Regione-Territorio

Risanamento, Nicastro: “da Ilva documentazione carente”

Di:

L.Nicastro (st - ambienteeambienti Ph)

Roma – “IL tavolo tecnico che, a valle dell’adozione del Piano contenente le prime misure per il risanamento della qualità dell’aria del quartiere Tamburi di Taranto per gli inquinanti Bap e Pm10, ha effettuato nella mattinata di oggi la valutazione di merito sui piani attuativi presentati dalle aziende operanti nell’area in forza di una Autorizzazione Integrata Ambientale. I piani dovevano essere la risposta propositiva delle aziende rispetto alla necessità di ricondurre le emissioni entro i limiti come da provvedimento adottato dalla Giunta Regionale nello scorso mese di luglio.

Devo dire che molte aziende hanno risposto in termini collaborativi presentando relazioni tecniche dettagliate e compatibili con le finalità del piano”. Così l’Assessore Regionale alla Qualità dell’Ambiente Lorenzo Nicastro al termine della riunione del tavolo tecnico di stamane, formato dai tecnici dell’assessorato, di Arpa Puglia, di Asl territoriali ed enti locali interessati.

“Dobbiamo tuttavia rilevare – prosegue Nicastro – le carenza della documentazione presentata da Ilva che ha inteso procastinare ulteriormente persino interventi relativamente semplici come la riduzione dei cumuli dei parchi minerali oltre che, ovviamente, guardarsi bene dal definire un pur necessario cronoprogramma per la copertura dei parchi minerali. Dal punto di vista dei provvedimenti amministrativi le valutazioni tecniche effettuate dal tavolo quest’oggi verranno trasmesse immediatamente al Ministero anche in previsione della convocazione della commissione AIA di domani. E’ ovvio che diventa complicato parlare di ambientalizzazione e di tutela dei livelli occupazionali senza segnali concreti, senza formali assunzioni di impegni rispetto a precise prescrizioni sulla riduzione delle emissioni convogliate, sulla riduzione dei cumuli, sulla copertura dei parchi, sul contenimento degli inquinanti provenienti dalle *bleep*erie”.

“Mentre gli altri attori, le altre aziende presenti nell’area, gli enti locali e l’Autorità portuale si mostrano sensibili al problema e propongono soluzioni, in un proficuo contraddittorio tecnico mirante a contenere la pressione ambientale e limitare gli sforamenti, da Ilva, purtroppo, abbiamo ricevuto differimenti negli impegni al 2014 nella migliore delle ipotesi quando non laconici ‘non si può fare’. La valutazione effettuata dal tavolo tecnico e comunicatami in mattinata – conclude Nicastro – mi spinge a chiedere all’azienda atti concreti. L’ambientalizzazione si deve fare con investimenti e tempi certi non con proclami o buone intenzioni. La sensazione che abbiamo è che pur con un cambio di stile che va riconosciuto nella sostanza l’atteggiamento dell’azienda sia tutto sommato lo stesso di prima!”


Redazione Stato



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