Manfredonia
A due settimane dal voto amministrativo che interesserà 59 comuni pugliesi

I GD Puglia presentano il loro programma in vista delle amministrative

"Il cambiamento non si fa solo sventolando le carte d’identità"

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A due settimane dal voto amministrativo che interesserà 59 comuni pugliesi, i Giovani democratici di Puglia presentano il proprio programma. “Si tratta – scrivono in una nota i Gd Puglia – di un contributo programmatico che offriamo alle liste del Pd e alle coalizioni sostenute dal nostro partito che il 5 giugno si sottoporranno al giudizio degli elettori. Di questo impegno saranno garanti i tanti Giovani democratici che anche in quest’occasione hanno deciso di candidarsi alla guida delle proprie realtà e che a Laterza (TA) hanno addirittura dato vita a una propria lista a sostegno del candidato del centro sinistra e che a Gallipoli (LE) hanno espresso la candidatura a Sindaco di Stefano Minerva. Il programma – dichiarano i giovani dem pugliesi – è stato realizzato all’esito del dibattito svoltosi nell’Assemblea regionale del 14 maggio scorso. Esso è suddiviso in cinque aree tematiche (diritti e pari opportunità, formazione e studio, lavoro e sviluppo economico, trasparenza e macchina amministrativa, politiche giovanili) e al suo interno sono presenti idee e progetti, molti dei quali di immediata realizzabilità.

Quanto ai diritti e alle pari opportunità, ad esempio, si prevede l’approvazione del PEBA (Piano Eliminazione Barriere Architettoniche) e l’istituzione di una Consulta sulla disabilità. Sulla formazione e lo studio si ritiene opportuno il prolungamento dell’orario di apertura delle biblioteche e il finanziamento di borse di studio per stage all’estero. Quanto al lavoro, inoltre, è presente un impegno alla promozione della filiera corta in agricoltura e alla pubblicizzazione delle fonti di finanziamento pubbliche delle attività di impresa (NIDI, Microcredito, PSR, etc.). Ampio spazio, infine, è riservato alla trasparenza e all’efficienza della macchina amministrativa (anagrafe degli eletti, fondo per la formazione del personale, efficientamento energetico degli edifici pubblici) e, naturalmente, alle politiche giovanili (biglietto unico trasporto ferroviario-mezzi pubblici, consigliere giovane aggiunto). Riteniamo – si chiude la nota – che il cambiamento di cui le comunità hanno bisogno non possa essere fondato esclusivamente sul dato anagrafico: all’opportuno processo di ricambio generazionale della classe dirigente è fondamentale associare idee chiare e progetti precisi da declinare nell’attività di governo degli enti locali.”



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