Lavoro

Lavoro femminile. La Capitanata è coraggiosa


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Occupazione femminile (maracarfagna.net)

Foggia – PROMUOVERE la conciliazione dei tempi vita-lavoro, attivare buone prassi per favorire l’occupazione femminile ed il reinserimento lavorativo delle donne. Sono gli obiettivi di “Capitanata Coraggiosa”, il progetto, di cui la Provincia di Foggia è Ente capofila, finalizzato all’implementazione di moderne e innovative “politiche di genere” sul territorio provinciale. Partner dell’iniziativa, presentata questa mattina nella Sala Giunta di Palazzo Dogana alla presenza del presidente della Provincia, Antonio Pepe, dell’assessore provinciale alle Politiche del Lavoro, Leonardo Lallo e dell’assessore regionale al Welfare, Elena Gentile, sono la Camera di Commercio di Foggia, l’Università degli Studi di Foggia – Dipartimento di Scienze economiche, matematiche e statistiche, le organizzazioni sindacali e le associazioni datoriali.

Presenti alla conferenza stampa di presentazione del progetto (nell’ambito del quale è stato già insediato un tavolo Permanente di partenariato sulle “politiche di genere”), Barbara Cafarelli (in rappresentanza dell’Università degli Studi di Foggia), Carla Costantini (Cisl), Gerardo De Feudis (Ugl), Fabrizio Solomita (Cisal), Stefania Bozzini (in rappresentanza delle associazioni datoriali) e la progettista Nicoletta Lozupone.

«Si tratta di un primo passo verso una più forte assunzione di responsabilità sociale e culturale circa l’importanza del ruolo e della funzione della donna, che assieme alla famiglia rappresenta una risorsa fondamentale della società – ha affermato il presidente della Provincia, Antonio Pepe – E che chiama ciascuno degli attori che operano nel mercato del lavoro, dagli imprenditori alle istituzioni sino ai sindacati e ai singoli lavoratori, ad una piena consapevolezza della strategicità di politiche che siano autorevolmente e efficacemente in grado di conciliare i tempi di vita». L’obiettivo di “Capitanata coraggiosa” – che può contare su un finanziamento regionale di 165mila euro – è quello di realizzare un patto sociale di genere per sperimentare formule di organizzazione del lavoro, possibili e attuabili per rimuovere gli ostacoli, culturali, organizzativi ed economici che determinano marginalità o esclusione dal mondo del lavoro e dai ruoli di responsabilità delle donne e impediscono l’applicazione dell’ampia legislazione in materia di pari opportunità e conciliazione dei tempi. Destinatari della progettualità sono i lavoratori di aziende con meno di 15 dipendenti dei settori del terziario, del commercio, dell’artigianato e del manifatturiero, oltre che i dipendenti della pubblica amministrazione.

Le azioni previste dal progetto riguardano l’analisi della condizione occupazionale attraverso indagini qualitative delle lavoratrici, la creazione di una cultura della conciliazione, l’incentivazione alla contrattazione decentrata di secondo livello per regolamentare nuove modalità lavorative da sperimentare, la promozione della corresponsabilità dei padri nella gestione dei tempi di cura e la divulgazione degli strumenti di conciliazione esistenti. Previste inoltre, in via sperimentale, azioni utili ad incentivare la flessibilità organizzativa nel mondo del lavoro (con la creazione di una procedura per la sostituibilità del lavoratore in caso di astensione dal lavoro, nel rispetto della continuità operativa, per la interscambiabilità e la condivisione di un ruolo o mansione lavorativa per favorire l’estensione dell’utilizzo del part-time), il reinserimento del lavoratore dopo periodi di astensione dal lavoro (con percorsi formativi, aggiornamento e coinvolgimento durante la sua assenza), servizi aziendali per favorire la conciliazione dei tempi (con un supporto nelle procedure di accesso alle misure economiche a sostegno della genitorialità).

Un percorso che secondo l’assessore Lallo «comincia a delineare una strada nuova, dando vita ad una reale sinergia tra istituzioni, imprenditori, sindacati, lavoratori per la creazione di buone prassi alle quali legare una strategia di sviluppo che consideri il lavoro femminile una straordinaria ricchezza, anche e soprattutto per le imprese». «Muoviamo così un altro passo importante – ha sottolineato Lallo – nella direzione che abbiamo tracciato con il “Patto per il Lavoro”, di cui anche questo intervento è parte attiva e integrante». Di un «grande esempio della capacità di costruire relazioni istituzionali eccellenti tra Enti diversi» ha parlato l’assessore Gentile, che ha ricordato come, purtroppo, «i numeri dell’occupazione femminile in Capitanata siano i più bassi della Puglia nel raffronto con la situazione delle altre province». «Serve un passo in avanti, uno scatto d’orgoglio. “Capitanata coraggiosa” – ha detto l’assessore regionale al Welfare – prova ad invertire questa tendenza, coadiuvandosi e integrandosi perfettamente con le altre azioni messe in campo in questi anni dalla Regione Puglia, cercando di costruire una rete di protezione attorno alle donne, che sono le prime a pagare le conseguenze negative della crisi economica sul piano lavorativo».

Redazione Stato

Lavoro femminile. La Capitanata è coraggiosa ultima modifica: 2011-11-23T18:03:37+00:00 da Redazione



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