Cultura

Aleph – P. Coelho, 2011


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P. Coelho (fonte image: isoladeimapinguary.blogspot.com)

Bologna – ALEPH è la prima lettera dell’alfabeto fenicio e di quello ebraico, ma con lo stesso termine si indica ben altro. Nella Tradizione magica l’Aleph viene raffigurato in due modi ben distinti, “vale a dire come un punto nell’Universo che contiene tutti gli altri punti, presenti e passati, piccoli e grandi. La sua scoperta avviene per lo più in maniera casuale. Perché ciò accada, la persona – o le persone – devono trovarsi nel luogo fisico in cui esso si trova. Gli adepti lo chiamano il piccolo Aleph. Il grande Aleph è percepibile quando due persone con affinità molto rilevanti s’incontrano per caso nel piccolo Aleph. Le diverse energie si completano e provocano una reazione a catena”. Nell’ultimo romanzo di Paulo Coelho si parla dell’Aleph con queste accezioni.

ALEPH. Paulo è uno scrittore affermato, felicemente sposato. Sta attraversando però una profonda crisi di fede ed è alla ricerca di un cammino che lo porti ad una rinascita spirituale. Decide così di partire per un viaggio che tocca varie nazioni ma la cui tappa fondamentale è il lungo percorso in treno della Transiberiana, la ferrovia che parte da Mosca e arriva a Vladivostok, attraversando 9.288 km e sette fusi orari. Durante il viaggio Paulo è accompagnato da Hilal, una ragazza poco più che ventenne conosciuta a Mosca. Insieme vivono esperienze mistiche nel tempo e nello spazio e riusciranno ad avvicinarsi all’amore, al perdono e al coraggio di affrontare gli ostacoli della vita.

ANALISI. Aleph è certamente uno dei romanzi più personali di Paulo Coelho, quasi un’autobiografia spirituale dello scrittore brasiliano. Il rischio in questi casi è di apparire scontati e di banalizzare argomenti delicati quali la scoperta di sé. In effetti in Aleph non ci sono dialoghi o situazioni ordinari, tutto è posto sul piano spirituale e delle percezioni mistiche. Si può anche non essere concordi su quanto si legge, però è indispensabile accettare in partenza di essere di fronte ad un’opera strutturata a questo modo, altrimenti la lettura non avrebbe senso. Partendo da questo presupposto, e al di là delle proprie convinzioni in merito (a meno di non assumere posizioni fondamentaliste), la lettura di Aleph può risultare estremamente ricca di spunti importanti, di scoperte, di meraviglia. Un percorso personale che si trasforma in un percorso universale, alla portata di chiunque ne colga il messaggio più profondo. Grazie alla bravura dell’autore, sembra di esserci di persona su quel treno, metafora della vita e della morte, nonché del tempo.

L’AUTORE. Paulo Coelho è nato a Rio de Janeiro nel 1947. È considerato uno degli autori più importanti della letteratura mondiale. Le sue opere, pubblicate in più di centosettanta paesi, sono tradotte in settantadue lingue. Tra i premi ricevuti dall’autore, il “Crystal Award 1999”, conferitogli dal World Economic Forum, il prestigioso titolo di Chevalier de l’Ordre National de la Légion d’Honneur, attribuitogli dal governo francese, e la Medalla de Oro de Galicia. Dall’ottobre del 2002 è membro dell’Academia Brasileira de Letras. Dal settembre 2007 è stato nominato Messaggero di Pace delle Nazioni Unite. Tra i suoi titoli (tra parentesi l’anno di pubblicazione in Italia): L’Alchimista (1995), Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto (1996), Manuale del guerriero della luce (1997), Monte Cinque (1998), Veronika decide di morire (1999), Il Diavolo e la Signorina Prym (2000), Il Cammino di Santiago (2001), Undici minuti (2003), Lo Zahir (2005), Sono come il fiume che scorre (2006), La strega di Portobello (2007), Brida (2008), Il vincitore è solo (2009) e Le Valchirie (2010).

Il giudizio di Carmine
Paulo Coelho
Aleph
2011, Bompiani
Valutazione: 4/5

Aleph – P. Coelho, 2011 ultima modifica: 2011-10-23T16:16:34+00:00 da Carmine Totaro



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