Foggia
Trend negativo questo mese per 8 regioni italiane su 20. La maggiore caduta si è verificata in Campania (-4,9%) , seguita da Piemonte (-3,1%) e Lombardia (-2,7 %)

Case, ancora giù i prezzi dell’usato: -2,1% a luglio

Il portale immobiliare idealista è attualmente una delle pagine web più utilizzate in Italia da privati e professionisti immobiliari, per la vendita, l’acquisto e l’affitto di immobili

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Milano, 24 Agosto 2015 – Il prezzo delle abitazioni già esistenti ha fatto registrare una brusca battuta d’arresto durante il mese di luglio, con un calo del 2,1% che ne fissa il valore medio a 2.006 euro/m2. Rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso il calo accumulato dagli immobili italiani è pari al 2,2%.

Regioni
Trend negativo questo mese per 8 regioni italiane su 20. La maggiore caduta si è verificata in Campania (-4,9%) , seguita da Piemonte (-3,1%) e Lombardia (-2,7 %). All’opposto della tavola le variazioni positive più ampie, in termini tendenziali, si sono registrate in Valle D’Aosta (2,1%), Friuli Venezia Giulia e Toscana, allo stesso ritmo di crescita dell’1,4%.
La Liguria è la regione più cara dall’alto dei suoi 2.779 euro al metro quadro, seguita dal Lazio (2.679 euro/m2) e Valle d’Aosta (2.434 euro/m2).. Dal lato opposto della tavola Calabria (978 euro/m2), Molise (1.143 euro/m2) e Basilicata (1.231 euro/m2) sono le più economiche.

Province
La situazione a livello provinciale vede le variazioni negative di 53 aree e le variazioni positive in altre 49, per un quadro molto meno netto di quanto dicano le variazioni chiaramente negative riscontrate in ambito nazionale. I maggiori ribassi del mese si sono registrati in provincia di Napoli (-5,4%), Como (-4,8%) e Gorizia (-4,6%). Le performance migliori spettano invece a Verbano-Cusio-Ossola (3,9%), Brescia (3,7%) e Lucca (3,6%). Il ranking dei prezzi vede primeggiare sempre Savona (3.504 euro/m2) mentre la provincia di Bolzano (2.972 euro/m2) supera quella di Roma (2.907 euro/m2), che scende a sua volta sotto i 3mila euro al metro quadro dopo la sforbiciata di questo mese. Dal lato opposto della tavola Biella (796 euro/m2) è sempre la provincia più economica d’Italia. La seguono Caltanissetta (852 euro/m2) e Agrigento (885 euro/m2).

Grandi città e capoluoghi
Nel corso del mese di luglio scendono a 44 le città in terreno positivo sulle 103 monitorate, allontanando l’inversione di tendenza auspicata nei mesi scorsi. In un contesto prevalentemtente negativo, in cui anche Milano e Roma segnano ribassi, rispettivamente dello 0,9% e del 3%, i capoluoghi che hanno performato peggio sono Pistoia (-4,5%), Imperia (-4%) e Napoli (3,9%). All’opposto i rimbalzi maggiori spettano a Perugia (3,9%), Fermo (3,8%) e Massa (3,4%). Nella graduatoria dei prezzi, Venezia (4.467 euro/m²) rimane la città più cara, Biella la più economica con appena 831 euro al metro quadro. Roma (3.451 euro/m²) precede Firenze (3.448 euro/m²) tra le città italiane dove acquistare casa costa di più.

L’indice dei prezzi degli immobili di idealista
Il portale immobiliare idealista è attualmente una delle pagine web più utilizzate in Italia da privati e professionisti immobiliari, per la vendita, l’acquisto e l’affitto di immobili. Con una base dati di migliaia di immobili in vendita sul portale, la divisione studi idealista realizza le analisi relative al prezzo dlle abitazioni in vendita e in affitto dal 2007. Dopo cinque anni di attività idealista è oramai una fonte autorevole del mercato per altri uffici studi, entità bancarie e media. Per la realizzazione di quest’indice sono stati analizzati i dati di 287.508 annunci immobiliari pubblicati su idealista tra l’1 e il 30 luglio del 2015; questi immobili hanno superato il controllo qualità basato su informazioni come: prezzo, dimensione, distribuzione e non duplicazione. Per permettere una sufficiente standardizzazione dei risultati inoltre vengono analizzati soltato quei comuni che hanno mantenuto, nel corso del periodo di studio, una media costante di 50 o più annunci di case di seconda mano in vendita . Quei comuni che non hanno raggiunto questa media sono stati esclusi dal campione di analisi al pari di quelli che hanno registrato, nel periodo dato, una variazione di più del 30% del numero di annunci.



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