Editoriali

ATAF? Mancano le idee

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Ataf Spa di Foggia (image N.Saracino)

Esterno Ataf Spa di Foggia (image N.Saracino)

ANCHE l’ATAF è andata vicina alla dichiarazione di fallimento a causa dei debiti dell’amministrazione comunale verso la società partecipata, circa 10 milioni di euro. Il debito è stato ridotto con il trasferimento di proprietà immobiliari, due parcheggi scoperti, e non permette all’ATAF di avere la liquidità necessaria per saldare i suoi debiti ma aumentando il “capitale sociale” rende più agevole la ristrutturazione del debito. Se questo spiega il motivo della necessità di fare cassa con la riscossione della sosta tariffata non può giustificare lo stravolgimento del “piano per la mobilità sostenibile” che, purtroppo, ha fallito l’obbiettivo di ridurre il traffico in centro, non ha portato all’avvio del “Park and Ride”, non ha incrementato le piste ciclabili e non ha invogliato all’uso del mezzo di pubblico trasporto.

Anche per ATAF, purtroppo, viene da dire che “non mancano le risorse, mancano le idee”.

Se per motivi economici non si possono fare gli investimenti promessi, come l’acquisto degli autobus ricondizionati, se bisogna aspettare tempi migliori per incrementare le piste ciclabili e fare la manutenzione necessaria, almeno si poteva elaborare il “piano per la mobilità sostenibile” e rendere pubblici i motivi che ne impediscono l’immediata realizzazione. Restiamo dell’idea che, anche nelle ristrettezze economiche, sia possibile avviare iniziative utili a ridurre la pressione del traffico sulle zone centrali cominciando a istituire un piccolo “Park and Ride” nel parcheggio di viale Fortore, 300 posti auto, collegandolo a piazza Cavour con un servizio navetta, ed è possibile promuovere l’uso del mini parcheggio di via Manfredi, 60 posti, includendo il biglietto dell’autobus nel costo, a tariffa agevolata, della sosta. Questo permetterebbe l’ingresso in centro di centinaia di persone decongestionando il traffico.

Un diverso impiego degli ausiliari potrebbe porre argine alla sosta selvaggia impegnando gli “ausiliari della sosta” nel presidio fisso delle zone dove la sosta in doppia fila crea più disagi alla circolazione lasciando agli “ausiliari del traffico” il compito di sanzionare le infrazioni. Permettere la circolazione delle biciclette nelle corsie riservate agli autobus, agevolerebbe gli spostamenti dei sempre più numerosi ciclisti e l’istituzione delle zone di parcheggio per le motociclette, peraltro espressamente previste dal regolamento della sosta (articolo 2 punto 5), invoglierebbe all’uso di questo mezzo. Queste sono proposte a costo zero, subito realizzabili e ci aspettiamo una risposta, o la formulazione di altre proposte subito realizzabili, in tempi brevi. Non siamo più disposti a tollerare un eloquente silenzio.

Resta solo da costatare anche che è miseramente fallito il “bike sharing” promosso dalla provincia e delle bicilette sotto le pensiline restano ormai solo pochi esemplari usabili. Questo rimarca la convinzione che non vi sia la volontà di avviare politiche per la “mobilità sostenibile” da parte delle amministrazioni pubbliche locali e che i piani, se calati dall’alto senza il coinvolgimento della popolazione, siano destinati a fallire miseramente.

(A cura del segretario del circolo “CheGuevara” PRC – Federazione della Sinistra F. Giorgio Cislaghi)



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Commenti


  • avv. Gegè Gargiulo

    Da: Avv. Eugenio Gargiulo (eucariota@tiscali.it)

    L’ infedeltà coniugale può essere fonte di risarcimento del danno non patrimoniale!

    La Suprema Corte di Cassazione è di nuovo intervenuta in tema di rapporti tra ( ex ) coniugi e di rilevanza giuridica delle loro condotte, focalizzando stavolta l’attenzione sulle azioni poste in essere da moglie e marito in pendenza del vincolo coniugale.

    A breve distanza di tempo dalla significativa pronuncia resa in data 11 Agosto 2011, n. 17195, che si è espressa in merito al dibattuto caso della incidenza sul diritto al mantenimento della costituzione di una nuova famiglia di fatto da parte dell’ex partner beneficiario del relativo assegno, la Suprema Corte ha provveduto ad enunciare un altro ragionevole, quanto innovativo principio di diritto che sembra dissipare le nebbie di incertezza che avvolgevano parte delle esaminande questioni di diritto .

    Con sentenza la recente del 15 Settembre 2012, n. 18853, infatti, gli Ermellini hanno enunciato il seguente principio di diritto: “I doveri che derivano ai coniugi dal matrimonio hanno natura giuridica e la loro violazione non trova necessariamente sanzione unicamente nelle misure tipiche previste dal diritto di famiglia, quale l’addebito della separazione, discendendo dalla natura giuridica degli obblighi suddetti che la relativa violazione, ove cagioni la lesione di diritti costituzionalmente protetti, possa integrare gli estremi dell’illecito civile e dare luogo al risarcimento dei danni non patrimoniali ai sensi dell’art. 2059 cod. civ. senza che la mancanza di pronuncia di addebito in sede di separazione sia preclusiva dell’azione di risarcimento relativa a detti danni”.

    Il caso sottoposto al vaglio della Suprema Corte ha avuto inizio con la proposizione di un’azione giudiziale risarcitoria del danno non patrimoniale ( biologico ed esistenziale ), esercitata da una donna tradita dal proprio marito, insieme al quale, tuttavia, aveva poi congiuntamente chiesto ed ottenuto l’omologazione della separazione consensuale.

    La difesa del coniuge fedifrago contestava la proponibilità-ammissibilità di una simile domanda sul ritenuto presupposto che la violazione dell’obbligo di fedeltà coniugale potesse avere rilievo giuridico solo ed esclusivamente ai fini della pronuncia della separazione con addebito e che, comunque, la sussistenza di un accordo in ordine alla separazione personale rendesse infondata la successiva azione risarcitoria.

    Tali assunti, però, sebbene siano stati creduti fondati dal Giudice di primo grado e dalla Corte di Appello territoriale , non hanno poi trovato accoglimento dinanzi ai Giudici della Sezione Prima della Corte di Cassazione, i quali hanno ribadito che nel caso di violazione degli obblighi matrimoniali “..il comportamento di un coniuge non soltanto può costituire causa di separazione o di divorzio, ma può anche, ove ne sussistano tutti i presupposti secondo le regole generali, integrare gli estremi di un illecito civile” , fonte di risarcimento del danno non patrimoniale!
    Foggia, 24 settembre 2012 Avv. Eugenio Gargiulo

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