ManfredoniaMonte S. Angelo
Atto in allegato

Affidamento servizi socio sanitari-assistenziali, TAR “Irricevile ricorso Genoveffa De Troia”

Di:

Bari. ”(…) la clausola oggetto di censura, contenuta nel disciplinare di gara allegato al bando (spedito in data 14/4/16), rientra fra quelle che impongono un’immediata impugnazione, essendo afferente ad un requisito di partecipazione ex se ostativo all’ammissione della associazione ricorrente (…)”. Con recente sentenza, il TAR Puglia, definitivamente pronunciandosi, ha dichiarato “irricevibile” il ricorso dell’Associazione di Assistenza e Accoglienza “Genoveffa De Troia Onlus”, contro la Provincia di Foggia, il Comune di Monte Sant’Angelo, Ministero dell’Interno, U.T.G. – Prefettura di Foggia, nei confronti di Soc. Coop. San Giovanni di Dio, per l’annullamento – previa sospensione dell’efficacia –
1. della determinazione gestionale n. 430 del 31.5.2016, emessa dal Comune di Monte Santangelo, affissa all’albo del Comune in pari data, avente ad oggetto l’affidamento dei servizi socio sanitari-assistenziali, affidamento provvisorio sotto le riserve di legge;
2. della determinazione gestionale n. 979 del 31.5.2016, emessa dalla Provincia di Foggia – Stazione Unica Appaltante, esecutiva, avente ad oggetto l’aggiudicazione definitiva dell’affidamento del servizio socio sanitari-assistenziali, documento non in possesso della ricorrente;
3. della nota prot. n. 2016/0044962 del 28.6.2016, emessa dalla Provincia di Foggia – Stazione Unica Appaltante, avente ad oggetto la comunicazione del provvedimento di aggiudicazione dell’appalto per l’affidamento del servizio socio sanitari-assistenziali;
4. della determinazione gestionale n. 275 del 5.4.2016, emessa dal Comune di Monte Santangelo, avente ad oggetto determina a contrarre per l’affidamento del servizio socio sanitari-assistenziali, con cui sono state definite, tra l’altro, le modalità di scelta del contraente;
5. del bando di gara n. 23/2016 e relativo disciplinare di gara, che ne costituisce integrazione, pubblicati dalla Provincia di Foggia, Stazione unica appaltante;
6. di ogni altro atto presupposto, consequenziale e correlato o comunque connesso, ancorché non posseduto e non conosciuto.

FATTO e DIRITTO.
”Con il presente ricorso, l’Associazione di Assistenza ed Accoglienza “Genoveffa De Troia Onlus” (di seguito, anche solo “l’associazione”) ha impugnato gli atti (in epigrafe compiutamente indicati) della procedura di gara per l’affidamento di servizi socio -assistenziali presso la casa di riposo “S. Michele Arcangelo”, lamentando l’illegittimità della propria esclusione, di cui espone di aver avuto contezza solo dalla lettura del verbale della seduta del 27/5/16, in mancanza di qualsivoglia specifica comunicazione motivata.
Articolati due distinti motivi di ricorso, l’associazione evidenzia:
– l’illegittimità dell’esclusione, dovuta – presuntivamente – al mancato riconoscimento da parte della S.A. dei requisiti soggettivi per la partecipazione alla gara, in spregio al più recente orientamento giurisprudenziale (anche comunitario) che riconosce alle associazioni di volontariato ed alle o.n.l.u.s. (benché enti senza scopo di lucro) di svolgere attività commerciale e produttiva e, quindi, di conseguire l’affidamento di appalti pubblici;
– la violazione degli artt. 2, 3 e 7 l. 241/90, per la mancanza di una formale comunicazione di avvio del procedimento di “revoca della partecipazione” (così, testualmente a pag. 12 del ricorso) e della conclusione del procedimento con un provvedimento espresso motivato.
Hanno resistito alla domanda il Comune di Monte S. Angelo, la Provincia di Foggia e la A.T.I. aggiudicataria dell’appalto, eccependo, in via preliminare, la tardività del ricorso rispetto all’impugnazione della clausola del bando che prevede, per la partecipazione, il requisito soggettivo della iscrizione alla C.C.I.A., nonché rispetto alla comunicazione dell’esclusione.

Il Collegio ritiene che il giudizio possa essere definito immediatamente con sentenza in forma semplificata, adottata in esito alla camera di consiglio per la trattazione dell’istanza cautelare, stante l’esaustiva trattazione delle tematiche oggetto di giudizio, nonché la mancata enunciazione di osservazioni oppositive delle parti costituite, rese edotte dal Presidente del Collegio di tale eventualità.

Il ricorso è irricevibile.

Ed invero, la clausola oggetto di censura, contenuta nel disciplinare di gara allegato al bando (spedito in data 14/4/16), rientra fra quelle che impongono un’immediata impugnazione, essendo afferente ad un requisito di partecipazione ex se ostativo all’ammissione della associazione ricorrente. Nel disciplinare, infatti, è prevista a pena di esclusione la mancata produzione (tra le altre) delle dichiarazioni di cui al n. 3 lett. a) della parte prima relativa ai “Documenti Amministrativi” in cui, appunto, si precisa che la dichiarazione sostitutiva deve riguardare anche il possesso del certificato di iscrizione alla C.C.I.A.

Alla luce di quanto sopra, il ricorso principale (spedito per la notifica in data 5/7/16) risulta tardivamente proposto.

Osserva per completezza il Collegio che il ricorso si palesa tardivo anche con riferimento all’impugnazione della comunicazione recante il provvedimento di esclusione della ricorrente (motivato con riferimento alla mancata iscrizione alla C.C.I.A.), che – contrariamente a quanto sostenuto dalla ricorrente – risulta ritualmente notificato in data 31/5/16 via p.e.c. all’indirizzo indicato al punto m) della dichiarazione sostitutiva inerente il possesso dei requisiti di qualificazione allegata alla domanda di partecipazione.

La natura della pronuncia e la posizione delle parti giustificano la compensazione delle spese di lite”.

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