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A cura di Antonio Del Vecchio

Ferruccio Castronuovo, mattatore della “serata poetica” dialettale a Vico del Gargano

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Vico del Gargano. “Parle come t’ha fatte mammete”. E’ con questo intento e significato che qualche sera fa si è inteso celebrare la finezza ed espressività della lingua materna in salsa garganica a Vico del Gargano. Lo si è fatto con un incontro dal titolo “I poeti dialettali del Gargano”, alla sua I edizione, svoltosi nella splendida e storica cornice del rione “Largo Terra” nel cuore del borgo antico. Testimonial ne è stato il regista Ferruccio Castronuovo, originario di questi luoghi. Ad indire l’iniziativa ci ha pensato l’associazione Pro Loco del posto, diretta da Nicola Angelicchio. L’intento è di valorizzare la lingua materna che ancora si conserva intatta da queste parti e nel contempo far conoscere al mondo la sua sonorità, calore e significato, così come si è già fatto per i canti popolari di Carpino e i suoi cantori, notori ormai in tutto il pianeta.

Ad introdurre il discorso è stato Michele Lauriola, soffermando a lungo sugli aspetti tecnici e sui vari riscontri poetici che hanno interessato in lungo e in largo il territorio, rimasto pressoché intatto nelle sue tradizioni e storia. Subito dopo ha preso la parola Angelo Marino nella sua veste di presidente del Consorzio Pro Loco del Gargano, che oltre ad evidenziare le differenze fonetiche e grammaticali dei vari idiomi di casa nostra, ha auspicato la pubblicazione di un volume – antologia, con l’inclusione dei maggiori poeti di ieri e di oggi. Molto applaudita l’esibizione del regista Castronuovo, che ha recitato la sua lirica intitolata “Mupia”, ossia amore sfrenato, pazzia per il Gargano, con la citazione e decantazione dei posti più belli di esso. É, poi, la recita di una poesia sul tema in ciascun dialetto da parte dei seguenti autori-poeti: Franco Ferrara – Apricena; Rocco Martella – Ischitella ; Nicola Principale – Vieste; Pietro Salcuni – Monte Sant’Angelo; Michela Di Perna – Vico del Gargano; Giuseppe Trombetta – Carpino; Angela Ascoli – Vieste; Nicola Angelicchio – Vico del Gargano. Niente premi, ma attestati di partecipazione ed opuscoli- souvenir ai partecipanti. La serata si è conclusa con la degustazione della tipica pizza “Paposcia” e l’ascolto di buona musica , messa su da un meraviglioso complessino con tammorra, chitarre e canti popolari dialettali.

Folla immensa ed entusiasta in platea.

(A cura di Antonio Del Vecchio, Rignano Garganico luglio 2016)



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