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Il WWF evidenziava poi che nello stesso periodo si era verificata anche una diminuzione della presenza di fauna selvatica

Oasi Lago Salso, chiarimenti e appello del WWF al Parco

In relazione alla Festa delle Oasi, a maggio dello scorso anno la situazione delle strutture per la fruizione non era la stessa di quest'anno

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Foggia. Dopo circa un mese dal motivato annuncio circa la non partecipazione dell’Oasi Lago Salso alla Festa delle Oasi WWF, è arrivata la risposta del Parco del Gargano. Al WWF Foggia la replica del Parco appare inspiegabilmente piccata, eppure le critiche e le sollecitazioni dell’Associazione avevano unicamente una finalità costruttiva, auspicando un pronto intervento del Parco per risolvere le criticità evidenziate. Rimanendo ancora persuasi di tali propositi, il WWF ritiene comunque indispensabile fornire alcuni chiarimenti relativi alle questioni sollevate dal Parco, limitandosi, sempre allo scopo di favorire una ripresa di dialogo, solo a quelle più rilevanti. Il primo aspetto da chiarire è che il WWF non ha mai gestito direttamente l’Oasi Lago Salso; si tratta infatti di un’oasi affiliata, la cui gestione è a cura dell’omonima società Oasi Lago Salso S.p.A., della quale il Parco Nazionale del Gargano ha espresso sin dalla fondazione il vicepresidente ed oggi posseduta per il 96% dall’Ente Parco e per il 4% dal Centro Studi Naturalistici. Tra l’altro l’affiliazione è avvenuta nel 2012 su richiesta della stessa società di gestione, accettando il ruolo di controllo e garanzia da parte del WWF.

In relazione alla Festa delle Oasi, a maggio dello scorso anno la situazione delle strutture per la fruizione non era la stessa di quest’anno. Nonostante gli incendi dolosi degli scorsi anni che hanno via via distrutto tutti i capanni di avvistamento, per la festa delle oasi del 2015 era almeno disponibile la terrazza panoramica da cui i visitatori hanno potuto ammirare l’oasi. Quest’anno, alla data del 29 maggio, i lavori di sostituzione delle strutture in legno erano ancora in corso e gran parte dei sentieri erano impraticabili a causa della folta vegetazione, situazione oggi non ancora risolta. Se l’Ente parco ha dovuto attendere un mese per mostrare le foto dei lavori fatti, tuttora non ancora ultimati, è evidente che alla data della comunicazione del WWF la situazione era diversa da quella dichiarata oggi. Ancora adesso, poi, permangono le altre criticità segnalate dal WWF: la segnaletica interna risulta vandalizzata, il centro fauna selvatica è chiuso, il vivaio è abbandonato e nell’area retrostante al centro visite e adiacente al ristorante vi è la diffusa presenza di baracche, rifiuti e rottami di ogni genere. Il WWF segnalava inoltre la possibilità per chiunque di accedere all’interno dell’Oasi anche con mezzi motorizzati e senza alcun controllo, circostanza evidentemente vera se solo pochi giorni fa l’Ente parco ha deciso di sostituire le chiavi del cancello di accesso all’area protetta.

Il WWF evidenziava poi che nello stesso periodo si era verificata anche una diminuzione della presenza di fauna selvatica sia nelle aree a pascolo che nelle zone umide, dovuta allo scarso pascolamento dei terreni asciutti e agli elevati livelli idrici degli specchi d’acqua. A tal proposito il Parco cita i dati ISPRA del gennaio 2016 che hanno mostrato un aumento degli svernanti; la situazione evidenziata invece dal WWF era relativa a questa primavera, periodo nel quale si sono verificati i massimi livelli idrici, causati dalla forzata immissione, ad oggi ancora in atto, di acque dal torrente Cervaro tramite la paratoia che alimenta le valli dell’Oasi, e non dalle piogge abbondanti. I livelli idrici eccessivamente elevati trasformano i prati allagati in veri e propri laghi, rendendo inidoneo l’habitat per un gran numero di uccelli che si nutrono in acque basse. Circostanza, questa, che ha preoccupato lo stesso Parco che nei giorni scorsi ha chiesto al presidente dell’Oasi di risolvere il problema. Di contro, altri prati allagati sono rimasti all’asciutto, evidentemente a causa di una mancata gestione del sistema di paratoie presenti nell’Oasi.
Nella nota del Parco del Gargano vengono poi citati alcuni lavori eseguiti di recente che ovviamente il WWF apprezza, pur con delle perplessità circa la realizzazione di un’aula didattica e il rifacimento di un’area pic nic in un punto distante oltre 2,5 chilometri dall’ingresso dell’oasi e quindi difficilmente fruibile da scolaresche e famiglie. Ma tali interventi non hanno evidentemente influenza sul vero motivo della mancata partecipazione dell’Oasi Lago Salso alla festa delle Oasi WWF che ha lo scopo di mostrare concretamente come aree di elevato valore naturalistico possano essere gestite a fini educativi ed ecologico-conservazionistici.

Con cinquant’anni di attività nel settore e oltre 100 oasi gestite in Italia, l’appello che il WWF rivolge al Parco del Gargano è ancora una volta quello di riprendere un costruttivo confronto nell’interesse delle migliaia di specie animali e vegetali che trovano rifugio e protezione nell’Oasi Lago Salso, rendendola una delle più importanti aree protette italiane.

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Commenti


  • Pinocchiosovrappesosemileso

    praticamente una gestione da parte del Parco Nazionale del Gargano a dir poco fallimentare e dannosa…rischiamo di farla distruggere….che VERGOGNA…parco nazionale del gargano con tutti i soldi di finanziamenti che prendete questa è la fine che fate fare alle vostre zone preziose? La distruzione incontrollata? che vergogna!!


  • Manfredonia senza Legambiente e senza Generali ambientalisti

    vicinissimo sorgerà il più grande deposito di Gpl d’Italia con una quantità mostruosa di gas.


  • Cicogna sfrattata

    Il mostro energas inizia a farsi spazio!

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