Manfredonia

Manfredonia: “All’Uni III il sapere ha sapore … di poesia”

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Manfredonia. E’ durato più di un incontro il percorso umanistico letterario nell’affascinante mondo della poesia. “Sapore di…Poesia” è la denominazione del percorso svolto dalla prof.ssa Maria Buono nell’ambito delle tre lezioni presso l’Università delle TRE ETÀ di Manfredonia, che ha dedicato l’a.s. 2016-17 ad una tematica molto interessante “Per una Cultura della Solidarietà Intergenerazionale”. Il Percorso, suddiviso in tre Moduli riguardanti il valore della poesia come linguaggio di comunicazione nel ‘900 e nella quotidianità della società odierna, si è soffermato anche ad analizzare il confronto tra testo poetico e Canzone.

Finalità del percorso “Sapore di … POESIA” è stata quella di favorire l’interesse e l’amore per la POESIA, essendo la forma d’arte nella quale tutti possono ritrovarsi poiché i sentimenti, sia di gioia che di dolore, accomunano gli uomini di tutta la terra e di tutti i tempi, poiché in ogni lirica si contempla la vita nella sua essenza, nelle sue aspettative e problematicità.

Prima di iniziare il percorso, la prof.ssa Buono ha voluto precisare che la sua proposta non era solo di carattere culturale, ma umano e spirituale, volendo condurre i corsisti, attraverso la lettura di Poesie, nel variegato mondo del quotidiano”, più vicino alla nostra sensibilità, al nostro vissuto, alle nostre esperienze ed emozioni. La docente si è soffermata sulla considerazione che, vivendo in una società ripiegata sull’individualismo e consumismo, l’unica risposta per combattere l’indifferenza e l’insensibilità, che colpiscono soprattutto i giovani, è di educare al gusto estetico, al senso del bello, alla spiritualità, attraverso la POESIA. Solo così si potranno restituire i sogni e le speranze.

Nel primo Modulo “Il valore della Poesia” e “La poesia del quotidiano: Pascoli e Contemporanei”, si è evidenziata la funzione consolatoria e salvifica della Poesia che si dona a chi cerca nello scrigno del cuore qualcosa di profondo, di vissuto e di sofferto; si è delineato il ruolo del vero Poeta che cammina con la Poesia e le parla in un dialogo aperto e sincero, nonché il ruolo determinante che le “parole” svolgono esercitando un fascino che coinvolge il lettore fino a catturarne totalmente l’anima e la mente. La Poesia non è riservata a quei pochi intenditori, capaci di cogliere i meccanismi metrici, ritmici, linguistici, che abbiano conseguito studi accademici; l’arte lirica può parlare a tutti, riuscendo ad essere al contempo profonda e leggibile, purché dotati di “sensibilità” per ascoltare la voce dell’anima.

Nel secondo Modulo “Poeti della propria vita” la riflessione è stata condotta sulla “comunicazione” del linguaggio poetico, ossia sul “valore” della Poesia, a livello personale e sociale. Attraverso le liriche “Era un mattino di un dolce gennaio” di Sandro Penna (1976) e “Una parola è morta” di Emily Dickinson (1997), si è sottolineato sia dell’impossibilità, talvolta, di esprimersi del Poeta che la forza che la parola poetica acquista nel momento in cui viene pronunciata e consegnata ai lettori. Due modi diversi di sentire la poesia e di intendere la potenza della comunicazione.

Gli interrogativi posti nella seconda lezione hanno riguardato il valore della poesia nella società odierna e la sensibilità del Poeta verso l’uomo e la realtà. Attraverso le liriche “Nessuno” di Quasimodo, “Porto sepolto” di Ungaretti e “Spesso il male di vivere ho incontrato” di Montale, la riflessione si è soffermata sul valore civile e morale della poesia nel ‘900, quando i Poeti esprimevano le loro meditazioni sul senso della Poesia e della vita, e sui mali e orrori della guerra.

Grande emozione ha suscitato la struggente e intensa poesia “Supplica a mia madre” di Pier Paolo Pasolini. Nell’incontro si è dato spazio anche ad un laboratorio di poesia creativa in cui si è sottolineata sia l’importanza di leggere Poesie che mettersi in contatto con il proprio mondo interiore per ascoltarlo ed esprimerlo. Tradurre le emozioni in parole è senza dubbio un’attività creativa che permette di spaziare con la fantasia e l’immaginazione. La risposta dei Corsisti è stata eccellente poiché tutti hanno prodotto versi sugli input trasmessi.
Nel terzo modulo “Poesia e Canzone” l’attenzione è stata rivolta alla Poesia quale “Musica della realtà e dell’anima”, essendo la Musica l’altro linguaggio universale che suscita emozioni, supera barriere, libera la creatività e diventa fonte di ispirazione. Sono state ascoltate Canzoni italiane di Autori, molto significative, con analisi dei testi dai più datati ai più recenti.
A conclusione delle lezioni la prof.ssa Buono ha auspicato che il percorso sia stato di gradimento e che una breccia si sia aperta nel cuore dei corsisti, invitando la platea a continuare a scrivere poesie e a condividerle. Saranno parole che faranno sognare, a volte riflettere, accompagnando nella quotidianità, comunque tenendo compagnia, facendo sognare e donando speranza. Anche per questo è stato avviato un laboratorio di scrittura poetica creativa, che ha suscitato la partecipazione attiva dei corsisti, dei cui sviluppi vi terremo aggiornati con una prossima pubblicazione.

A cura di Benedetto Monaco



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