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"Il nostro auspicio - conclude Minervini - è che il Governo regionale sappia farsi carico di progetto così complesso e ambizioso"

Minervini: “Ghetto Rignano, sfruttamento criminale su pelle migranti”

"Il fatto che, a seguito dell'incendio delle scorse settimane nel Ghetto di Rignano sia intervenuta la Direzione Distrettuale Antimafia, è la conferma, l'ennesima, che sulla pelle dei migranti insiste un vero e proprio disegno criminale"

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Foggia. “Il fatto che, a seguito dell’incendio delle scorse settimane nel Ghetto di Rignano sia intervenuta la Direzione Distrettuale Antimafia, è la conferma, l’ennesima, che sulla pelle dei migranti insiste un vero e proprio disegno criminale di sfruttamento e di mantenimento delle attuali disumani condizioni di vita”. Così in una nota il capogruppo di “Noi a Sinistra”, Guglielmo Minervini. “Siamo certi – spiega Minervini – che la DDA saprà fare al meglio il suo lavoro e, auspichiamo anche che con le sue indagini, possa aiutare le Istituzioni a meglio comprendere la complessità del fenomeno e le necessarie tipologie d’intervento. Che non possono limitarsi a un semplice sgombero perché, un minuto dopo, ci troveremo con un nuovo ghetto, o addirittura più ghetti, magari a pochi km di distanza. “Vi è un sistema complesso da smantellare. Per farlo si deve operare simultaneamente su tre grandi fronti: quello di una lotta senza quartiere al caporalato, premiando le aziende che scelgono di ricorrere al lavoro buono, in regola, senza sfruttamento. Solo in questo modo i migranti avvertiranno la possibilità di poter uscire dallo scacco di quei caporali che per esercitare il pieno controllo della forza lavoro hanno bisogno dell’aggregazione del ghetto. Contestualmente bisogna mettere in piedi delle strutture d’accoglienza per garantire condizioni di vita dignitose. E, infine, è necessaria una grande mobilitazione dell’opinione pubblica, dei cittadini-consumatori che devono scegliere quei prodotti che dimostrano di non aver fatto ricorso al lavoro nero. Questo deve valere soprattutto per noi pugliesi: le aziende che ricorrono al lavoro nero, tutte quelle che, così facendo, contribuiscono a tenere in vita il Ghetto di Rignano, fanno un danno irreversibile alla reputazione della Puglia.

Il nostro auspicio – conclude Minervini – è che il Governo regionale sappia farsi carico di progetto così complesso e ambizioso. Perché non bastano misure spot e non basta uno sgombero. Ci vuole un’azione congiunta, una forte alleanza tra istituzioni, cittadini, mondo agricolo, mondo della distribuzione: è l’unica strada possibile”.

Redazione Stato Quotidiano.it



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  • Redazione

    De Leonardis: “Ghetto di Rignano, dare seguito agli impegni annunciati”

    Nota del Presidente del Gruppo di Area Popolare, Giannicola De Leonardis.

    “L’operazione condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, che ha portato al sequestro ma con facoltà d’uso dell’agglomerato fatiscente tristemente noto come Ghetto, nelle campagne tra Foggia e San Severo, ha riacceso ancora una volta i fari mediatici su una realtà dove degrado e illegalità convivono e continuano a convivere da molti, troppi anni. Nonostante – per fermarsi solo agli ultimi mesi – la notizia di un’imminente chiusura filtrata già l’8 gennaio, per dare seguito alle promesse e agli impegni assunti a livello regionale con gli amministratori locali durante un convegno svoltosi presso la Fiera del Levante nel settembre dello scorso anno. E l’incendio avvenuto il successivo 15 febbraio, con parallelo annuncio di un piano di emergenza per ‘ridislocare i 300 lavoratori presenti presso il campo dapprima in strutture di accoglienza temporanea e dopo in apposite strutture autocostruite, che verranno gestite di concerto con le imprese agricole che verranno responsabilizzate in tal senso’, come da comunicato ufficiale del Presidente Emiliano. Si tratta evidentemente di un’emergenza complessa e dalle molteplici sfumature, che coinvolgono le istituzioni, le organizzazioni di categoria e sindacali, la società civile a ogni livello: ma il governo regionale è chiamato ad affrontarla, gestirla e coordinarla senza limitarsi soltanto a spot che continuano ad essere disattesi”. /comunicato

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