le proprie strutture in maniera ridotta e molte attività (musicali, laboratoriali, linguistiche, teatrali, ecc.), ora presenti nella scuola, verrebbero soppresse.

Non basta essere connessi a nuovi sistemi comunicativi per poter esprimere un giudizio. È molto più importante connettersi al proprio cervello, se presente in rubrica”.

(A cura di Italo Magno – Presidente di Manfredonia Nuova)



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Commenti


  • Gigi

    È la scuola caro professore che ti ha riempito la pancia per tanti anni e che continua ad allattare il tuo cervello rimasto ai fonogrammi. Stavamo in pensiero e ci chiedevamo preoccupati che fine a fatto il professore , sono passati dieci giorni e ancora nessun comunicato ? Invece eccoti con l’ennesimo comunicato inutile e privo di contenuto. Come disse qualcuno ” il lupo perde il pelo e non il vizio “.


  • ciro

    Goditi la pensione. La politica non è per te.


  • Indignato

    ALTRO SCENARIO: presso la scuola dove ho iscritto mia figlia non c’è la possibilità di poter scegliere. Ci sono solo classi con il “tempo pieno”.
    Quindi i bambini devono per forza mangiare.


  • Un insegnante

    Bellissimo articolo, sarebbe da girare ai nostri presidi. Gigi e Ciro, ricoprire i ruoli che sono stati del Prof. Magno nell’ ambito della pubblica istruzione non è da tutti, e non vedo altri motivi se non l’invidia sotto la vostra acredine. Tra l’altro il vostro commento non apporta alcun contributo pedagogico al testo. Un bagno di umiltà non vi farebbe male. Onore e merito a chi ha dedicato la propria vita alla Scuola. Grazie Magno.


  • Disney

    Al di la’ delle mere strumentalizzazioni più o meno politiche della questione,il problema del rincaro della mensa scolastica c’è ed è serio..molti genitori si sono ritrovati quest’anno senza lavoro e senza introiti. Ma devono presentare il modello ISEE riferito all’anno scorso e quindi risulteranno più o meno ‘ricchi’/./come faranno a pagare con questi aumenti… E poi coloro che hanno pagato sempre,perché devono pagare ancora di più, solo x tappare il debito lasciato dai soliti ignoti… ???in molti non hanno pagato l’anno scorso,x dimenticanza???!!propongo il ritorno ai ticket, ma devono essere nominativi x impedirne la vendita sottobanco… Maggiore qualità del cibo se effettivamente ci sarà l’aumento delle tariffe…altrimenti di dissertare la mensa in massa…non possono cacciare i bambini da scuola…E DOMANI..cercate di venire in massa alle ore 10,00 in comune x l’incontro con l’assessore !


  • Francesco

    Queste sono giuste osservazioni da un dirigente scolastico che conosce molto bene le problematiche della scuola. Gigi e ciro rispondete nel merito e se non avete argomenti zittite,


  • giusy

    non soloi si gode la pensione, ma sarebbe interessante sapere se i figli di questi moralisti Della scuola sono stati assunti per concorso o come……..’???????PROFESSORE CI RISPONDE VISTO CHE NOI SIAMO LAUREATI E A SPASSO ,A DIFFERENZA DI CHI INSEGNA CON SEMPLICI DIPLOMI……..!!!!!QUESTE SCHELETRI LI VOGLIAMO FAR SAPERE A CHI CONTINUA A VIAGGIARE IN CERCA DI LAVORO SENZA STRATAGEMMI O ESPEDIENTI?…..ALMENO ABBIA LA COMPIACENZA DI STARE IN SILENZIO……SAREBBE PIù RISPETTOSO!GRAZIE


  • ilproletario

    Perché questi commenti maligni? Ha fatto il Professore o no? Se lo ha fatto si è mai macchiato di menefreghismo? Se non l’ha fatto bene nessuno di noi può giudicarlo se non è stato giudicato dagli Organi competenti!
    Ha avuto il suo stipendio o no? Col suo stipendio si è riempito la pancia?
    Perché tu dai il tuo stipendio in beneficenza?
    Amara terra mia!!!!


  • ilproletario

    Una volta scendevano in politica solo uomini veri, uomini d’onore!
    Ora la politica serve solo per far guadagnare stipendi d’oro a coloro che nella vita non sarebbero capaci di fare un vero lavoro: ominicchi appunto!
    La causa? Provate ad andare ad assistere ad una seduta del Consiglio Comunale, naturalmente tra il pubblico: tutta gente “””D’onore””” o della Onorata Società. Poi ci sono le critiche e spesso le minacce, come quella velata che chiede di godersi la pensione: Sennò????


  • Ci vogliono ignoranti

    Professore, non ha ancora capito? Ci vogliono ignoranti e il caos nel settore scuola e stato accuratamente studiato a tavolino. C’è un regime forse peggio di quello del fascismo, non lo avete ancora capito?


  • L'anticristo si è fermato a Manfredonia

    Le offese gratuite ad un dotto e retto figlio di Manfredonia sono il frutto del male che ha incancrenito la città, le menti, la società.


  • FATE SCHIFO

    Solo chi vive di politica affaristica priva di pura e autentica passione, la politica non intesa come missione suprema ma esclusivamente il raggiungimento di fini personali oppure vive strisciondo come un rettile nei palazzi leccando di qua e di la con la speranza di entrare nelle simpatie del signorotto di turno per poi ricavarne dei vantaggi personali, solo chi non ha mai fatto niente di utile nella vita può parlare male di un valente docente che ha dato lustro alla città senza perseguire secondi fini personali.


  • ANTONIO

    Bravo Magno, ti dedicheremo l’intitolazione di una via da vivo. La peggiore amministrazione degli ultimi 30anni.


  • Ex elettore pentito di Magno

    Caro FATE SCHIFO, SE C’È QUALCUNO CHE FA SCHIFO, QUESTI SIETE SICURAMENTE VOI . GLI ARTICOLI DEL TUO PROFESSORE OLTRE AD ESSERE SCADENTI SONO SOLO ED ESCLUSIMAMENTE PRETESTUOSI, ATTI AL SOL FINE DI DENIGRARE O COME DICONO GLI ALTRI SCIACALLARE SU SITUAZIONI CHE IN ALTRE CITTÀ VIVONO DA DECENNI. AL PROFESSORE NON GLIENE FREGA NIENTE , A LUI INTERESSA STARE IN MEZZO COME IL CETRIOLO. È MORTIFICANTE ASCOLTARLO IN CONSGLIO COMUNALE DICE NIENTE E IL CONTRARIO DI NIENTE.


  • Maria Guerra

    Avete capito perchè abbiamo visto elargiti tanti “encomio solenne” in questa città? Figruriamoci se a Italo dedicano una strada.


  • Nicola

    Cara Maria Guerra ad Italo come lo chiami, GLI potremmo dedicare tutt’al più —-. Decidete voi se a Monticchio o stazione.


  • Professoressa in pensione.

    X un INSEGNANTE, se il professore insegna come parla, immagino poveri alunni.


  • FATE SCHIFO

    @ elettore pentito etc.. ma chi credi di essere il custode delle verità suprema?
    io non scrivo a nome di nessuno e non ho laccioli politici e non ho bisogno di lustrare le scarpe a nessun politico. Secondo te non dice niente? Ma se uno dei pochi che ha il coraggio di parlare in questa cittadina con una spaventosa omertà politica prima che sociale..Non è il mio professore, non lo è mai stato, lo ammiro tanto. Lo paragono a Gramsci nei banchi del parlamento del 1924.


  • Distruzione Manfredonia: ultimo atto

    Grazie per quello che fai e fate per la città.


  • .michele

    Come al solito quando scrive il professore Italo Magno si scatenano le solite persone(note a tutti)con insulti inadeguati,denigratori…Come lui ce ne dovrebbero essere 100,1000….Il suo articolo sul tempo prolungato o pieno è molto importante per un bambino che si affaccia alla vita scolastica, perchè socializza con i coetanei e si arricchisce culturalmente. Però non tutti hanno lo stesso ritmo di vita:c’è quello iperattivo,normale e più rilassato. Bisogna anche ascoltare i piccoli e fare una scuola a misura di bambino. Noi grandi decidiamo per il meglio dei nostri figli,ma siamo sicuri che sia cosi’?


  • Professoressa in pensione.

    Caro Michele di questo soggetto ce ne basta uno è lo diamo volentieri a te e a chi ne volesse.


  • antonella

    Il livello di cultura nei commenti delle solite ed inutili testine vuote, che poi sono sempre gli stessi che cambiano nick, e’ pari a zero, come zero era la loro pagella scolastica, zero era ed e’il voto che l’allora docente Magno gli dava, zero e’il voto che gli da oggi in amministrazione della cosa pubblica, ecco perche’ odiano il consigliere Magno, un docente, un dirigente, un uomo di cultura che da solo vale 100, mentre chi valeva zero allora, oggi vale anche meno.


  • Pasquino

    Egregio prof Magno la sua disamina del problema mensa scolastica e’ giustissima. L’unico problema è che si tratta di un servizio pubblico a domanda individuale. Non so se lei, in quanto consigliere comunale, conosce la terminologia e il suo significato. Comunque necessitando sono a disposizione stesso mezzo per chiarire il concetto. Un cordiale saluto.


  • Rino69

    viva Magno abbasso Giorgio!!!


  • Pasquino

    Egregio prof Magno la sua disamina dell’argomento e’ semplicemente perfetta. Unico neo e’ che parliamo di un servizio pubblico a domanda individuale. Lei da questo cosa significa?

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