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Kublai e Mediterraneo è Cultura insieme per riflettere sul mondo arabo

“Esilio dalla Siria”, Shady Hamadi presenta per la prima volta in Puglia

A dialogare con l’autore saranno Marco Esposito, co-fondatore di Kublai, e Maria Del Vecchio, presidente di Mediterraneo è Cultura

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Lucera, 22 giugno 2016 – “Sono nato a Milano nel 1988, da mamma italiana e padre siriano. La Siria l’ho vista in cartolina per molti anni perché mio padre, ed io dalla nascita, siamo stati esiliati politici fino al 1997. Ora siamo di nuovo in esilio, causa rivoluzione. Faccio lo scrittore e l’attivista per la causa siriana”. Poche righe racchiudono la vita di Shady Hamadi che martedì 28 giugno alle 20 sarà a Lucera, nel piazzale antistante la nuova Biblioteca Comunale, per presentare il suo ultimo libro ‘Esilio dalla Siria. Una lotta contro l’indifferenza’ (add editore).

L’evento, che vede per la prima volta in Puglia lo scrittore con il suo ultimo lavoro, nasce dalla collaborazione tra la libreria Kublai e l’associazione Mediterraneo è Cultura per riflettere sul mondo arabo, in particolare sulla questione siriana. Che fine hanno fatto la Siria, la sua rivoluzione e il popolo siriano? Attraverso il suo personale esilio e il racconto della sofferenza di un popolo che sta conducendo una lotta quotidiana contro l’indifferenza, Hamadi affronta temi fondamentali come identità, integralismo, rapporto tra le religioni, libertà e lotta contro la dittatura.

Ricordi, incontri, riflessioni sulla società siriana si alternano in questo volume che “vuole essere un ambasciatore capace di arrivare a tutti coloro che sono confusi dal tanto rumore che si fa quando si parla di terrorismo e mondo arabo”. La morte di Mustafa, inghiottito nelle carceri del regime siriano; il viaggio di Samer, un borsellino per bagaglio e tanta determinazione; il ragazzo dell’ospedale di Tripoli pronto a uscire per combattere con un braccio solo; il confronto con gli attivisti della società civile e con la gente di tutti i giorni, puntellano una narrazione che dà volto e dignità alla Siria e a un popolo che vuole l’emancipazione dalla dittatura e dal fondamentalismo, sotto lo sguardo disinteressato (o forse troppo interessato e per questo muto) dell’occidente. “Io non ho mai vissuto un giorno sotto le bombe, non conosco il ronzio che fanno prima di colpire, di uccidere. Non ho sofferto la fame, la sete, né ho mai vissuto nella tenda di un campo profughi. Però conosco quello che prova chi vive un dramma dall’esterno. È come assistere impotenti alla morte della propria madre. Questa è la sensazione che più rappresenta quello che voglio descrivervi. Conosco la sofferenza dell’esilio, perché ci sono nato” scrive Shady Hamadi che, dopo il successo de ‘La felicità araba’, torna a raccontare fatti apparentemente lontani ma che riguardano tutti noi, aiutandoci a capire le ragioni profonde della sofferenza di un popolo da sempre vessato e martoriato, che viaggia con fatica lungo un impervio percorso di pacificazione.

A dialogare con l’autore saranno Marco Esposito, co-fondatore di Kublai, e Maria Del Vecchio, presidente di Mediterraneo è Cultura.



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