Foggia

Piano alienazioni, (pessima) continuità da Agostinacchio a Mongelli

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Marasco/Mongelli (st - Ph: SLVPAE@)

Foggia – “C’E’ perfetta continuità tra le amministrazioni Agostinacchi, Ciliberti e Mongelli, lo dimostra il ‘piano delle alienazioni’ dei terreni per le opere di urbanizzazione secondaria delle aree edificate in base alla legge Gozzini, in particolare l’area a ridosso della superstrada Foggia – Candela di via Alpi e via Colicchio”. Lo dice in una nota il segretario del circolo “CheGuevara” Rifondazione Comunista –Rivoluzione Civile Fiorenzo Giorgio Cislaghi.

“Si tratta di terreni dove avrebbero dovuto sorgere le opere per rendere vivibili queste zone dotandole di impianti sportivi, aree di culto, edifici adibiti ad attività commerciali e aree veri attrezzate, cioè di terreni destinati a ‘servizi pubblici’. Dalla ricognizione effettuata dal comune di Foggia, estensore il geometra Maffei, aggiornata all’ottobre 2009 si evince che per alcuni ‘piani integrati’ di edificazione non sono stati neanche presentati i progetti delle opere. Eppure l’accordo di programma approvato dalla regione Puglia recita ‘All’interno dell’area di intervento dovrà essere prevista la realizzazione dei servizi e delle attrezzature pubbliche, ex D.M. n. 1444/68, nelle quantità previste negli elaborati progettuali. La realizzazione di tali servizi dovrà essere assicurata dal soggetto attuatore contestualmente al programma edilizio‘.

“Leggendo la ‘Convenzione Urbanistica’ stipulata tra il Comune di Foggia e la società Edil Ambiente srl il giorno 13/06/2000 – scrive Cislaghi – di fronte al notaio Francesco Paolo Pepe, si legge che, art. 7, tutte le suddette opere (riferendosi alle opere di urbanizzazione secondaria) dovranno essere realizzate entro cinque anni dalla stipula della seguente convenzione e che, art. 9, ‘Il soggetto affidatario …. Si obbliga a prestare al comune di Foggia, all’atto delle concessioni edilizie, fidejussioni assicurative per importo pari a quello degli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria …‘”.


“Buone intenzioni, sancite da un accordo firmato davanti al notaio, a cui doveva fare seguito la progettazione delle opere che avrebbero dovuto dotare la zona dei servizi necessari a renderla visibile mentre oggi è un ‘quartiere dormitorio di lusso’ senza negozi, servizi, e mal collegato alla città.” Ora, i terreni su cui dovevano sorgere impianti sportivi e verde pubblico attrezzato con giochi per i bambini, quello che la legge regionale chiama ‘punti sport’, vengono messi in vendita per coprire il debito dell’amministrazione comunale. Ci domandiamo se ‘il divieto di trasferire ad altro soggetto gli oneri relativi alla realizzazione del programma escludendo, specificatamente, la possibilità di alienazione delle aree oggetto del programma stesso prima della loro edificazione‘, citando testualmente la delibera di Giunta Regionale n° 1634/2009, permetta l’alienazione dei terreni per le opere di urbanizzazione secondaria, anche se alcune opere non sono state progettate, anche se il programma edilizio non sia terminato e non sia neanche ultimata la viabilità prevista perché la strada che dovrebbe collegare l’insediamento abitativo a via Ascoli è uno sterrato impercorribile, ridotto a discarica abusiva di materiale di risulta delle ristrutturazioni edilizie. A questa domanda sollecitiamo la risposta al Sindaco Mongelli e all’Assessore Regionale Barbanente e chiediamo anche sia reso pubblico l’ammontare della fidejussione depositata”.

“Ormai abbiamo smesso di chiederci dove se l’amministrazione comunale ha a cuore il benessere dei cittadini, se il Sindaco si preoccupa delle condizioni in cui versa la città perché è inutile cercare di cavare sangue dalle rape, inutile chiedere a chi pensa solamente ai conti pubblici di preoccuparsi delle conseguenze della sua azione amministrativa o, come in questo caso, della sua non azione amministrativa. Un elogio va ai residenti, organizzati in comitato che, da soli, hanno imposto al costruttore il rispetto della convenzione urbanistica obbligandolo alla manutenzione del verde, prevista sino al termine dei lavori, e che, in attesa del verde attrezzato e del campo di calcetto, hanno provveduto a dotare l’area di un piccolo campo di calcio a spese dei residenti. Il nostro dispregio va al Sindaco che non ha ancora trovato il tempo di ricevere il comitato dei residenti a cui dovrebbe dare spiegazioni per la mancata esecuzione delle opere pubbliche. Anche in questo, nel distacco tra l’amministrazione comunale e i bisogni dei cittadini, vi è continuità tra le peggiori amministrazioni comunali che Foggia abbia avuto: Agostinacchio, Ciliberti e Mongelli“, conclude Cislaghi.


Redazione Stato@riproduzioneriservata



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