CulturaMacondo
Puntata numero 185. Recensioni di "Narco Guerra. Cronache dal Messico dei cartelli della droga" (Odoya 2015) e "Misteri di una notte d'estate" (Montag 2015)

Macondo – la città dei libri

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Logo macondo“Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche. Il mondo era così recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito”. (Gabriel Garcia Marquez)
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∞ La faccia triste dell’America ∞
di Piero Ferrante
narcoguerraChissà, magari si è perso una parte di quello spirito che Giuseppe Garibaldi riconosceva al popolo messicano quando diceva di invidiarne “la tua costanza e la tua bravura nella liberazione del tuo bel paese dai mercenari del dispotismo”. O forse, cambiati i tempi, i “mercenari del dispotismo” sono diventati così ricchi e potenti da essersela comprata, frattanto, la resa dei messicani. Sta di fatto che, tolta la solita sacca di resistenza popolare assiepata sulle montagne del Chiapas, e le delusioni tristi e rabbiose dei parenti delle vittime, il Messico pare anestetizzato. Bloccato dalla sue paure, dalle immagini cruente dei morti ammazzati, sgozzati nei campi, abbandonati nelle strade, impiccati sotto i cavalcavia.

Un Messico narcotizzato dai narcos, violento e triste, dove la vita è un punto interrogativo, il futuro molto meno di una possibilità e i giorni si strappano come pagine di calendario, ma con estrema e faticosa lentezza, sgranando preghiere tra le labbra affinché nulla accada nel frattempo. Un paese in conflitto con se stesso, massacrato da interessi e corruzione, schiacciato dalle contraddizioni sociali e politiche.

E’ in questa immagine, la Narco Guerra. Quella raccontata per le edizioni Odoya dal giornalista Fabrizio Lorusso in un libro che s’intitola proprio così. Una testimonianza da uno Stato che non ha più le fattezze di uno Stato, quanto piuttosto quelle di un quotidiano inferno, dove la dannazione è perenne e spetta sempre ai più deboli. Cocaina, religione e una macabra sacralità rituale fanno da sfondo a un libro vero, senza mediazioni né fronzoli. Narco Guera, pur nel suo linguaggio narrativo, non lascia spazio alla narrazione.

Il Lorusso di Narco Guerra apre in due il petto dell’Occidente (che altro è il Messico, sennò?), portandone alla luce la sua anima in marcescenza, incancrenita da decenni di corruzione, malaffare, guerre. Quel Messico distante dai circuiti turistici, dove non arrivano i flash delle reflex dei turisti e che Lorusso racconta con indignazione e passione. E fa male da cani leggere quei numeri dietro cui s’assiepano esistenze martoriate: ottantamila morti e sedicimila desaparecidos durante il governo di Felipe Calderon – dal 2006 al novembre 2012 -; ventimila morti e diecimila scomparsi dal dicembre 2012 a fine 2014, sotto Enrique Pena Nieto.

Lorusso fa un atto di forza. Rompe l’incantesimo, fa suonare la sveglia della verità sul nostro mondo. Per rompere una volta per tutte quel velo di assuefazione che ci impedisce di considerare normalità quel che normale non è.
Fabrizio Lorusso, “Narco Guerra. Cronache dal Messico dei cartelli”, Odoya 2015
Giudizio: 3.5 / 5 – rimorsi
Da leggere ascoltando: Enzo Jannacci, Messico e nuvole
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Arcangeli & demoni: Misteri di una notte d’estate
di Nicola Arcangeli
misteriTitolo: Misteri di una notte d’estate
Autore: Giulia Mastrantoni
Editore: Montag
Anno: 2015
Pagine: 55
Genere: Racconti

Quando si compra un libro di racconti, l’aspettativa del lettore – a meno che non si abbia a che fare con nomi celebri – è quella di conoscere l’autore, scoprirlo e capirlo, stabilendo con lui (o lei) un rapporto privilegiato. Una stretta di mano, una presa di coscienza su quel che ci si appresta a leggere e sulle emozioni che possiamo trarne. Nel caso di Giulia Mastrantoni e del suo Misteri di una notte d’estate, ho cominciato a leggerlo chiedendomi che cosa mi sarei trovato di fronte e ammetto di esserne rimasto piacevolmente colpito.

I racconti sono cinque, si va dal primo – che dà il titolo alla raccolta – fino a Elise, il brano più articolato ed emotivamente forte, probabilmente il cuore pulsante del libro.

Ciò che emerge leggendoli è un quadro complesso e intrigante, perché l’autrice si dimostra eclettica: passa dall’ironico all’introspezione con grande disinvoltura e mantenendo una genuinità sorprendente, alterna registri frivoli e drammatici rimanendo comunque fedele a un suo tratto distintivo.

L’esordio della Mastrantoni si lascia leggere d’un fiato (d’altronde si tratta di 55 pagine), ma anche ‘masticare’ lentamente, racconto per racconto, soppesando le emozioni che ci trasmette. Ci farà sorridere, ci farà riflettere, ci scioccherà e ci farà porre una domanda: a quando un suo romanzo?

Sì, perché lungo le pagine di questo piccolo ma prezioso libro si notano la passione e il talento dell’autrice, che, procedendo di pari passo, riescono a regalarci personaggi irriverenti, dialoghi surreali, storie originali ed emozioni vere e profonde.

L’augurio è quello di vedere presto Giulia Mastrantoni alle prese con una storia che vada oltre il racconto, con un romanzo che le permetta i dare forma a sogni ed ossessioni e di incarnarle in nuovi personaggi e in intrecci di più ampio respiro. L’inizio è promettente e vale una scommessa, perché con i libri è così: a volte ti attirano, a volte ti allontanano e Misteri di una notte d’estate merita di essere scoperto come un quadrifoglio in un prato.

La rubrica Arcangeli & demoni è tratta dal Librguerriero il blog della scrittrice Marilù Oliva



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Commenti


  • Giulia Mastrantoni

    Grazie al caro Nicola Arcangeli per questa bella recensione! E grazie a Marilù Oliva, che porta avanti il progetto Libroguerriero.

    Un abbraccio,

    Giulia Mastrantoni

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