Capitanata

San Severo, blitz quartieri Bronx e Texas; le perquisizioni

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Militari della Guardia di Finanza (STATO@)

San Severo/Foggia – “SI è trattato di un’operazione nata nell’ambito dell’attività di contrasto allo spaccio di droga nei confronti di soggetti già condannati, congiunta alla valutazione dell’indice di disponibilità economiche non giustificate dalla situazione reddituale dei sospettati.” Così a Stato il Capitano della Guardia di Finanza di San Severo, Samuel Bolis.


Sono 13 i soggetti denunciati all’autorità giudiziaria, di cui 2 per detenzione di denaro contante sproporzionato al reddito dichiarato, e 11 per furto aggravato di energia elettrica. Questo il bilancio dei due interventi eseguiti, venerdì mattina 18 gennaio dalla Gdf di San Severo, nell’ambito dei servizi di controllo economico del territorio comunicati, ieri in via ufficiale. Accertamenti effettuati nei quartieri di via Luisa Fantasia, “Texas”, e nelle palazzine popolari di via Mario Carli, “Bronx”.

“La compagnia Enel – spiega Bolis – aveva segnalato, e registrato un calo di utenze rispettivamente in due palazzine popolari di via Mario Carli.” La prima al civico 2, l’altra spogente in via Gentile. Quest’ultima teatro, alla vigilia di Natale dell’agguato teso ai danni di 2 noti narcotrafficanti.

“E’ stato possibile scoprire i sospetti allacci abusivi – conclude il Capitano – incrociando le informazioni della banca dati Enel, con quelle dei residenti registrati all’anagrafe comunale.” I Baschi verdi, insieme a personale tecnico della compagnia Enel, nel corso del sopralluogo avrebbero staccato la corrente alle palazzine sospette. Pare, che i campanelli di alcune abitazioni abbiano continuato a squillare. Di qui la scoperta dell’inserimento di cavi di deviazione del flusso elettrico, in modo da sottrarre i consumi alla registrazione del contatore Lo riferiscono alcuni residenti del “Bronx”. Quertiere popolare, che conta nel complesso quasi 157 abitazioni dislocate su due lotti.

In totale sono stati rivelati: 6 collegamenti abusivi nel lotto, che incrocia via Gentile appartenenti ad altrettanti 6 soggetti con precedenti a vario titolo per reati contro il patrimonio. Scoperte invece 5 infrazioni al civico 2 di via Mario Carli, di cui 2 collegate ai familiari di un noto pluripregiudicato, ex collaboratore di giustizia, ora in carcere a seguito di una condanna a 4 anni di reclusione per lesioni aggravate.

Attività di contrasto allo spaccio di droga è invece l’obiettiv che porta la Gdf a perquisire l’abitazione di un noto pregiudicato per reati di associazione a delinquere di stampo mafioso e spaccio di stupefacenti. Sottoposti a sequestro 13.500 euro in contanti, rinvenuti sotto l’armadio della stanza da letto, oltre ad un “piccolissimo” quantitativo di stupefacenti per uso personale. “Somma di denaro comprovante la provenienza illecita legata con ogni probabilità allo spaccio di stupefacenti – evidenzia il Capitano Samuel Bolis – verificata l’assenza di creazione di redditi, per otto anni pari a zero per questo nucleo familiare, si è proceduto al sequestro preventivo finalizzato alla confisca della somma sproporzionata.”

Secondo alcune indiscrezioni si tratterebbe di un nucleo familiare collegato al Clan D’Aloia ed alla “Società Foggiana”. Il capostipite avrebbe terminato di scontare una condanna decennale per mafia. Per spaccio di droga, invece, due figli starebbero scontando una condanna ai domiciliari, e il cognato in galera. La mala foggiana, subì un grave colpo, insieme ai clan sanseveresi operanti al centro dell’Alto Tavoliere, la mattina del 5 novembre 2001 nel corso del “Blitz Sugar”.

L’operazione, allora condotta da 250 militari, 100 mezzi, due unità cinofile, e un elicottero, permise di eseguire 46 delle 56 ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip di Bari, Chiara Morfini, su richiesta dei sostituti procuratori antimafia, Gianrico Carofiglio e Angela Tomasicchio. Le indagini svoltesi, da settembre ‘ 98 a maggio ’99, accertarono un ricco giro di affari con fatturato annuo di un miliardo di lire. Il denaro sporco sarebbe stato “ripulito” in concessionarie di automobili, in un deposito di carni e nell’ acquisto di immobili.

A capo dell’ associazione ci sarebbe stato Severino Palumbo, che seppur detenuto, avrebbe impartito gli ordini ai suoi luogotenenti: Donato D’ Aloia per la droga, Giuseppe Palumbo per furti, estorsioni, ricettazioni e contrabbando, Matteo Notarangelo e Luciano Grassano per il riciclaggio del denaro, attraverso la vendita di carni. La base logistica del clan sarebbe stato un deposito di carni idonee alla vendita (…) A distanza di due anni, nel febbraio 2003 il processo “Sugar” si concluse con 11 assoluzioni, 6 patteggiamenti, 15 anni al Boss Severino Palumbo, e 41 condanne a complessivi 201 anni, 6 mesi e 20 giorni di reclusione nei confronti di 58 sanseveresi accusati a vario titolo di associazione mafiosa, traffico e spaccio di droga, tentato omicidio, estorsioni collegate al fenomeno delle auto rubate, armi, incendi, furti, ricettazione e riciclaggio. Nel verdetto risultarono decisive le intercettazioni degli inquirenti, che non si sarebbero avvalsi di collaboratori di giustizia.

NOTE – Secondo quanto riferito nel 2007 nella “Relazione del Ministro dell’Interno al Parlamento sull’attività svolta e sui risultati conseguiti dalla Direzione Investigativa Antimafia”, “l’organizzazione denominata ‘Società’ presenta una forma piramidale, con al vertice elementi di spicco, coadiuvati da luogotenenti. L’aggregato criminale si suddivide in “Batterie” dislocate in tutta la provincia, così come già ampiamente dimostrato dalle sentenze di condanna nei processi di mafia denominati ‘PANUNZIO’ e ‘DAY BEFORE’. Inchieste giudiziarie denominate ‘Double Edge’, ‘Araba Fenice 1 e 2”, “Discovery” e ‘Poseidon’ hanno disvelato i rapporti dei clan foggiani con altri gruppi criminali della provincia ed i motivi che avevano generato una prima guerra di mafia iniziata nel periodo 1998-1999 e la seconda nel periodo 2002-2003.

Si tratta di un “gruppo a struttura gerarchica, composto da elementi con vincoli familiari e di soggetti con diverse estrazioni sociali. E’ presente in Puglia (Foggia, San Severo, Gargano) e nel Molise. Le attività illegali primarie sono lo spaccio di sostanze stupefacenti, le estorsioni e il riciclaggio del denaro di provenienza illecita in attività commerciali. L’attività illegale secondaria è l’usura. Ha sinergie con altri gruppi criminali e mantiene contatti con la criminalità di San Severo, Foggia e del Gargano, in particolare nella zona di San Marco in Lamis (FG).”

Nel 2007, “l’apparente calma negli equilibri dei sodalizi criminali sembra essere stata infranta da una ripresa delle ostilità.” In particolare risultano “aumentati gli episodi delittuosi violenti.

Tra i vari delitti consumatisi in Provincia, il 7 febbraio 2007, a San Severo, a seguito di sparatoria, un pregiudicato, ritenuto far parte della ‘batteria’ D’ALOIA – DI SUMMA, rimaneva ferito da numerosi colpi di arma da fuoco, così come uno dei suoi aggressori, parimenti segnato da pregiudizi penali. Il movente del delitto veniva individuato nei contrasti sorti per il controllo dello spaccio di stupefacenti.”

(a cura di Ines Macchiarolainesmacchiarola1977@gmail.com)



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Commenti


  • Ines

    Il livello di ignoranza in questa Provincia, si può misurare dal grado di consapevolezza che si ha di fronte alla portata di alcune notizie.

    1) Le migrazioni alla prova del divieto di tortura e trattamento inumano o degradante (21/06/11)http://www.unive.it/nqcontent.cfm?a_id=91396

    2) Corso di alta formazione
    «PROSPETTIVE DEL DIRITTO EUROPEO: TRA MODELLI DEONTOLOGICI E QUESTIONI DI ATTUALITÀ»dr. samuel bolis, Ufficiale nella Guardia di Finanza – Le attività
    ‘estetiche’ di riciclaggio: strumenti di controllo nazionali e della UE

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