Scuola e Giovani
Prima parte del romanzo d'esordio della giovane Vittoria Plazzo

Vittoria Plazzo “Il destino gioca brutti scherzi”

Le tre amiche Veronica, Lucy e Vivian trascorsero la giornata immerse nel verde prato a Central Park in bikini e in completo relax, chiacchierando come sanno fare le ragazze.


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Manfredonia. PRIMA parte del romanzo d’esordio della giovane manfredoniana Vittoria Plazzo: “Il destino gioca brutti scherzi.

New york, agosto 2009. “Fa molto caldo. Abbiamo scelto la giornata ideale per scottarci al sole!”, esordì Veronica. “E’ umidissimo“, dice Lucy. “Basta ragazze! State sempre a lamentarvi è estate deve essere così, stasera potremmo andare al Greenwich village danno una festa stratosferica“, commentò Vivian.

No, ho da fare, devo tenere il discorso dell’apertura del galà al Memorial hospital. Servono fondi per il reparto pediatrico“. “Veronica sei sempre la solita guastafeste!”. “Per te Lucy è ok ?” “Si!”. “Perfetto ci andremo noi due“.

Le tre amiche Veronica, Lucy e Vivian trascorsero la giornata immerse nel verde prato a Central Park in bikini e in completo relax, chiacchierando come sanno fare le ragazze.

Erano inseparabili.

Ogni decisione andava presa all’unanimità. Erano legate dai sentimenti profondi di reciproca ammirazione e nessuna delle tre osava fare qualcosa senza chiedere il parere dell’altra, tanto da farmi credere che la vera amicizia esista davvero.

Veronica a differenza delle altre due era la più matura e sofisticata , anche un pò snob ma dal cuore d’oro. Aiutava chiunque amava vestirsi alla moda e soprattutto adorava i tacchi alti. Anche in quella mattina afosa aveva indossato un paio di zeppe corallo altissime.

Dai Veronica, dai. Vieni con noi. Lo so che ti piacciono le feste. Sei la regina dei party! O tutte o nessuno!”. “Lucy non mirare sul mio senso di colpa, è scorretto!”. “Allora verrai con noi al village?”. “Ok“, rispose lei riluttante e si girò con le spalle al sole. “Fantastico!!”, esultò Vivian. “Ho proprio il vestitino giusto da indossare corto e osceno come piace a me!”, ci scherzò su e come le sue amiche si distese a prendere il sole.

Trascorsa qualche ora, le ragazze decidono di fare una passeggiata intorno al parco. Era già pomeriggio. L’aria finalmente iniziava a farsi più fresca e gradevole. Odorava di gelsomino, il panorama diventò di un azzurro intenso e brillante. Rifletteva l’iride di Veronica e addolciva il marrone intenso delle altre due.

Ehi sta attento con quel pallone da football!. Sta più attento!. Se una di noi tre si fosse fatta male ?”.
Ah ci sono riuscito. Ho attirato finalmente la tua attenzione…”

Veronica rimase basita, incredula davanti a ciò che aveva udito quel ragazzo aveva lanciato di proposito il pallone nella sua direzione.

Forse era solo un tentativo assurdo di rimorchiare la cosa la infastidiva molto tanto da mandarla su tutte le furie.

Visto che ci siamo tanto vale presentarsi !”. James e le porse la mano. “Che cosa ? Ridicolo tentativo ma, scusami, hai 15 anni ?” “Non ci si presenta così davanti a tre signorine oltre che irritante sei anche sgarbato !!!”. “Veronica piantala non fare la melodrammatica, è stato un incidente. Stiamo bene e non essere tu scortese“. “Lucy ascoltami, non ne vale la pena punto adesso torniamocene a casa per favore. Ne ho abbastanza del caldo !!!”, concluse irritatissima.

Così ti chiami Veronica? Mi piacciono le tipe come te un pò altezzose !”. “Scusaci” proseguirono Lucy e Vivian mentre Veronica rimase impassibile e silenziosa.

NEW YORK BRILLAVA DI LUCE PROPRIA I SUONI. I GRATTACELI E IL PANORAMA LA RENDEVANO DAVVERO FANTASTICA. LASCIAVA CHIUNQUE A BOCCA APERTA NY. NON ANNOIA MAI.

Veronica rimase scossa da quell’incontro bizzarro e non fece altro che pensare a quanto fosse stato sgarbato James, all’apparenza un ragazzo normalissimo ma con uno sguardo che non passa inosservato. Ammagliante e pragmatico. Questo dettaglio le mandò un brivido diverso mai provato. Addirittura più forte di quanto voglia credere.

Lei non era di certo il tipo che nota questi dettagli ma stranamente quel giorno lo fece e ne rimase colpita.

Scacciò via quell’assurdo pensiero uccise le sue farfalle nello stomaco e tornò a concentrarsi su quel gesto scortese alimentando la sua irritazione. (I – fine)

CONTINUA

(A cura di Vittoria Plazzo, Manfredonia – Aprile 2017)

(Rubrica “Stato Ragazzi”, laboratorio giornalistico a cura della testata giornalistica www.statoquotidiano.it)

Vittoria Plazzo “Il destino gioca brutti scherzi” ultima modifica: 2017-04-24T22:42:03+00:00 da Redazione



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