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Il ricordo della ‘Domenica della Pace’ (dal viaggiatore delle cose perdute)


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Il ricordo della domenica della Pace (dal viaggiatore delle cose perdute)

Manfredonia – CI si incamminava per la strada che portava a Macchia nel primo pomeriggio: tutti in gruppo, sulla strada che portava alla piccola Cappella della Madonna della Libera (la maggior parte dei fedeli venivano chiamati i devoti della domenica della Pace).

Era il 1974. Mentre gli snob del paese si recavano non so dove, i sipontini che più tenevano alla tradizione andavano in visita di devozione per la Madre Vergine della Libera, la cui cappellina si trovava e si trova tutt’ora sul lato sinistro della strada statale per Macchia (esattamente di fronte all’ex Anic che era appena nata).

Di mattino molto presto l’addetto apriva il cancelletto e la piccola chiesa, il parroco di turno iniziava a dire messa; al di là della strada di terra bianca vi erano delle bancarelle che venivano dal Barese e dal Foggiano. Erano per lo più venditori di “nocelline americane”, torroni, zucchero filato, roba da mangiare di vario genere, ma anche pentole e piatti.

Il contrasto col grande mostro – l’Anic – che si osservava frontalmente era spaventoso quando calava la sera. Quella grande città piena di luci che illuminava le ciminiere di fumo bianco guardava minacciosa e pronta a divorare l’altra città che era Manfredonia ferma ai suoi piedi.

La domenica della Pace della Madonna di Macchia sparì come tradizione intorno agli anni novanta, lo ricordo perchè fu un anno in cui arrivai in ferie dalla Toscana per le vacanze pasquali (e non sempre succedeva ). Tutto ora è rimasto impresso nella mia mente di viaggiatore delle cose perdute.

(A cura di Claudio Castriotta – Redazione Stato)

Il ricordo della ‘Domenica della Pace’ (dal viaggiatore delle cose perdute) ultima modifica: 2014-04-24T13:15:30+00:00 da Claudio Castriotta



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Commenti


  • C'era una volta Manfredonia

    Si andava a piedi, a volte tra gli uliveti e a volte transitando per la ex curva “Simonetti” mi ricordo che c’era la foto di un ragazzino incastonata tra le macere e qualcuno diceva che era il figlio di un pilota di auto che abbordò male quelle pericolosa curva e perse il figlio a causa dell’incidente, e comunque in quella curva a fine anni 60 e inizi settanta persero altri centauri sipontini. Detto ciò, alla pace montavano le bancarelle che vendevano frutta secca ma quella era la vera Manfredonia…la Manfredonia che si poteva permettere anche magiche scenografie da film…poi venne il mostro
    … e tutto iniziò a finire…


  • C'era una volta Manfredonia

    E comunque nel 1974 la zona era già stata violentata, negli anni 50 e 60 davvero quasi tutti i sipontini andavano a piedi alla “Pec”.


  • C'era una volta Manfredonia

    Complimenti all’autore dell’articolo che ci fa rivivere se pur virtualmente dei ritaglia della vecchia Manfredonia, che era sino a fine anni 60 una meravigliosa cittadine e una delle più belle dell’adriatico…ora è a dir poco inguardabile!


  • C'era una volta Manfredonia

    E chi si ricorda dei furti di manuell? (mandorle) specialmente durante gli epici salassi primaverili con soste anche nei pressi della grotta dei Monaci per la raccolta delle pietre focaie?


  • Respighi

    Mi ricordo delle manuell, e chi se lo scorda – C’era una volta Manfredonia. Grazie , Claudio . C . R


  • ricordi

    ma perchè la tradizione è finita????????


  • Mimmo B. e Michele S.

    Domenica 27 aprile riparte la tradizione.
    Alle ore 16,00 si parte dalla Chiesa di San Benedetto sita in Manfredonia alla via Tribuna, e camminando a piedi, si arriverà alla Chiesa della Pace dove alle ore 18,00 sarà celebrata la Santa Messa.


  • Respighi

    Grazie di vero cuore Mimmo a te e Michele, per il vostro comunicato pieno di speranza e di fede della buona e sana tradizione – che e’ quella del cammino e dello spirito. Ciao, Claudio C. R.

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