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A cura di Antonio Del Vecchio

Lavori in corso per il completamento del Museo Paglicci, a Rignano Garganico

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Rignano Garganico. Lavori in corso per la “Valorizzazione e fruizione della mostra dei reperti di Grotta Paglicci”, a Rignano Garganico. Il riferimento all’allestimento e completamento del Museo con reperti originari, supportati da ricostruzioni ed ambientazioni virtuali. Tutto questo in sostituzione della mostra iconografica che ha tirato avanti finora, assieme al centro multimediale, facendo conoscere a scuole e a visitatori i suoi straordinari tesori archeologici, invidiati da tutto il mondo, in quanto coprono l’intera vita dell’umanità dal Paleolitico inferiore fino alle soglie del neolitico, con migliaia e migliaia di testimonianze di vario tipo, dalle industrie litiche, all’arte e al culto dei morti, comprese due sepolture intere di soggetti del tipo Cro-Magnon (un ragazzo di 12 anni risalente a 26 mila anni fa e una donna di 18-20 anni di 23 mila). A dirigere progettazione ed impresa è la Soprintendenza Archeologica della Puglia, rappresentata per l’occasione dall’archeologa Anna Maria Tunzi, dirigente del 3° Daunia preistoria est , non nuova da queste parte, in quanto ricercatrice e curatrice degli scavi del Dolmen scoperto alla fine degli anni ’80 nella piana della Madonna di Cristo, ad un tiro di schioppo dal paese e dal sito di Grotta Paglicci.

Il finanziamento accordato dalla Regione Puglia nell’ambito dell’Accordo di Programma Quadro rafforzato “ Beni e Attività Culturali” – FSC Fondo di Sviluppo e Coesione 2007/2013 – Scheda 45 / Interventi di recupero, di restauro e valorizzazione dei beni architettonici ed artistici” è di € 399.550. Ecco la descrizione sintetica del progetto in attuazione. L’intervento riguarda, come accennato, la sede istituzionale del Museo, nei locali posti al primo piano dell’ex-Municipio, prevedendo esclusivamente forniture e servizi utili alla conoscenza e valorizzazione di Grotta Paglicci, anche attraverso il rafforzamento del collegamento funzionale con il citato Centro Visite di Largo Portagrande. Il progetto si pone, quindi, come ideale terzo lotto a completamento di interventi precedenti che, attraverso le misure del PIS 2.1 e del programma stralcio di Area Vasta Capitanata 2020, hanno portato alla definizione di un vero e proprio complesso museale. Il Museo di Grotta Paglicci, infatti, risulta oggi articolato su due poli, coincidenti con gli immobili dell’Ex.Scuola materna di Largo Portagrande e dell’ex-municipio, il primo destinato a Centro-Visite e ad uffici amministrativi; l’ex Municipio rappresenta la sede istituzionale del Museo, finora occupato da una semplice mostra costituita con una serie di pannelli illustrativi e ricostruzione a calchi. Da non dimenticare che la mostra è stata sostenuta in passato, oltre che con i finanziamenti del PIS (un milione e mazzo di euro), con un miliardo di vecchie lire conferito dal Ministero dell’Ambiente. Tale sostanzioso contributo è servito anche per stampare il volume- guida “Grotta Paglicci e il Paleolitico del Gargano” sulla falsa riga di tre altre edizioni divulgative dal medesimo contenuto e dal titolo “Grotta Paglicci – Rignano Garganico” pubblicate a spese della Regione Puglia, come d’altronde il documentario standard sul ritrovamento della donna paleolitica “La Via della Memoria”, trasmesso a suo tempo dalla RAI. Autore dei preziosi volumi è Arturo Palma di Cesnola, l’illustre scienziato dell’Università di Siena che per oltre 30 anni diresse gli scavi. A quanto si legge, con i precedenti interventi è stato possibile il recupero dell’immobile che ospita la sede del Museo, ubicato nella porzione del centro storico più antica, di sicuro pregio storico – architettonico. L’attuale progetto non interviene, quindi sull’immobile che ospita il Museo, che non necessita di alcun intervento fisico, bensì definisce una strategia capace, finalmente di rendere fruibili gli spazi disponibili, attraverso l’acquisizione di servizi di miglioramento della fruizione, valorizzazione e messa in rete del patrimonio culturale di cui il territorio dispone, generando ricadute positive sia economiche sia non economiche.

Il percorso espositivo si articolerà nelle sale del Museo, tenendo sullo sfondo di quanto già presente nel predetto centro visite , senza sovrapposizione alcuna. Si punta dunque all’allestimento di un moderno Museo di tipo razionale con l’esposizione di reperti secondo precise categorie logiche (peraltro, previste dallo stesso Palma di Cesnola nei citati volumi-guida): successione cronologica, affinità stilisti affinità tipologica. Ma anche di tipo evocativo con la ricostruzione , come s’è fatto cenno all’inizio, di alcuni ambienti fedeli al contesto originario di rinvenimento, anche con l’apporto multimediale / virtuale, tenuto conto dei contenitori culturali che li ospiterà e in conformità al contesto della fruizione del patrimonio archeologico del Gargano e di Grotta Paglicci, in particolare. Il progetto dovrà essere caratterizzato da una corretta, rigorosa e completa comunicazione scientifica, così come auspicato dallo stesso di Cesnola. L’allestimento si avvarrà delle tecniche espositive più moderne ed apprendibili da qualsiasi visitatore, senza mai perdere di vista la scientificità. Il Museo non dovrà essere un corpo a sé stante, ma integrato con gli altri beni e caratteristiche del territorio. Inoltre, si potenzierà il rilancio del tema a livello di Web sulla scorta di quanto già fatto in positivo dal volontariato attivo (www.grottapaglicci.it). La divulgazione sarà effettuata in Italiano e Inglese. Riguardo alla gestione, ci si avvarrà di personale esperto sia nella direzione sia nel funzionamento sulla scorta della selezione-bando in vigore per gli altri Musei dello Stivale. Il primo “piano” di gestione prevede un arco temporale di quindici anni. Quindi, nulla sarà lasciato al caso sia nella previsione delle entrate sia in quella delle uscite. Cicò per evitare opere inutili e sperpero di pubblico denaro. Si ritornerà sul tema, non appena si saprà di più dalla Sovrintendenza (Tunzi) e dal Comune. Come noto, il tutto è seguito con la solita e scrupolosa attenzione “silenziosa” dal vice sindaco e delegato al ramo, Michele Ciavarella.

(A cura di Antonio Del Vecchio, Rignano Garganico 23.10.2016)



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