Lavoro

Crack Tributi, Grassi-Mennea: “Dopo Scajola, lavoratori senza stipendio”

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Lavoratori Tributi: protesta a Genova

Lavoratori Tributi: protesta a Genova (im: cittàGe)

Manfredonia – “QUALE futuro per i lavoratori di Tributi Italia”. Quale futuro per le oltre 600 famiglie, di cui un centinaio pugliesi, in cassa integrazione da marzo ma “senza stipendio da luglio”. La preoccupazione è stata espressa – in una nota congiunta- da Ruggiero Mennea e Gero Grassi, rispettivamente consigliere regionale e parlamentare del Partito Democratico. “Mentre Berlusconi è impegnato nel tenere in piedi una maggioranza in frantumi – dicono i due rappresentanti pugliesi – oltre 600 famiglie, delle quali un centinaio pugliesi, sono sul lastrico senza che il governo muova un dito per loro”.

“L’INPS HA BLOCCATO I PAGAMENTI CAUSA LA MANCATA FIRMA DEL MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO” – “Gli ex lavoratori della Tributi – sottolineano Mennea e Grassi – sono senza stipendio da luglio dopo che l’Istituto nazionale di previdenza sociale ha bloccato i pagamenti a causa della mancata firma del decreto di proroga del provvedimento da parte del Ministero dello Sviluppo economico”. Un ministero “privo di una guida dallo scorso 4 maggio – dicono Grassi e Mennea – dopo le dimissioni di Claudio Scajola”. “Siamo di fronte ad una situazione grottesca e inaccettabile – evidenziano i due esponenti del Partito Democratico – l’immobilismo del Governo dinanzi ad un’emergenza di queste proporzioni è disarmante. L’interim dello sviluppo economico è nelle mani di Berlusconi da quasi cinque mesi, complici le promesse, poi disattese da parte del premier, di nominare il nuovo ministro. Il risultato è un vuoto politico ed operativo gravissimo e a pagarne le conseguenze sono i lavoratori in difficoltà”.

LO SCORSO 10 SETTEMBRE 2010 IL TRIBUNALE DI ROMA AVEVA DICHIARATO LO STATO DI INSOLVENZA DELLA SPA – Come già comunicato ( La sentenza integrale), lo scorso 10 settembre 2010 il Tribunale di Roma – sezione fallimentare – ha dichiarato lo stato di insolvenza della società Tributi Italia spa dell’ad Patrizia Saggese (sede legale a Roma, via Vittorio Veneto), con adunanza per l’esame dello stato di passivo della società fissata per il 30 novembre 2010, nella sede del Tribunale di Roma – sezione fallimentare – davanti al giudice delegato per la procedura, la dottoressa Maria Luisa De Rosa. Assegnato ai creditori ed ai terzi, che vantano diritti personali o reali mobiliari o immobiliari su cose in possesso della società debitrice (lavoratori “creditori privilegiati”), il termine perentorio di 30 giorni prima dell’adunanza (dunque a fine ottobre) per la presentazione in cancelleria delle domande di insinuazione. La decisione è dello scorso 27 luglio 2010, con copie conforme rilasciata per l’appello in data 26 agosto

GRASSI-MENNEA: ”PRESTO UN’INTERROGAZIONE URGENTE” – Un centinaio dei lavoratori coinvolti nel fallimento della Tributi – dicono ancora Grassi e Mennea – sono pugliesi, una quindicina della provincia di Barletta Andria Trani, ma con concentrazione maggiore nella città di Margherita di Savoia. Molto spesso hanno sulle spalle famiglie monoreddito da mantenere. E’ scandaloso – continuano – che si possano abbandonare al proprio destino, lasciare per strada queste famiglie. Ci batteremo in tutte le sedi per accelerare le procedure burocratiche e fare in modo che il decreto di proroga della cassa integrazione venga firmato nel più breve tempo possibile”. In questo senso Gero Grassi ha preannunciato un’interrogazione parlamentare urgente mentre Mennea precisa che chiederà l’intervento del presidente della Regione, Nichi Vendola per “sbloccare la fase di stallo”. Intanto il Partito Democratico avrebbe presentato ieri, 22 settembre, alla Camera una mozione di sfiducia sull’interim al ministero dello Sviluppo economico.

FOCUS BOLLA TRIBUTI – STORIA SOCIETA’ – LA BOLLA – I CREDITI DEI COMUNI – L’INDAGINE ‘TAX COLLECTOR’ DELLA GUARDIA DI FINANZA DEL COMANDO PROVINCIALE DI FOGGIA – Focus e Tributi commissariata e Tax Collector G.Finanza

L’AMMINISTRAZIONE STRAORDINARIA – LA NOMINA DEL PROFESSOR VOGLINO – IL TRIBUNALE: “COMUNICAZIONE DEL 2 LUGLIO QUALE IMPLICITA SOLLECITAZIONE ALL’ACCERTAMENTO DELLO STATO DI INSOLVENZA” – Lo scorso 18 giugno 2010 il Ministero dello Sviluppo Economico aveva ammesso la Tributi Italia spa alla procedura di amministrazione straordinaria, nominando il dottor Luca Voglino quale commissario straordinario per la “gestione dell’impresa e l’amministrazione dei beni della società”. In seguito la decisione del Tribunale fallimentare di Roma era stata preceduta dall’audizione all’udienza camerale del 21 luglio 2010 dei difensori della Tributi, del legale rappresentante avvocato Patrizia Saggese e delle società San Giorgio srl in liquidazione (passata denominazione) e Ipe srl in liquidazione, con esame della documentazione depositata dalla Tributi e delle due srl in liquidazione. Il decreto ministeriale del 18 giugno 2010 (procedura di amministrazione controllata, con commissario Voglino) era stato formalmente comunicato al Tribunale di Roma il 2 luglio 2010; dunque, rilevarono i magistrati, la comunicazione conteneva in sé una “implicita sollecitazione all’accertamento dello stato di insolvenza”.

LA RELAZIONE DEL COMMISSARIO VOGLINO – PATRIMONIO NETTO NEGATIVO PARI AD OLTRE 10 MLN- GLI SFRATTI, LE MOROSITA’, I SEQUESTRI – Alla data del 18 giugno 2010, la Tributi Italia spa è risultata avere un patrimonio netto negativo pari a 10.976.558 euro ; con ancora aperte 11 agenzie rispetto alle originarie 400, con 128 convenzioni in corso rispetto alle originarie 508 (di cui 184 cessate per inadempimento del concessionario e 78 per ammissione dei lavoratori dipendenti alla Cig); la Tributi ha inoltre subito numerosi pignoramenti o sequestri di conti correnti bancari e postali, in particolare un sequestro disposto dalla Procura della Corte dei Conti del Lazio per importi di circa 45 milioni di euro; inoltre la Tributi risulta avere subito 32 procedimenti di sfratto per morosità, oltre a d essere risultata morosa nel pagamento di utenze (luce, acqua, gas, telefono) per circa 1.800.000 euro.

”LA SOCIETA’ NON E’ PIU’ INGRADO DI ADEMPIERE REGOLARMENTE ALLE SUE OBBLIGAZIONI” – IN SEI MESI PATRIMONIO NETTO NEGATIVO CROLLATO DI 7 MILIONI Sviluppo sentenza sez. fallimentare Trib. Roma


VERTENZA OCCUPAZIONALE: NELLO SCORSO MARZO LA CIG IN DEROGA PER 605 LAVORATORI – Lo scorso 9 marzo, con un accordo di cassa integrazione straordinaria in deroga per 605 lavoratori, venne bloccata la procedura di riduzione del personale della Tributi, aperta dall’azienda romana, con un accordo sottoscritto, presso il Ministero del Lavoro, tra le Organizzazioni Sindacali e la Tributi Italia SpA per un intervento di cassa integrazione in deroga per i lavoratori attualmente in forza presso l’azienda. L’intesa, con la quale si chiuse la procedura di licenziamento collettivo aperta dall’azienda nel febbraio scorso, stabilì la sospensione dal 15 marzo per 12 mesi dell’attività lavorativa a zero ore, riguardando un numero massimo di 605 dipendenti, occupati in tutta l’Italia. “L’azienda (fonte: www.filcam.cgil) si era inoltre impegnata ad agevolare in ogni modo l’eventuale ricollocazione dei lavoratori presso nuovi soggetti affidatari dei servizi attualmente gestiti per conto dei comuni o di altri enti locali (es. Aipa) e, riconoscendo la sussistenza del debito consistente nelle mensilità ad oggi non corrisposte, a compiere ogni possibile sforzo volto a limitare la situazione debitoria nei confronti dei lavoratori “. Lo stesso accordo impegnò le parti ad incontrarsi entro il mese di settembre 2010 al fine di valutare l’andamento della situazione aziendale e di effettuare una verifica rispetto all’intervento di cassa integrazione.

L’ATTESA DEI LAVORATORI – A META’ SETTEMBRE INCONTRO DEI LAVORATORI EX TRIBUTI CON IL COMMISSARIO VOGLINO – LA STORIA DI PANELLA – A settembre i rappresentanti della Tributi Italia sarebbero stati convocati nella sede in via Vittorio Veneto a Roma della Tributi, ricevuti dal commissario straordinario Voglino (dopo che la Tributi Italia era stata ammessa dal ministero dello Sviluppo economico alla procedura di amministrazione straordinaria prevista dalla legge Marzano,estesa dall’ultimo decreto legge incentivi anche alle societa’ di riscossione degli enti locali. Lo scorso 18 maggio la Spa Tributi Italia, assistita dagli avvocati Donato Bruno, Stanislao Chimenti e Giuseppe Fauceglia, aveva chiesto infatti l’ammissione all’amministrazione straordinaria, dopo che a carico della stessa società era stata già predisposta la cancellazione dall’albo dei riscossori italiani, in seguito sospensione, con ricorso al Tar del Lazio. Nel prossimo novembre il Consiglio di Stato dovrebbe pronunciarsi sulla possibilità di riamissione nell’albo dei concessionari italiani, forse in attesa dell’operato del nuovo commissario straordinario – vedi link precedenti).



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