Capitanata

Amica in liquidazione. Pinto: “fatto per alleggerire il debito del Comune”


Di:

Alberto Pinto (Fialt)

Foggia – “LA scelta della messa in liquidazione di Amica è stata dettata solo dall’intento di alleggerire il comune di Foggia, con i conti in profondo rosso, del debito nei confronti della Municipalizzata, per evitare il dissesto, ma a spese e sulla pelle dei lavoratori”. Lo dice in una nota il Segretario Generale della Fialt Alberto Pinto.

“A fine luglio 2010 a ridosso di agosto ci fu una fulminea convocazione, per comunicarci la decisione dell’amministrazione comunale di mettere in liquidazione AMICA s.p.a. e che lo stesso dott. Di Bari da amministratore unico era stato nominato liquidatore della medesima società”. “Molte furono le dichiarazioni di tranquillità e fiducia che il tutto era indispensabile e necessario proprio per salvare la storica azienda Amica ed i suoi lavoratori. Allo stesso tavolo fu ribadita la necessità e l’importanza che tutti i sindacati avevano e dovevano tenere in questa fase transitoria e momentanea molto delicata. Quindi ampia disponibilità e senso del dovere, per non creare frizioni, a dire del liquidatore e del sindaco inutili, ma contribuire a risolvere le problematiche. Oggi, a pochi giorni da un ulteriore incontro tenuto in comune, tra Amministrazione comunale, per l’ennesima volta la FIALT è stata artatamente esclusa dal Sindaco“, dice Pinto.


“Per oltre un anno, abbiamo ascoltato i medesimi concetti, tra cui, la punta di diamante, la tanto decantata “new co”. Adesso invece da qualche mese, tutto sembra pendere dalle decisioni del Tribunale, ricorsi, appelli, ecc…ma tutto questo cosa ha a che vedere con la riorganizzazione del servizio, del personale, (nuovo piano industriale) le ataviche problematiche del servizio”.


A questo punto ci chiediamo se conoscere in modo chiaro e trasparente il futuro dei lavoratori dell’AMICA sia inutile? Conoscere il futuro dei lavoratori delle società collegate AMICA GESTIONI e DAUNIA AMBIENTE è un segreto di stato? Se queste problematiche, prima erano da condividere con tutte le organizzazioni sindacali, successivamente prerogativa delle sigle firmatarie? Ma non stiamo trattando o discutendo di questioni contrattuali, ma solo sociali, morali, e che riguardano centinaia di lavoratori e le rispettive famiglie che oggi sono più a rischio di ieri, per la possibile perdita del posto di lavoro, grazie alla oramai definita incertezza totale sull’azienda ed i lavoratori stessi di AMICA, determinata da questa amministrazione comunale”.

La segreteria provinciale della F.I.A.L.T. chiede, ancora una volta, in modo petulante, a questo punto, se sia stata giusta la scelta di mettere in liquidazione l’azienda, attuare un rilancio serio, attraverso l’incasso dei 25 milioni di euro dal Comune ed il realmente il taglio radicale delle spese inutili. La scelta della messa in liquidazione, siamo sempre più convinti che è stata dettata solo dall’intento di alleggerire il comune di Foggia, con i conti in profondo rosso, del debito nei confronti dell’Amica, per evitare il dissesto, ma a spese e sulla pelle dei lavoratori. I lavoratori dell’AMICA oramai da mesi non possono più accedere a nessuna forma di credito ( prestito personale, cessione del V o mutui) in quanto lo stato di liquidazione della società inibisce di fatto l’accesso a forme di credito autorizzato, di questo il Sindaco oggi, ed il Vice sindaco ieri, si sono preoccupati?”

“Probabilmente le nostre richieste di informazioni e di trasparenza aziendale sono molto scomode – dice Pinto – mentre il sindaco è indaffarato a mantenere a galla una barca che sta calando a picco, il dott. Santamaria ed il suo gruppo di dirigenti aziendali, tengono duro,tengono la poltrona ben stretta. Soprattutto Santamaria deve spiegarci perché il comune di Foggia non paga i circa 25 milioni di euro (a tanto ammontava alcuni mesi fa) dovuti all’azienda AMICA e perché lo stesso Santamaria in qualità di Liquidatore non attiva le dovute azioni per incassare questo ingente credito che porterebbe ossigeno alle casse aziendali, invece di riscaldare la sedia di corso del mezzogiorno”. “Il Prefetto, non vede, non sente e non parla. Quando crede di intervenire? Era la massima Autorità del Governo sul territorio, ma oggi a Foggia cosa rappresenta? Attenderemo, ancora qualche giorno, visto che è necessario denunciare, scrivere, per ottenere la normale attività degli organi istituzionalmente preposti”. “Concordo, tra l’altro, con il collega Corsino della CGIL, il quale anche lui ha ben focalizzato il vero problema, la mancata presentazione e successiva discussione con le OO.SS. del nuovo piano industriale, elemento tecnico, imprescindibile, per l’inizio delle risoluzioni di inefficienza del servizio di raccolta dei rifiuti e della stessa differenziata, che costa oggi tantissimi soldini alla collettività foggiana”, termina il Segretario Generale Alberto Pinto di Foggia. Al riguardo è stato richiesto un incontro tra sindacato e Prefetto foggiano.


n.marchitelli@statoquotidiano.it

Amica in liquidazione. Pinto: “fatto per alleggerire il debito del Comune” ultima modifica: 2011-10-24T12:04:30+00:00 da Redazione



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