Capitanata

Studio Svimez. Mongelli: “crescita economica del Sud fondamentale”


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Il sindaco di Foggia Gianni Mongelli (Archivio, Fonte immagine: destrarazionalefoggia)

Foggia – “LO studio della Svimez sulla spesa pubblica al Sud offre un altro argomento, scientificamente fondato, a quanti si sono opposti e continuano a contrastare il federalismo fiscale in salsa leghista”. Lo dice in una nota il sindaco di Foggia Gianni Mongelli.

“Come molti autori meridionali e meridionalisti, a partire dal professor Gianfranco Viesti, i ricercatori hanno fatto emergere tanto l’iniquità delle redistribuzione territoriale di risorse finanziarie statali, quanto l’inaffidabilità politica e istituzionale del Governo dell’epoca: coincidente con l’attuale che ha sottratto miliardi di euro al Fondo per le Aree in ritardo di Sviluppo per finanziare la spesa ordinaria dei ministeri, in gran parte per opere realizzate nelle regioni settentrionali”.

“Quanti sono culturalmente indifferenti al tema del riequilibrio territoriale dello sviluppo per ragioni di carattere sociale, si dimostrano comunque miopi e poco lungimiranti, giacché solo la crescita economica del Sud, sostenuta da investimenti pubblici nelle infrastrutture materiali e immateriali, può trainare la ripresa dell’intero Paese. Lo dimostra l’esperienza tedesca, lo affermano, con il presidente della Repubblica, praticamente tutti gli economisti. Chi insiste a non voler vedere e ascoltare produce un danno enorme all’Italia, non solo al Meridione”.


Lo studio.
Dal 2004 al 2006 i cittadini meridionali hanno ricevuto l’11% di risorse in meno rispetto a quanto sarebbe stato trasferito con coerenti politiche redistributive e di sviluppo. Sul fronte della spesa per lo sviluppo, in particolare, ogni cittadino meridionale ha ricevuto 211 euro in meno del programmato in base all’obiettivo del 45% del totale della spesa in conto capitale al Mezzogiorno. Lo sostiene uno studio di Adriano Giannola, Carmelo Petraglia e Domenico Scalera sui residui fiscali regionali pubblicato sul numero 1-2 della Rivista Economica del Mezzogiorno.

Dallo studio emerge che per l’intero Mezzogiorno, il valore effettivo del residuo fiscale risulta piu’ contenuto rispetto al suo valore teorico: il Sud ottiene dallo Stato piu’ di quanto versa, per via dei redditi piu’ bassi e della struttura economica piu’ debole, ma molto meno di quanto dovrebbe.
Dal 2004 al 2006 il residuo fiscale medio dei residenti meridionali e’ stato si’ negativo, ma di -2.712 euro anziche’ i -3.040 dovuti (l’11% in meno). Le Regioni meridionali piu’ penalizzate sono Abruzzo, Puglia e Campania: a fronte di un residuo teorico di -1.680 euro, l’Abruzzo registra -1.173 euro pro capite di residuo effettivo (con uno scarto del 30%), la Puglia -2.294 euro rispetto a -3.090 euro (-25%), la Campania -2.375 anziche’ -2.967 euro (con una differenza del 20%). Dal 2004 al 2006 ogni cittadino meridionale ha ricevuto effettivamente dallo Stato 1.015 euro a fronte dei 1.226 stabiliti dagli obiettivi di programma (cioe’ con il 45% del totale della spesa al Mezzogiorno). Situazione capovolta al Centro-Nord: qui nello stesso periodo ogni cittadino ha ricevuto 936 euro, 115 in piu’ rispetto agli 821 programmati.

Redazione Stato

Studio Svimez. Mongelli: “crescita economica del Sud fondamentale” ultima modifica: 2011-10-24T11:18:41+00:00 da Redazione



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