Editoriali

Da Foggia le grandi manovre del PD divise dalle correnti

Di: Nico Baratta

Sereni, incontro Foggia (ST)

A Foggia c’erano tutti i presupposti per iniziare una nuova stagione per la politica e per il paese. Una sorta di pre – campagna elettorale che trova la sua matrice sia nella oramai certa uscita di scena dal comando formale di Berlusconi, sia nella registrata disaffezione della collettività per la politica. I numeri parlano chiari, o meglio le percentuali di preferenze che in questi giorni si susseguono su molte tv nazionali: il Partito Democratico pare avere la maggioranza nel Paese, ma non quella da metterlo al sicuro su un imminente ritorno alle urne.

Foggia, come pare, vuole essere una delle città apripiste alla nuova stagione politica del PD e lo fa con un incontro/dibattito d’eccellenza, seppur di corrente, come del resto avverrà nel vicino futuro per le altre. “Una nuova stagione per la politica e per il paese” il tema che ospitato l’On. Marina Sereni, Vice Presidente dell’Assemblea nazionale del PD e aderente alla corrente “Area Democratica”, che ricordo fa capo a Dario Franceschini. Nell’auditorium della biblioteca provinciale di Foggia, il 21 novembre, alle ore 18 si sono aperti lavori del dibattito. Come già detto c’erano tutti gli esponenti ufficiali del PD della provincia di Foggia, dal segretario Paolo Campo, al presidente Aldo Ragni, dal segretario cittadino seduto in platea, Mariano Rauseo, ai vari consiglieri comunali e provinciali e perfino dei vari circoli provinciali; c’era anche un Onorevole, su due, che rappresentano la Capitanata in Parlamento, Michele Bordo.

Insomma un incontro/dibattito fatto in casa e per la casa.

Una platea di circa 80 persone, quasi tutte piddine, non riempitiva per la sala ospitante a dimostrazione che le correnti dei partiti spesso dividono proprio quando ci vorrebbe un segnale di maturità verso il paese, e nel caso del Territorio. Una scelta, quella dell’auditorium, ottima per la presenza parlamentare ma, secondo me, non significativa per dare un’impronta certa al PD poiché spesso le sedi opportune sono sempre quelle che rilevano maggior consensi. E mi riferisco all’utilizzo della sala della sede provinciale del PD come l’aula unitaria di un partito che non perde un colpo per definire chi sta in maggioranza e chi in minoranza, come AreaDem e Modem.

Dopo la presentazione dell’evento da parte degli aderenti ad AreaDem della provincia di Foggia, terminata citando le parole di De Gasperi «La politica al servizio del cittadino» in merito alla legalità, l’On. Sereni ha iniziato a illustrare le varie azioni di Governo che a giorni saranno intraprese dal Premier Monti e dai parlamentari di maggioranza. Ha parlato della critica situazione economica cui versa il Paese e dei fondi FAS utilizzati dal precedente Governo per le emergenze anziché per il Mezzogiorno, una tiratina d’orecchie dovuta all’ex Premier ma non pienamente condivisa da tutti poiché sappiamo che le emergenze richiedono azioni straordinarie con fondi straordinari, spesso prelevati da finanziamenti promessi ma non definiti ufficialmente. La Sereni ha parlato di fisco, lavoro, legalità, welfare, istruzione, illustrando sommariamente i punti senza entrare nel particolare giacché il Parlamento deve ancora esprimersi per eventuali riforme. Su alcuni argomenti la Sereni si è soffermata per le proposte avanzate dal PD come per esempio sul fisco dove ha proposto la volontà del partito di incidere sulle rendite per le grandi ricchezze, sorvolando sul tema principe dell’ICI o IMU (vedremo…) che se il Governo porrà un veto toccherà le tasche dei contribuenti meno ricchi. Ha poi affermato che un paese non può avere un futuro se non ha le sue fondamenta ben salde sulla legalità, tracciando un po’ quello che da anni affligge l’Italia, l’evasione fiscale, fino a ora definita “normale” in un paese che del normale ne ha fatta la matrice politica che ci ha governato fino a ieri. A tal riguardo l’On. Sereni ricorda alcune azioni che il PD intraprese l’indomani del 14 dicembre 2010, dopo che il PDL ruppe il patto con Fini, fu l’inizio della lunga agonia di Berlusconi spesso invitato a dimettersi e che invece ci ha portati al collasso finanziario. A mio avviso quest’ultimo è stato un preciso segnale alla platea per iniziare una nuova stagione di politica, ma soprattutto di campagna elettorale che, se tutto va bene, terminerà nel voto del 2013.

Da porre in evidenza che mentre la Sereni illustrava la “nuova stagione politica”, di per se già iniziata e collaudata ma senza alcuna risposta esaustiva per le necessità del Paese, la platea non era ferma: molti piddini passeggiavano tra l’auditorium e la sala d’attesa, segnale evidente che non gl’interessava il dibattito, forse perché organizzato da una corrente minoritaria. E il tutto sotto gli occhi del segretario provinciale Campo, più volte attento a rispondere al telefonino e a inscenare maschere facciali distratte da altro. Certo le maschere facciali si potevano evitare, ma la sua evidente assenza era tangibile e percepita dalla platea che oggi lo vede sempre più lontano dal suo mandato e molto più vicino a quello futuro, prossimo alla regione.

Come lo è stato il partito nelle ultime vicende cittadine che non saputo o dovuto offrire il suo supporto per il bene dei servizi alla città. Mi riferisco alla vicenda dell’aeroporto Gino Lisa, della soppressione della tratta ferroviaria per e da Roma, per la chiusura di alcuni centri ASL, mentre per l’authority c’è stato solo il velato interessamento sulle piazze romane e che non ha inciso come doveva, pur continuando con azioni territoriali.

Ma ritorniamo al l’incontro/dibattito del 21 novembre.

Sviluppo, equità e risanamento, i tre punti che la Sereni ha voluto porre in evidenza a metà del suo monologo. Punti condivisibile da una parte della platea, ma non propriamente metabolizzati da chi era lì solo per appartenenza partitica e non di corrente. C’è molta strada da fare, a mio parere, affinché il PD possa offrire alla collettività un serio programma unitario che risollevi le sorti del Paese. E questo a fronte delle continue battaglie interne delle correnti che si avvicendano negli appuntamenti sul vasto territorio italiano. Non a caso il 3 dicembre a Foggia sarà la volta dei Moderati Democratici, i MoDem, cui fanno capo al trio degli “oni”, Veltroni – Fioroni – Gentiloni, che inaugurerà la sede provinciale della corrente.

Ma come, a Foggia non vi sono circoli di partito e nascono quelli delle correnti?

Un controsenso grande quanto un macigno per il PD poiché le divisioni diventano sempre più visibili quando invece, e nel caso di Foggia e provincia, dovrebbero mitigare le faccende di casa e convergere verso un’unica soluzione nel bene del Territorio. L’auspicio, e lo dico col cuore in mano giacché mi chiamo in causa ma nessuno lì nelle stanze dove si decide vuole ascoltarmi, è che le correnti, necessarie alla buona vita politica di un partito, confluiscano in un solo alveo per dar vita ad una forza politica unita e non frammentata nelle logiche rispettabilissime dei singoli. Amici, compagni, anzi Democratici (perché siamo democratici) il Paese e il Territorio esigono unità. Sono anni che ve lo ricordo e che offro la mia modesta collaborazione. Ma ora se non si concretizza un programma unito e si cambia strada, credo che Foggia dovrà ancora pagare dazio verso chi esce dal partito. O è forse ciò che il partito vuole, slegandosi da persone che fino a ora hanno fatto critica costruttiva per il Territorio e distruttiva per alcuni del PD, per quelli che vorrebbero gestire la cosa pubblica secondo disegni magistralmente progettati? A voi la risposta, cari amici, compagni, democratici, ma non per molto.


nicobaratta@alice.it

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