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"Quali progetti hai per il tuo futuro?"

Manfredonia. Il dilemma dei giovani “Le paure dei nostri sogni”

"Trascorrere metà dell'esistenza a svolgere impieghi che non affascinano, che non emozionano, perdersi in occupazioni che straziano e tormentano, può significare perdere la felicità"

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Manfredonia, 24 aprile 2017. Che cosa farai da grande? Quali progetti hai per il tuo futuro? La fatidica domanda che viene rivolta ai giovani sin dall’infanzia. L’enigma, il dilemma che tormenta le vite di tanti. C’è chi sogna di diventare un pilota aerospaziale, chi una parrucchiera, chi un medico. Chi un musicista rock.

C’è chi lo decide durante l’adoloscenza,chi sceglie il suo mestiere all’università e c’è chi abbandona la propria professione perchè non si riconosce più in essa o perché non sopporta la monotonia ed ama invece i colpi di scena e le mille emozioni della novità.

Loredana ha 17 anni e sogna di diventare una ballerina

Loredana ha 17 anni e il suo sogno è quello di diventare una ballerina. “Ho imparato prima a danzare e poi a poggiare i piedi a terra per camminare.” Poco prima di compiere un anno la musica la emozionava a tal punto da ondeggiare il suo corpo. A tre anni e mezzo ha cominciato a frequentare una scuola di danza. Oggi è impegnata cinque giorni su sette in quella scuola,partecipa a degli stage e danza per una compagnia. Sa che il suo non è un sogno semplice da realizzare. Una volta terminati gli studi superiori vorrebbe continuare a coltivare la sua passione all’estero ed entrare in una compagnia internazionale. La carriera di una ballerina è una carriera breve ma è una carriera dura. Balli fino a quando il tuo corpo ti sostiene poi l’unica possibilità che ti viene offerta per continuare è l’insegnamento; tramandare le tue emozioni,la tua arte,il tuo amore per la danza a qualcun altro, prospettiva entro la quale lei non riesce ancora ad identificarsi.

Antonio ha 28 anni. Dopo gli studi superiori sentiva la necessità di realizzarsi nel mondo della danza. “Voglio vivere così,voglio vivere di questo”: ha esclamato pieno di lacrime dopo aver visto “why” di Daniel Ezralow. Ha seguito un percorso accademico di moderno-contemporaneo per tre anni, ha lavorato in compagnie, ha studiato ed operato con professionisti,coreografi ma sopratutto con “se stesso”. Consiglia ai giovani che hanno questo sogno di seguire dei corsi di formazione possibilmente all’estero e di ampliare le proprie vedute facendo uno studio
vario inizialmente e poi selezionando il proprio campo di azione.

Andrea, all’età di undici anni, era già immerso in un forno fra la farina, l’odore dei pomodori e le farrate appena sfornate. Il padre gli ha chiesto aiuto e lui senza esitare,affascinato da tale professione, ha cominciato a lavorare. Ha acquisito pian piano le varie tecniche ed ha imparato a lavorare i vari impasti.

Oggi Andrea ha cinquanta anni ed è ancora lì, in quel forno che ormai gli appartiene


Oggi Andrea ha cinquanta anni ed è ancora lì, in quel forno che ormai gli appartiene, affascinato sempre di più da quel mestiere che lui considera una vera e propria arte.

Cosimo ha 25 anni ed è laureato in economia e commercio. Al decimo esame di università ha deciso di seguire le orme paterne e di diventare un fornaio. Stare seduto su una poltrona dietro ad una scrivania non lo soddisfava abbastanza.

Andrea è contento della scelta fatta da Cosimo, punta ad incrementare il settore dell’artigianato ma sopratutto a rendere felice suo figlio proprio come suo padre ha fatto con lui.

Il lavoro occupa circa la metà delle vite di tanti. Trascorrere metà dell’esistenza a svolgere impieghi che non affascinano, che non emozionano, perdersi in occupazioni che straziano e tormentano, può significare perdere la felicità. Perdere se stessi. Smarrirsi per cosa? Per un po’ di denaro. Ma ne vale davvero la pena?

(A cura di Ludovica Papirri, Manfredonia 24.04.2017)

(Rubrica “Stato Ragazzi”, laboratorio giornalistico a cura della testata giornalistica www.statoquotidiano.it)

FOTOGALLERY (IMMAGINE DELL’AUTRICE DEL TESTO E DI LOREDANA TESTONE, CHE SI RINGRAZIA)

REDAZIONE STATO QUOTIDIANO.IT – RIPRODUZIONE RISERVATA



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