Lavoro

Servizi pubblici: 28 settembre sciopero generale a Roma

Di:

Sciopero unitario sindacati (ST - tgsky archivio)

Foggia – I Segretari Generali di CGIL, FP CGIL e FLC CGIL, Susanna Camusso, Rossanna Dettori e Domenico Pantaleo, in vista dello sciopero generale dei servizi pubblici proclamato per venerdì 28 settembre, hanno reso nota una lettera di cui pubblichiamo qui di seguito il testo.

“La decisione di proclamare una giornata di sciopero generale dei servizi pubblici per il 28 settembre è il naturale sbocco di un lungo percorso di mobilitazione che la CGIL, la FLC CGIL e la FP CGIL hanno messo in campo in opposizione alle scelte del Governo Monti sul lavoro pubblico. Il cd. Decreto “spending review”, convertito in legge ad Agosto, è l’atto, temiamo nemmeno finale, di una serie di interventi di natura finanziaria che, a cominciare dal precedente decreto “salva-Italia”, hanno operato su di un’unica direttrice di marcia: il restringimento dei perimetri e degli spazi pubblici quali pre-condizioni per la completa liberalizzazione/privatizzazione delle attività pubbliche.

‘Affamare la bestia’, indebolirla, renderla inefficiente, comprimerne le potenzialità, destrutturarne la missione sono i tratti di unione che tengono insieme tutti i provvedimenti del Governo sul lavoro pubblico. Tutto ciò aggravato, se mai fosse stato possibile, dall’ipocrita e a tratti schizofrenico comportamento del Governo sul sistema delle relazioni con le parti sociali: la gestione da parte dell’Esecutivo dell’accordo del 3 maggio u.s. sul lavoro pubblico è, alla luce di ciò che è successo dopo quella data, la conferma di una precisa volontà di perseguire non un obiettivo di razionalizzazione e miglioramento dell’azione pubblica, ma, al contrario, di ridimensionamento e destrutturazione delle Pubbliche Amministrazioni, dei servizi pubblici in generale.

La ‘spending review’ del Governo, in assoluta coerenza con l’impostazione dei provvedimenti precedenti, consegna a tutti noi, al Paese, ai cittadini una riflessione che lo sciopero generale si incarica di contrastare: l’idea che, lungi dal voler riformare, riorganizzare, migliorare l’azione pubblica, gli interventi governativi perseguono la ridefinizione del sistema, il ridisegno del welfare attraverso un nuovo rapporto fra cittadini e diritti, fra bisogni e tutele, fra pubblico e privato.

La mobilitazione, lo sciopero del 28 settembre e le iniziative che seguiranno rivendicano, quindi, un ripensamento radicale degli interventi assunti nei provvedimenti “spending”, a cominciare dalle questioni legate ai livelli occupazionali (precari/esuberi), e si incaricano di favorire una migliore lettura, per la politica, per i cittadini, per i giovani e i pensionati, circa la reale portata delle politiche del Governo sul lavoro pubblico: la distruzione di un modello sociale che, pur con le difficoltà che nessuno disconosce, ha fondato i suoi architravi sull’universalità delle prestazioni, sull’inclusione e sulla tutela sociale, sul sistema dei diritti di cittadinanza, sul lavoro.

Le proposte della CGIL sono note come altrettanto chiare le nostre disponibilità ad aprire una stagione di confronto per una vera e funzionale riorganizzazione della macchina pubblica complessivamente intesa: l’accordo del 3 maggio 2012, i suoi principi, gli obiettivi che dichiarava di perseguire sono tuttora, per noi, validi; non è ascrivibile sicuramente a noi il fallimento di quel patto.

Ecco, lo sciopero generale del 28 settembre è anche una occasione per rilanciare un’idea di riorganizzazione e valorizzazione del lavoro pubblico in risposta agli effetti devastanti della crisi in atto: rimettere al centro i cittadini, i giovani, i pensionati, i precari e i disoccupati, i loro bisogni, la loro maggiore richiesta di tutela e protezione sociale è la grande sfida che lo sciopero si incarica di lanciare al Governo. Lanciarla insieme alle categorie della UIL è il grande valore aggiunto che questo sciopero generale ci consegna”.


Redazione Stato



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Commenti


  • Redazione

    Basta colpire i più deboli. ABBIAMO GIÀ DATO

    28 ottobre sciopero nazionale dei lavoratori pubblici

    Assemblea dei lavoratori in vista dello sciopero domani 26 settembre c/o il Dipartimento di Studi Umanistici. Parteciperà il Segretario Provinciale CGIL Foggia, Maurizio Carmeno

    Questo lo slogan della mobilitazione messa in campo dalla FLC CGIL, insieme a UIL RUA, per contrastare i pesanti e continui tagli operati dal Governo Monti con la cosiddetta spending review che rischiano di completare tristemente e definitivamente il tracollo dei settori della conoscenza.

    Tagli agli organici, ai finanziamenti, soppressioni di Enti, aumento delle tasse universitarie… ancora una volta la ricerca, l’istruzione, la formazione universitaria vengono viste non come motori di sviluppo per il Paese, ma come zavorra da tagliare.
    Certamente l’accanimento sui settori pubblici ed in particolare sui settori della conoscenza viene da lontano. Infatti i lavoratori di questi comparti non possono dimenticare le devastanti ricadute negative dei combinati disposti delle leggi Gelmini, Brunetta, Tremonti. Ma l’attuale governo non sembra aver fatto nessun sostanziale passo indietro.

    Si conferma un’idea classista della conoscenza, appannaggio di pochi e subordinata alle scelte dei potentati economici, un’idea in continuità con il pensiero brunettiano del dipendente pubblico fannullone e improduttivo che sta portando l’Italia indietro di parecchi decenni.

    Emblematico il provvedimento che interviene dando la possibilità agli atenei di aumentare le tasse universitarie.

    Come hanno ribadito in una nota i Segretari Generali di CGIL, FLC CGIL e FP CGIL, Camusso, Pantaleo e Dettori “La mobilitazione, lo sciopero del 28 settembre e le iniziative che seguiranno rivendicano, quindi, un ripensamento radicale degli interventi assunti nei provvedimenti “spending”, a cominciare dalle questioni legate ai livelli occupazionali (precari/esuberi), e si incaricano di favorire una migliore lettura, per la politica, per i cittadini, per i giovani e i pensionati, circa la reale portata delle politiche del Governo sul lavoro pubblico: la distruzione di un modello sociale che, pur con le difficoltà che nessuno disconosce, ha fondato i suoi architravi sull’universalità delle prestazioni, sull’inclusione e sulla tutela sociale, sul sistema dei diritti di cittadinanza, sul lavoro.
    Le proposte della CGIL sono note come altrettanto chiare le nostre disponibilità ad aprire una stagione di confronto per una vera e funzionale riorganizzazione della macchina pubblica complessivamente intesa: l’accordo del 3 maggio u.s., i suoi principi, gli obiettivi che dichiarava di perseguire sono tuttora, per noi, validi; non è ascrivibile sicuramente a noi il fallimento di quel patto.”

    Per riaffermare il diritto allo studio, rivendicare adeguati investimenti, difendere il principio dell’autonomia scientifica ed organizzativa,
    per denunciare la perdita del potere d’acquisto dei salari con i rinnovi contrattuali diventati ormai una chimera,
    per contrastare il taglio degli organici e difendere la dignità professionale dei lavoratori pubblici,
    per dare prospettive occupazionali ai tanti precari pubblici che rischiano il licenziamento,
    per superare il blocco del turn over,
    per battere il piano di smantellamento degli Enti Pubblici di Ricerca,
    per queste ragioni la FLC CGIL Foggia invita tutti i lavoratori dei settori della conoscenza a far sentire la propria voce, a scioperare ed a manifestare il giorno 28 settembre.

    Tutte queste questioni saranno al centro dell’assemblea generale delle lavoratrici e dei lavoratori dell’Università di Foggia, dell’Accademia di Foggia e del Conservatorio musicale di Foggia, convocata dalla FLC CGIL Foggia insieme alla UIL RUA Foggia.

    Ai lavori dell’assemblea, che si terrà domani 26 settembre c/o il Dipartimento di Studi Umanistici, parteciperà, per le conclusioni, il Segretario Provinciale CGIL Foggia, Maurizio Carmeno.

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