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Più collaborazione tra gli Enti per la valorizzazione di Paglicci

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Rignano Garganico. Buonasera a tutti! Ringrazio gli organizzatori per avermi invitato a questa interessante manifestazione. Premetto subito che non vi intratterrò sugli eventi geologici che hanno formato e modellato la nostra terra per milioni e milioni di anni, né dei sui precedenti abitanti come gli ormai famosi Dinosauri che l’hanno abitato. Di questo e della geologia garganica, come alcuni di voi sanno, mi sono occupato per lungo tempo, gettando le basi per l’ideazione e realizzazione, in collaborazione con il Parco Nazionale del Gargano e la Sovrintendenza per i Beni Archeologici della Puglia, del Parco dei Dinosauri di Borgo Celano. Mi soffermerò, invece, sul Gargano nella sua interezza. E questo perché lo ritengo un tema unico. Lo è, oltre che per le sue caratteristiche geologiche, morfologiche e paesaggistiche, soprattutto per la sua ricca biodiversità nel campo della fauna e della flora. Lo è ancor di più nel campo dell’esperienza umana, per via delle innumerevoli testimonianze che ci hanno lasciato i nostri antenati, sia nel periodo storico, sia in quello preistorico, lungo decine di millenni.

Anzi, è proprio la Preistoria che ci fornisce una messe di dati di valenza internazionale, valorizzati grazie al lavoro ininterrotto di valenti archeologi come il Prof. Arturo Palma di Cesnola. In riferimento al titolo della presentazione del libro di questa sera“ L’oro di Grotta Paglicci” di Angelo ed Antonio Del Vecchio. Noi garganici dobbiamo acquisire la consapevolezza che il Gargano è una miniera d’oro! Una straordinaria miniera ricchissima di valenze naturali e storiche, ancora tutta da esplorare, da studiare e da raccontare. In questo contesto la Grotta Paglicci è sicuramente uno dei filoni principali che rende unico il Gargano nel contesto europeo e mondiale, come le scoperte paleontologiche degli ultimi anni. Fatte queste brevi considerazioni, il “succo” del mio intervento, in questo caso politico e non tecnico, è quello di puntare sulla necessità di creare delle sinergie tra le varie emergenze geologiche – paleontologiche e archeologiche di tutto il Gargano. Questo permetterà di implementare un turismo culturale e la fruibilità di questi beni anche da parte dei nostri concittadini garganici, spesso ignari delle ricchezze del nostro territorio. Spesso, ad impedire un giusto e compatibile passo verso l’obiettivo comune, è una visione campanilistica del problema. Evenienza, quest’ultima, che ci fa guardare spesso solo ciò che si presenta davanti al nostro naso e mai a quello che è al di là, oltre la siepe. Quindi, pensare a programmi che si intersecano e si integrano tra di loro diventa un’impresa assai ardua, ma è l’unica strada realmente percorribile.

La meta è unica, ma le strade da seguire sono tante. E’ questo il caso che si sta già sperimentando positivamente da qualche anno tra il Parco dei Dinosauri e il Museo- Centro Multimediale di Paglicci: capita sempre più spesso che gli studenti e gli insegnanti seguano un programma di visita unitario dell’uno e dell’altro bene, come anche è assai attivo sul piano organizzativo lo scambio di idee tra l’una e l’altra struttura. A mio avviso, è su tutto questo che bisogna puntare, elaborando un programma di stretta collaborazione ed interscambio per il futuro, che inglobi tutte le realtà culturali garganiche e le amministrazioni locali. Grazie per la vostra attenzione! Michele Morsilli.*

*Discorso tenuto il 13 agosto 2016 a Rignano G. (Presentazione V. L’oro di Grotta Paglicci)
*Professore Associato – Geologia Stratigrafica e Sedimentologica (GEO/02)
Dipartimento di Fisica e Scienze della Terra – Università di Ferrara
Via G. Saragat, 1. Blocco B, studio 303.
44100 Ferrara – Italia
email: mrh@unife.it



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