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Musica e drammaturgia: “L’uomo che inventò i Beatles”

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Manfredonia – DOPO le anteprime degli scorsi 8 e 9 Novembre, ieri sera si è aperta ufficialmente “Rigenera” la stagione di prosa 2014-2015 del Teatro comunale Lucio Dalla. Spazio al connubio fra drammaturgia e musica con “L’uomo che inventò i Beatles”, allestito dalla compagnia Terra Mare Teatro di Nardò (Lecce). Sul palco l’attrice e regista Silvia Civilla, direttrice artistica del Teatro Comunale di Nardò e la voce di Davide Colomba, all’attivo una collaborazione pluriennale con Franco Migliacci e una partecipazione alla terza edizione di XFACTOR nel gruppo dei Luana Biz. Ad accompagnarli, i musicisti Raoul de Razza, ideatore dello spettacolo (chitarre) e Marco Tuma (fiati e percussioni).

Silvia Civilla dà voce e corpo a Brian Epstein, storico manager dei Beatles, che all’inizio degli anni ’60 era solo un appassionato di musica che vendeva dischi nel negozio di suo padre, con l’unico desiderio di dimostrare al genitore che non era un buono a nulla. L’ incontro e il successivo sodalizio con i quattro ragazzi di Liverpool lo porterà in pochi anni in giro da un capo all’altro del pianeta, artefice di uno dei più grandi fenomeni musicali del ‘900.

Brian Epstain raggiunge assieme ai Fabfour un successo senza precedenti, assoluto, ineguagliabile: dagli esordi fra Liverpool ed Amburgo alla consacrazione fatta di dischi, concerti in tutto il mondo, migliaia di fan adoranti, ingaggi milionari, ma in fondo rimane sempre quel ragazzino sognatore e un po’ malinconico che avrebbe voluto raggiungere la “perfezione impossibile” rappresentata dal padre…Nel suo cuore la sensazione e l’oscura consapevolezza, immediatamente percepita anche dallo spettatore, che tutto questo non poteva durare per sempre.

A fare da colonna sonora ai ricordi di Brian, naturalmente, alcune fra le più belle canzoni dei Beatles da SheLovesYou a Ticket to Ride, passando per l’immortale Yesterday, magistralmente interpretate da Davide Colomba e riarrangiate da De Razza e Tuma.

Un’ora di spettacolo che coinvolge lo spettatore a poco a poco, facendolo entrare sempre di più in empatia con i moti del cuore di Brian: gioia, rabbia, spirito di rivalsa… Il tempo sembra contemporaneamente dilatarsi, grazie all’intensità dei contenuti, sia musicali che drammatici, ma anche volare inesorabilmente. Infatti proprio quando lo spettatore è completamente immerso nell’atmosfera di musica e racconto, la narrazione giunge al 1967. I Beatles decidono di interrompere l’attività live e di dedicarsi solo alle registrazioni di album in studio. Brian Epstain si sente inutile e ingombrante, è l’inizio della fine.

Sulle note di HeyJude un video racconta l’implosione di un mito, così improvvisa come la sua esplosione: Brian muore (forse suicida) e il gruppo si sfalda: altri 2 album in studio, poi lo scioglimento nel 1970 e infine la morte di Lennon…allo spettatore resta un pizzico di nostalgia e un senso di incompiutezza: cosa sarebbe potuto succedere se i Beatles avessero continuato a suonare live, se Brian non fosse morto?

(A cura di Annapina Rinaldi – aprinaldi@alice.it)

Redazione Stato

Musica e drammaturgia: “L’uomo che inventò i Beatles” ultima modifica: 2014-11-23T19:59:03+00:00 da Annapina Rinaldi



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