Politica

Scandalo derivati Mps: Codacons presenta esposto

Di:

C.Rienzi (Codacons)

Bari – IL Codacons sta preparando un esposto contro Bankitalia in relazione allo scandalo dei derivati che vede coinvolta la Monte dei Paschi. Chiederemo alla Procura di Siena di aprire una indagine nei confronti della Banca d’Italia alla luce delle ipotesi di omissione di vigilanza e concorso negli illeciti contestati per la vicenda Mps – spiega l’associazione – Appare infatti inaccettabile che l’istituto non abbia svolto la propria opera di controllo su Mps, e che si difenda affermando di essere stato ingannato, quando in realtà dispone di tutti gli strumenti per svolgere al meglio l’attività di vigilanza ed evitare simili scandali. Non solo. Il mancato controllo esercitato da Bankitalia potrebbe configurare il concorso dell’ente in eventuali reati che verranno contestati dalla magistratura, sulla base dell’art. 40 del codice penale che afferma: “Non impedire un evento, che si ha l’obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo”.

Alla luce dei gravi fatti che vedono coinvolta Mps e delle responsabilità di chi doveva vigilare e non l’ha fatto, i vertici della Banca d’Italia devono dimettersi – prosegue il Codacons – e contestualmente deve essere nominato un amministratore di sostegno, ai sensi della legge n. 6 del 9 gennaio 2004, che si occupi di svolgere le funzioni proprie dell’istituto.

Redazione Stato



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Commenti


  • avv. Gegè Gargiulo

    Da: avv. Eugenio Gargiulo (eucariota@tiscali.it)

    Il cd. “diritto all’oblio” obbliga le testate giornalistiche “online” a cancellare le vecchie notizie di reato contenute negli archivi dei propri siti internet!

    Una recente sentenza del Tribunale di Ortona (Chieti) ha condannato un quotidiano “online” a un salatissimo risarcimento per aver mantenuto online (e indicizzato), nell’archivio delle proprie pagine, la notizia di una vicenda penale riguardante una vicenda di quasi quattro anni prima.

    Va registrata ancora molta confusione, da parte dei giornalisti del web, su cosa sia e come vada attuato il “diritto all’oblio”. C’è, infatti, ancora incertezza sul confine tra diritto di cronaca e diritto alla privacy. O meglio: si potrebbe parlare di una vera e propria ignoranza da parte di improvvisati blogger che amano invece farsi chiamare giornalisti.

    La precisazione giuridica è dunque d’obbligo: decorso un certo lasso di tempo (che, purtroppo, le leggi e la giurisprudenza non hanno ancora quantificato con certezza) le notizie vanno cancellate! E ciò a prescindere dal fatto che esse siano vere e incontestabili.

    Inutile invocare il “diritto di cronaca” e la pseudo “immunità giornalistica”. Il diritto di cronaca, infatti, per poter essere esercitato, deve rispettare i tre seguenti presupposti:
    1) veridicità (la notizia deve essere vera);
    2) interesse pubblico (la collettività deve avere un interesse, meritevole di tutela, alla pubblicazione della notizia);
    3) attualità (la notizia non deve essere obsoleta e non più attuale, perché in tal caso verrebbe meno anche l’interesse pubblico).

    Lo scorso aprile, la Cassazione è intervenuta, per la prima volta, sul tema del diritto all’oblio, ribadendo quanto sopra evidenziato. Il Tribunale di Ortona ha ripreso lo stesso principio

    In conclusione , come la carta stampata non può pubblicare, a distanza di tanti anni, notizie non più attuali, i giornali online devono cancellare (o togliere tag e indicizzazione), dai propri archivi le pagine con i nomi di persone coinvolte in vicende penali.
    Foggia, 24 gennaio 2013 Avv. Eugenio Gargiulo


  • Mr. Face Book

    A chi bisogna chiedere i danni a Monti o a Bersani o a Rebnzi??

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