Cinema

Mary and Max – A. Elliot, 2009

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Mary and Max - poster

Mary and Max – poster

Questa scheda è spoiler-free: nel rispetto del lettore vergine della visione del film verranno isolate, nell’arco della recensione, eventuali rivelazioni critiche di trama (spoiler) su note a piè pagina, oltre a essere suggerito, a fine articolo, un indice della presenza di punti sensibili nell’opera il cui svelamento accidentale possa incidere su una sua corretta fruizione

Titolo originale: Mary and Max
Nazione: Australia
Genere: animazione, drammatico

MARY è una ragazza australiana, bruttina, goffa, figlia di una madre alcolizzata e di un padre assente dedito alla tassidermia. Max vive dall’altra parte del mondo, a New York, solo, preda di attacchi di panico e vittima della sindrome di Asperger. Galeotto fra i due un elenco telefonico dal quale Mary Dinkle prende a caso il suo nome e comincia a scrivergli. Si parlano autenticamente e la relazione amicale prosegue per anni, tra alti e bassi.

Questa la traccia portante del delizioso film d’animazione in stop motion tagliato fuori dalla distribuzione italiana, ispirato alla reale corrispondenza ventennale tra il regista ed un suo amico di penna.
Il racconto non ha sussulti emotivi né vertici memorabili sul fronte narrativo, sia tristezza che umorismo sono debolmente caratterizzati e si oscilla tra il pensieroso e il sorridente, ma la pellicola di Adam Elliot si lascia comunque apprezzare per la semplicità, il bianco e nero colorato a sprazzi, le singolarità dei personaggi. E’ un film che parla di difetti e diversità, completamente strutturato attorno alle difficoltà dei due protagonisti disegnati a colpi di handicap fisici, caratteriali, psicologici: Mary and Max vuol essere, ed in parte riesce, un inno senza retorica al sentimento libero dai vincoli estetici, fatto di parole e dedizioni, ingenue curiosità, voglia di essere riconosciuti e amati; è nel suo piccolo (ma questo probabilmente non vuole esserlo) una genealogia dell’amore tra reietti e del suo profondo significato, per questo un sentimento non meno sincero o commovente, come diventa palese nell’amaro finale, misto di idealizzazione, rassegnazione e finanche pace interiore.

Mary and Max è un film grigio, ibrido di bianco e di nero che non diventa uno, non diventa l’altro, un po’ sotto le righe, per spettatori semplici, buoni e poco esigenti.
Interessante colonna sonora non originale fatta di brani orecchiabili e famosi.
Voce al protagonista del compianto Philip Seymour Hoffman.

Valutazione: 6.5/10
Spoiler: 3/10

Copertina: Adam Elliot (fonte: www.anatomiederform.com)

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In Stato d’osservazione

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