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De Biasi: “Cyberknife, una vicenda che scuote le coscienze”

De Biasi: “Cyberknife, una vicenda che scuote le coscienze”
24 ottobre
19:34 2013
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Medici (statoquotidiano - rete8@)

Bari – “LA burocrazia uccide in Italia, come in Puglia”: è l’amaro commento del presidente de “La Puglia prima di tutto”, Francesco De Biasi, sulla breve esperienza pugliese di Angela Bianco, la 26enne affetta da una grave forma tumorale al cervello e che da settimane lotta per portare avanti la sua gravidanza.

“E’ una vicenda che merita qualche riflessione – dice De Biasi – al di là di chi ha fatto o meno una cattiva figura. E’ una vicenda che inquadra perfettamente la situazione della sanità nel nostro Paese come nella nostra regione. Certo, si tratta di una vicenda complicata, difficile da valutare senza essere tecnici o esperti del settore. Ma quello che è certo è che qualcuno deve aver dato alla signora Bianco e alla sua famiglia delle false speranze, se è vero che l’apparecchiature denominata ‘Cyberknife’ era comunque priva del collaudo ben prima che la giovane donna venisse dalla provincia di Salerno a ricoverarsi a Bari. E allora, non importa sapere chi ha cercato, eventualmente, di speculare; occorre sapere perché nessuno ha adeguatamente vigilato affinché l’avveniristico macchinario fosse accreditato dal servizio sanitario regionale. Come è possibile che dal 2011 a oggi non si siano registrate novità”?

Insomma, una vicenda che dovrebbe scuotere le coscienze e che rende vane le belle parole sulla presunta competitività della sanità pugliese e sugli sbandierati “blitz” che l’assessore Gentile ha improvvisato e sbandierato all’inizio del suo mandato: “Qualcuno ha obiettato sul fatto che la Cbh è privata e non pubblica – dice De Biasi – ma il problema ancora una volta non è questo. Il problema è che, se in convenzione, il privato diventa di fatto pubblico e se non è in grado di fornire un servizio, bisogna interrogarsi sul perché. Se si dispone di un macchinario così moderno, peraltro in un settore in cui sono in gioco le vite umane, si ha il dovere di fare tutto il possibile e in tempi brevi per metterlo al servizio della gente. Se la Cbh non ha mai fatto richiesta per essere autorizzata alla radioterapia pur disponendo della ‘Cyberknife’, qualcuno doveva porsi il problema. Il ping pong di responsabilità è due volte dannoso: perché non solo mette in luce una mancanza, ma non fa nulla per dare una soluzione. Speriamo solo che questa amara vicenda serva da lezione per il futuro”.

Redazione Stato

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