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Il presidente catalano Puigdemont a giorni rilancerà con la dichiarazione d’indipendenza

Catalogna, maggioranza silenziosa e fanatici del web

"E se è vero il dato degli 800 feriti, è anche vero che il governo catalano, con un comunicato ufficiale, ha invitato i sostenitori dell’indipendenza a farsi fare un certificato medico e sporgere denuncia per qualsiasi lesione"


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Roma. Sono rimaste impresse nella nostra mente le immagini brutali della repressione spagnola nei confronti dei catalani che si recavano al voto per il referendum. I social media hanno riempito le tv e i giornali di questi momenti di tensione. E come giusto che sia, stando a quello che raccontavano le immagini, i politici di casa nostra hanno immediatamente condannato i fatti.

Ma quanto sono perfettamente coincidenti alla realtà quelle immagini?

Non possiamo dimenticare che l’avvento dei social ha dato sfogo a tanti fomentatori e fanatici del web, che provano piacere ad enfatizzare situazioni, alterandone, molto spesso, la realtà. Sui fatti di Barcellona è esemplare la testimonianza di un italiano residente proprio nel capoluogo della Catalogna, che, dopo aver visto alcuni servizi sul tg1 e su altri giornali internazionali, ha deciso di fare chiarezza, inviando una lettera alla redazione del settimanale “Tempi”. Nella sua missiva, infatti, ammetteva “…degli scontri, ma, a differenza dell’immagine data da televisioni e giornali, la città non è stata messa a ferro e fuoco. Ci sono state situazioni pessime, ma solo in pochi luoghi strategici. Il 95 per cento dei seggi ha funzionato senza nessun problema di ordine pubblico…Non abbiamo assistito a nessun pestaggio ingiustificato…”

Parole che danno prova dell’esagerazione che si è avuta nel raccontare i fatti realmente accaduti.

E se è vero il dato degli 800 feriti, è anche vero che il governo catalano, con un comunicato ufficiale, ha invitato i sostenitori dell’indipendenza a farsi fare un certificato medico e sporgere denuncia per qualsiasi lesione. Di conseguenza, nei seggi dove si sono verificati gli scontri, anche chi aveva al massimo una pellicina strappata è stato convinto ad andare in ospedale per farsi medicare e per far salire il numero di feriti, di cui Rajoy comunque dovrà rendere conto.

E si sa che i contestatori e gli estremisti sono da sempre i più bravi ad infuocare le piazze rispetto ai pacati moderati, ma questo non vuol dire che rappresentano la maggioranza, anzi non la rappresentano di sicuro.

E qui la domanda nasce spontanea: ma la maggioranza della Catalogna vuole davvero la separazione dalla Spagna?

È bene citare alcuni dati: i sondaggi sono chiari, non tutti in Catalogna sono favorevoli all’indipendenza. Tanto è vero che al referendum hanno votato solo il 40 per cento degli aventi diritto, e di questi il 90 per cento ha detto sì. Hanno votato dunque per l’indipendenza solo il 36 per cento dei catalani, che vogliono decidere anche per il restante 64. Inaccettabile! Il dato è chiaro! Il rumore di una parte minoritaria non può corrispondere al pensiero e alla volontà della maggioranza, solo perché quest’ultima è stata finora silenziosa. Finora, perché, difronte a tanto clamore, quella maggioranza è uscita allo scoperto, scendendo anch’essa in piazza a Barcellona, contando quasi un milione di persone.

Ora il governo spagnolo di Rajoy ha annunciato il commissariamento della Catalogna, ma, a quanto pare, il presidente catalano Puigdemont a giorni rilancerà con la dichiarazione d’indipendenza. Sarà sicuramente scontro. La speranza è che non accada nessuna guerra civile.

A cura di Vincenzo Riontino

Catalogna, maggioranza silenziosa e fanatici del web ultima modifica: 2017-10-23T22:53:27+00:00 da Vincenzo Riontino



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