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Sciagura: “Alto impatto per le tasche dei cittadini”

Costi più che raddoppiati per smaltimento rifiuti nell’inceneritore ‘Marcegaglia’

Foggia: la differenziata non decolla, percentuali sotto il 16%

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Foggia. Più che raddoppiato il costo per lo smaltimento di rifiuti indifferenziati nel termovalorizzatore “Progetto Ambiente”, noto come impianto Marcegaglia. Lo ha deciso una sentenza del Tar Puglia depositata a giugno. Nel contenzioso con la Regione Puglia i proprietari della struttura hanno avuto ragione circa la revisione della prima tariffa stabilita. Da 57 euro si arriva a 120 euro più Iva, la cifra è contenuta nella bozza di contratto allegata alla lettera che molti Comuni dell’Ato Fg3 (ma riguarda anche Fg 1, 4 e 5) hanno da poco ricevuto. Il mittente è il commissario Ato Grandaliano, la richiesta è “formalizzazione del contratto fra gli impianti di biostabilizzaziome di Foggia e Cerignola” e l’impianto Progetto Ambiente, la firma è del direttore generale di Amiu Antonio Di Biase.

Il Comune ha recepito l’allerta se è vero che, a breve, ma non ancora fissato, dovrebbe tenersi un incontro fra l’amministrazione, l’Ato e i vertici della società proprietaria dell’inceneritore. Per discutere del merito e per capire “le carte”. Lo chiede il consigliere di opposizione in consiglio comunale Marcello Sciagura: “La società ci deve spiegare, oltre la sentenza del Tar che ha valutato l’opportunità di adeguamento del contratto, come si arrivi a quelle cifre. Noi andiamo incontro ad un’emergenza, ad un impatto economico notevole per le casse del comune e per le tasche dei cittadini, ad un possibile aumento della Tari anche se non a breve, s’intende. Il problema sono i tempi, arriviamo tardi, abbiamo 45mila tonnellate di rifiuti indifferenziati all’anno, avessimo una raccolta al 60-65% ne smaltiremmo solo 15 mila. In consiglio comunale ho presentato due mesi fa un odg sulla strategia “rifiuti zero” senza alcuna risposta”.

Quando nella lettera si parla di attività “obbligatoria” si fa riferimento alla direttiva della Regione e, implicitamente, al contratto di servizio firmato a maggio 2006 fra “Progetto Ambiente” e Regione Puglia per un impianto cofinanziato dal pubblico al 15% riguardante la conclusione del ciclo dei rifiuti nell’inceneritore. Sono trascorsi 10 anni da allora e i numeri della raccolta differenziata a Foggia, per esempio, indicano che siamo quasi al 16%, cifre che “nemmeno in Africa”, come ebbe a dire un sindaco della Campania arrivato a Foggia durante la campagna per le comunali nel 2014. Da allora ad oggi poche variazioni. “I bidoncini in zona 167- prosegue Sciagura- a via Lucera sono stati tolti e sostituiti dai contenitori grandi, dunque l’amministrazione ha fatto marcia indietro sulla differenziata”.

Cislaghi (teleradioerre)

Cislaghi (teleradioerre)

Giorgio Cislaghi, dell’associazione “Alternativa Libera”, parla di “raccolta differenziata fallita a Foggia che non raggiunge nemmeno il 30%. A questo si aggiunge che la discarica di Cerignola è esaurita, quelle di Foggia e Deliceto lo sono quasi”.

La discarica comunale ex Agecos è sotto procedimento giudiziario


La discarica comunale ex Agecos, acquisita dal Comune per 1 milione e 50mila euro, cui si devono aggiungere i 700mila euro richiesti per la copertura, è sotto procedimento giudiziario in attesa di bonifica mentre l’Amiu ha chiesto un bio-digestore anaerobico, già approvato in consiglio comunale, per smaltire 40mila tonnellate di rifiuti. Tutte situazioni in prospettiva ma intanto c’è l’urgenza dei contratti da firmare a prezzi molto onerosi per i comuni.

(A cura di Paola Lucino – paola.lucino@virgilio.it)



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Commenti

  • Qualcuno aveva dubbi sul fatto che l’impianto Marcegaglia sarebbe stato un capio al collo dei cittadini?!?!?

    Forse solo quei consiglieri comunali della giunta comunale di Manfredonia che firmarono per l’avallo alla realizazione dell’inceneritore erano convinti del contrario… mi chiedo se avessero avuto la dignità o solo la curiosità di leggere e capire!!!???

    L’unica soluzione davvero attuabile è una strategia integrata di rifiuti che passa dalla racolta differenziata spinta porta a porta (tutta la città e non solo una parte… altrimenti fallisce come a FOGGIA… sempre che non sia questo lo scopo recondito?!!?) e poi chiudere il ciclo con le discariche CONTROLLATE (o anche no se si attua a strategia “rifiuti zero!).

    Chi ci governa lo sa… Personalmente ebbi modo di parlare con l’allora sindaco Paolo Campo… attuale cosigliere regionale… (purtroppo è ancora in circolazione, in senso politico si intende) … e mi disse che “sapeva bene cos’era un inceneritore”… la domanda nasce spontanea… se lo sapeva, perchè lo ha caldeggiato?????

    Ingnoranza edotta… o furbizia da politicante?!? ai posteri l’ardua sentenza… anche se personalmente li condannerei tutti per “ignoranza malintenzionata”.

    AD MAIORA
    G.

    PS c’era anche un giovane consigliere… non ricordo il nome… giovane e non ancora laureato… che firmando quella delibera di giunta era forse convinto di poter lavorare all’inceneritore della Marcegaglia… qualcuno sa se poi ci è entrato? Sarebbe da chiedere alla magistratura…

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