Capitanata

Retrocedendi regione, Introna svolta: “Convocati parlamentari pugliesi”


Di:

Lucio Tarquinio (St)

Il consigliere regionale Lucio Tarquinio (St)

Foggia – PER TUTTA LA iornata è stato un susseguirsi di dichiarazioni e di polemiche. Poi, nel pomeriggio, è direttamente Onofrio Introna, presidente del Consiglio Regionale, a dare il via allo sblocco della questione retrocessi. Il numero uno di Via capruzzi, infatti, accetta la provocazione lanciatagli dal capogruppo Udc, Salvatore Negro e convoca, per lunedì (28 novembre ore 10), i parlamentari pugliesi. Con loro, in Aula, ci saranno, oltre allo stesso Introna, il Presidente Nichi Vendola, l’Assessore Maria Campese, i capigruppo consiliari e i segretari dei confederali. “Sarà – annuncia Introna nella lettera inviata a deputati e senatori – l’occasione per assumere iniziative concrete a salvaguardia dei lavoratori”. E per individuare, dichiara inoltre Introna, “un corretto percorso legislativo del Parlamento nazionale che sancisca la non retroattività del provvedimento di retrocessione, salvaguardi la continuità del servizio e valorizzi le funzioni svolte, confermando le posizioni giuridiche acquisite”.

La giornata. In precedenza, a scuotere l’atmosfera c’aveva pensato Lucio Tarquinio. Il consigliere pidiellino, in mattinata, aveva fatto diffondere una nota al curaro in cui, sostanzialmente, accusava la Regione di immobilismo e di silenzio: “Continua senza soluzioni di continuità il silenzio di tomba del Governo regionale e della sua maggioranza sulla sorte dei dipendenti retrocedendi, inevitabilmente alimentando il sospetto che l’assurda punizione che incombe su di loro non sia del tutto sgradita a chi sta continuando ad assumere a più non posso e con qualsiasi mezzo, salvo quelli dei pubblici concorsi aperti a tutti”.

“L’unico cenno di vita che da tali soggetti abbiamo registrato – il suo ragionamento – è stata una infelice dichiarazione dell’Assessore Minervini, dalla quale si evinceva che i dipendenti in questione, che alimentano da lustri la macchina regionale in posizioni di grande responsabilità con dedizione e competenza, non siano dotati di adeguate professionalità, con ciò facendo immaginare che non dispiaccia al sullodato poterli degradare, visto anche che non fa altro che sostituirli, senza soverchi formalismi e non senza copiosi interessi. Avendo reiteratamente quanto inutilmente provato a suonare la sveglia, non mancando di formulare anche precise domande e richieste rimaste tutte sistematicamente senza risposta, mi vedo costretto a rinnovarle ancora una volta. Torno a chiedere se tutti i partecipanti al Concorso annullato dalla Corte Costituzionale sono oggetto di procedura di retrocessione, ivi compresi dirigenti divenuti tali grazie al superamento di quel Concorso, dipendenti trasferiti ad altre Amministrazioni e pensionati che godono del trattamento di quiescenza di cui alla qualifica acquisita allora. E, se no, perché. Domando se la retrocessione di quei dipendenti non debba comportare anche quelle che con analoghi concorsi hanno avuto accesso ad altre categorie, per il conseguente, doveroso assestamento degli organici rimodulati”.

“Ritengo che l – scriveva Tarquinio – a Regione abbia il diritto ed il dovere, per esempio attingendo ad una sempre più consolidata giurisprudenza, di rimediare per conto proprio, ad una vicenda che rischia di provocarle danni gravissimi, per non parlare delle sofferenze che sta infliggendo a suoi fedeli servitori. Per quanto concerne quel che può fare il Parlamento, invito i Presidenti della Regione e del Consiglio regionale a convocare intorno ad un tavolo i parlamentari pugliesi, oggi peraltro tutti a sostegno del Governo in carica, non limitandosi ad inviar loro note scritte che rischiano di restare intonse. Intanto, è tempo che cessi questa congiura del silenzio e dell’inazione. Mentre uffici improvvisamente troppo solerti procedono impavidi verso l’assurdo, sulla pelle soprattutto dell’Istituzione che dovrebbero rappresentare e tutelare”.

Negro (Udc): Ma l’imbeccata giusta per Introna è stata quella di Salvatore Negro. “Il Presidente del Consiglio Onofrio Introna inviti tutti i parlamentari pugliesi ad un incontro da tenere presso il Consiglio regionale, in modo da assumere iniziative di legge a salvaguardia dei 620 dipendenti della Regione che rischiano retrocessioni e decurtazioni di stipendi dopo l’annullamento del concorso del 1999 da parte della Corte Costituzionale”, aveva scritto il numero uno scudocrociato al presidente del Consiglio.

“Più volte ed in più occasioni, nei nostri interventi – aveva scritto il capogruppo Udc – abbiamo sottolineato come, in un periodo in cui cresce la sfiducia nei confronti della politica, occorra recuperare il terreno perso e rimboccarsi le maniche per fornire risposte concrete alla gente. Per tale ragione riteniamo assurdo e paradossale, oltreché ingiusto, far pagare ai lavoratori gli errori della politica”.
“Come Gruppo Udc – ha continuato Salvatore Negro – da subito ci siamo detti favorevoli alla strada di una legge sanatoria che tuteli i diritti acquisiti dei lavoratori ma soprattutto eviti la paralisi della macchina amministrativa che comporterebbe danni assai più gravi per i cittadini di Puglia già penalizzati da una serie di carenze della macchina burocratica. Onde scongiurare tali pericoli, le chiediamo di invitare tutta la deputazione dei parlamentari pugliesi ad un incontro da tenere presso il Consiglio regionale in modo da assumere ogni iniziativa di legge utile a salvaguardia dei lavoratori”.
“In attesa dell’esito di tale incontro e dell’esito del ricorso ex art. 700 al giudice del lavoro (avanzato da alcuni dipendenti) – ha concluso il presidente Negro – invitiamo anche il Governo regionale ad assumere ogni iniziativa utile che garantisca il mantenimento degli attuali diritti dei lavoratori”


Redazione Stato@riproduzione riservata

Retrocedendi regione, Introna svolta: “Convocati parlamentari pugliesi” ultima modifica: 2011-11-23T16:40:58+00:00 da Redazione



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