Capitanata

Raddoppio SS 16, piano “tampone”. Carafa: mozione Regione

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Carafa (st@)

San Severo – AD un mese esatto dall’ennesimo incidente mortale avvenuto lungo la Strada Statale 16, che ha portato alla morte dei due fidanzatini di Apricena, si è svolto a San Severo un vivace Consiglio comunale convocato dal Presidente del Consiglio, l’avvocato Luigi Damone, per discutere sull’urgenza di intraprendere un progetto esecutivo per il raddoppio dell’unica arteria che collega San Severo con Foggia.

Vale la pena ricordare il recente rapporto pubblicato da Stato Quotidiano, sul bilancio d’incidenti mortali riportati dalla Polstrada di Foggia – Ufficio infortunistica, che ha contato circa trenta decessi su un totale di ventisei incidenti, solo dal 2009 ad agosto del 2012.

Teatro di queste stragi riguarda la carreggiata ad un’unica corsia, che va dal chilometro 606 al limite del confine con Campobasso ed arriva alle porte di Foggia. “Sulla tratta che collega invece Foggia con Cerignola – spiegava a Stato, Gaetano Francolino, Ispettore Capo del nucleo di Polizia Stradale di Foggia – da quando c’è stato il passaggio alle due corsie abbiamo rilevato una drastica riduzione di incidenti mortali, ma anche di sinitri. La frequenza di tali episodi è indipendente dal periodo o mese di un anno, piuttosto – sottolinea l’Ispettore – abbiamo rilevato, che la causa di questi tristi epiloghi, deriva da violazioni di norme comportamentali come: mancata precedenza, sorpassi azzardati, mancanza del rispetto del segnale di ‘Stop’ e della distanza di sicurezza. Solo in minima parte le motivazioni sono da riferirsi a cause accidentali, a colpi di sonno o guida in stato di ebrezza.”

“Il tema di quest’ordine del giorno ha radici lontane, e che purtroppo non vede coinvolta l’amministrazione governativa della città di San Severo come attore per rendere esecutivo il progetto di raddoppio del tronco di strada oggetto del dibattito solo.” E’ quanto afferma in una intervista, prima dell’inizio dell’adunanza consigliare, Antonio Carafa, consigliere del gruppo di coalizione di maggioranza “Libertà e Coerenza”.

“La competenza strettamente esecutiva è del Governo centrale italiano e quindi dell’Anas, che avrebbe dovuto, già da tempo prendere un impegno serio su argomenti di grande rilievo, che riguardano la salute e la sicurezza dei cittadini – spiega Carafa – il nostro compito è quello di continuare a sollecitare le varie autorità preposte ad intraprendere azioni che fungano da argine, in attesa dell’approvazione dei lavori. In questi giorni la Regione Puglia ha fatto sapere di aver approvato una mozione che le farebbe acquisire i poteri per rendere esecutivo il progetto di raddoppio dell’arteria statale”.

Intanto le azioni tampone, proposte dalla Giunta, con funzioni di deterrenza riguardano, la richiesta al Prefetto di revisione del Piano Regionale dei trasporti, L’attuazione di questo prevederebbe lo spostamento del traffico pesante in parte verso la tratta stradale Foggia – Termoli, in parte sull’arteria autostradale. Rendere applicativo questo piano richiederebbe una collaborazione attiva dell’Anas, chiamata a far transitare gli autoveicoli a titolo gratuito, esonerandoli dal pagamento del pedaggio. Si chiederà inoltre il potenziamento delle forze della Polstrada, dotando la tratta in oggetto di tutor contro gli eccessi di velocità.

Questo è quanto riferito dal Sindaco Savino, in apertura del dibattito, spiegato da Carafa nella video intervista, e sottolineato dalla maggioranza dei presenti attraverso Ciro Persiano in qualità di portavoce e concigliere del gruppo ADC (Alleanza Di Centro).


inesmacchiarola1977@gmail.com



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Commenti


  • avv. Gegè Gargiulo

    Da: Avv. Eugenio Gargiulo (eucariota@tiscali.it)

    Il “rasta” va assolto dall’accusa di spaccio perché la droga detenuta è per lui solo uno “strumento di meditazione”!

    E’ stato assolto dall’accusa di spaccio di droga (marijuana in questo caso) perché “rasta” e , quindi, per lui l’erba è esclusivamente uno strumento di “meditazione”.

    Lo ha deciso, con la recente sentenza dello scorso 21 settembre, il Tribunale di Trento, dove il giudice ha deciso in tal senso nel corso di una direttissima per l’arresto di un capo scout.

    Il ventenne era stato fermato dalla guardia di finanza poiché deteneva un po’ di erba ; ma è nella sua casa che le fiamme gialle avevano successivamente rinvenuto i 420 grammi di piante di marijuana essiccate che avevano causato l’arresto. Non solo. Dimostrandosi molto collaborativo il ragazzo aveva anche spiegato di coltivare 5 piante in una località boschiva poco lontano da casa! Erano anche stati trovati un po’ più di 2 mila euro che erano stati considerati come possibile guadagno dello spaccio. Per il giovane – incensurato – erano così scattate le manette e venerdì 21 settembre si è presentato davanti al giudice per la direttissima.

    Il primo atto è stato quello di convalida dell’arresto, ma poi c’è stato il colpo di scena: assoluzione in base ad una sentenza della Cassazione del 2008. Un ruolo importante nell’assoluzione lo hanno avuto anche le spiegazioni relative a quei 2 mila euro abbondanti. È stato infatti provato che il denaro era custodito dal ragazzo per conto degli scout di cui fa parte e che agli scout sarebbe stato consegnato a breve. Non era quindi provento dello spaccio!

    Il magistrato ha poi tento conto ( anche se per le motivazioni bisognerà attendere circa un mese ) della sentenza del 3 giugno del 2008 della Suprema Corte di Cassazione che, in pratica, ha stabilito un precedente di diritto che concede ai “rasta” (quale è il capo scout imputato) la possibilità di detenere più “erba” rispetto a quelli che sono i limiti di legge che valgono per tutti gli altri! Una sentenza che, a suo tempo, aveva fatto gran scalpore ma che nella sua sinteticità è molto chiara.

    Tutto aveva avuto origine dal ricorso di un uomo di Terni che era stato arrestato poiché deteneva circa un etto di marijuana. Il suo ricorso in Cassazione era stato accolto perché “…secondo le notizie relative alle caratteristiche comportamentali degli adepti di tale religione di origine ebraica, la marijuana non è utilizzata solo come erba medicinale, ma anche come “erba meditativa”, come tale possibile apportatrice dello stato psicofisico inteso alla contemplazione nella preghiera, nel ricordo e nella credenza che “la erba sacra” sia cresciuta sulla tomba di re Salomone, chiamato il Re saggio, e da esso ne tragga la forza, come si evince da notizie di testi che indicano le caratteristiche di detta religione”.

    Ed in aula il capo scout imputato avrebbe proprio affermato di aderire al “Rastafarianesimo” e, a ulteriore dimostrazione, ci sarebbero stati anche i suoi cappelli acconciati con i classici “dreadlocks”.

    Questa sentenza della Cassazione il paio con una altra recente pronuncia sempre della Suprema Corte che aveva stabilito che non è reato andare in vacanza provvisti di un quantitativo d’hashish sufficiente all’uso personale per tutto il tempo durante il quale si protrae il soggiorno. La massima giurisprudenziale era “uscita” con l’annullo con rinvio della sentenza di condanna nei confronti di un trentottenne sorpreso in montagna – in Alto Adige – mentre, sulla pista da sci, si confezionava uno spinello e deteneva, nel contempo, 48 grammi di hashish. Condannato per spaccio sia in primo grado che in appello, era poi ricorso alla Cassazione che lo aveva , in sintesi, assolto.

    In conclusione, così come titolato anche da diversi quotidiani nazionali, per l’erba la dose non è uguale per tutti!
    Foggia, 24 settembre 2012 Avv. Eugenio Gargiulo

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