Manfredonia

Dalla parte dei pescatori, ma attenzione alle norme vigenti

Di:

Pescatori Manfredonia (st@ - archivio)

Manfredonia – COMMETTONO degli errori forse grossolani alcuni pescatori di categoria che francamente faccio fatica a capire,sparando all’impazzata su tanti loro colleghi onesti. Ebbene il fatto è che alcune persone di mestiere di mare si son fatti grandi con parole dalla bocca larga, dicendo in giro,che in tanti di loro hanno sei case. Signori, ecco la rovina della vostra gente.

Sono i cosiddetti traditori per eccellenza ,quando in realtà io so, che in tanti di voi sono in serie difficoltà e a rischio,praticamente in piena ristrettezza alla vita di tutti giorni,imparate a parlare al singolare e non al plurale ,riferendomi ai lanciatori di bottiglie rotte,facendo tutto ciò commettete un atto d’inferno punto. Le necessità sono notevoli,tanti pescatori sono bisognosi di aiuto ,mancano di assistenza di beneficio. Devo dire il vero che sono d’accordo con tantissimi di loro, dopo un attento e scrupoloso sguardo alla situazione davvero imbarazzante.

Allora dico fatevi sotto Politici ,con la ‘P’maiuscola ,smettetela una volta per tutte e prendete seriamente a cuore, il problema che ultimamente affligge anche la vita di questi nostri marittimi,non fate assurde convenzioni al gioco del mercato spento e al ricavo beffardo a discapito di questi ultimi. No, non va per niente bene i conti non tornano o se tornano non certo nelle tasche dei pescatori, a cui potrà andare al limite una minima parte,una buona volta parlate con vocaboli di espressiva comunicazione chiara senza discorsi di raggiri.

La categoria dei pescatori è una categoria nobile, e di origine antichissima, lo ripeto conosco tanti di loro bravissimi lavoratori, non possiamo fare un’accozzaglia di tutta la massa che compone la grande famiglia della vita di flotta navale. Basta ,viviamo già in piena aridità di spirito e di esistenza poco piacevole le giornate di quest’era amorfa,ulteriormente spaventosa.

I capisaldi, i capintesta, che ci dovrebbero tenere almeno,oso dire questo,mi permetto … sotto un’ala di piccola protezione,ma no non è così, non sia mai,che dico! Ma loro, i politici, si credono sempre nel giusto! Ecco il guaio dell’essere umano che quando ci si crede di aver agito giusto già si è in errore,bisogna stare attenti alle parole che si usano ,come usare le parole,parlare – da parole, significato fino di intenso a sè stesso nel discorso logico. Devo dire il vero a riguardo ,al discorso dei pescatori , uno di loro con miseria mi ha minacciato dicendomi di riscrivere l’articolo,il signore non ha capito ,la mia intenzione è sempre, sarà sempre di parlare del giusto ,non mi fa paura colui che sputa all’aria perché è nel torto. Quindi parlo a nome della categoria tutta che va tutelata in modo adeguata e che venga rispettata, al pari rispetto però della civiltà, delle norme vigenti e delle istituzioni marittime e sociali.

(A cura di Claudio Castriotta, poeta e cantautore)



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Commenti


  • rosa

    Era un vecchio che pescava da solo su una barca a vela nella Corrente del Golfo ed erano ottantaquattro giorni ormai che non prendeva un pesce. Nei primi quaranta giorni lo aveva accompagnato un ragazzo, ma dopo quaranta giorni passati senza che prendesse neanche un pesce, i genitori del ragazzo gli avevano detto che il vecchio ormai era decisamente e definitivamente salao, che è la peggior forma di sfortuna, e il ragazzo li aveva ubbiditi andando in un’altra barca che prese tre bei pesci nella prima settimana. Era triste per il ragazzo veder arrivare ogni giorno il vecchio con la barca vuota e scendeva sempre ad aiutarlo a trasportare o le lenze addugliate o la gaffa e la fiocina e la vela serrata all’albero. La vela era rattoppata con sacchi da farina e quand’era serrata pareva la bandiera di una sconfitta perenne.
    Ernest Hemingway, IL VECCHIO E IL MARE.


  • peppuccio

    SCUSATE, L’ARTICOLO, CHE VOLEVA DIRE? CIOE’ ALLA FINE, QUAL’E’ IL SUCCO? PENSO CHE NON SONO L’UNICO A NON CAPIRE, DOVE VOLESSE ARRIVARE

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