Cultura
Alla morte di Homer e Langley furono rimosse dalla casa più di 100 tonnellate d’immondizia accumulata in maniera compulsiva per anni

Homer & Langley – E.L.Doctorow, 2010

C’è molto di romanzesco nella vita di Homer e Langley Collyer, anche se di fatto vissuta quasi interamente in casa

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Bologna/Manfredonia. La casa dei fratelli Collyer, protagonisti di questo romanzo di E.L. Doctorow, è stata demolita, al suo posto oggi c’è il Collyer Brothers Park dedicato alla loro memoria. Alla morte di Homer e Langley furono rimosse dalla casa più di 100 tonnellate d’immondizia accumulata in maniera compulsiva per anni.

HOMER & LANGLEY. Ispirata a un famoso fatto di cronaca della New York del primo Novecento, la storia dei fratelli Homer e Langley Collyer assume nella rivisitazione di E.L. Doctorow, maestro nell’amalgamare avvenimenti reali con episodi romanzati, i contorni del mito. Homer, il fratello cieco, e Langley, tornato semifolle dalla Grande Guerra, sono due rampolli di una famiglia benestante che nel corso dei decenni trasformeranno il loro palazzo in un delirante ricettacolo di ciarpame, dove vivranno come reclusi fino a rimanere sepolti sotto le tonnellate di spazzatura da loro stessi accumulata. Questi personaggi tragici ed emblematici, che hanno perfino dato il nome alla cosiddetta “sindrome di Collyer”, grazie alla magistrale scrittura di Doctorow diventano la metafora di un mondo e lo specchio di un lungo periodo della storia americana. Homer e Langley, benché rinchiusi nella loro folle utopia, saranno infatti testimoni di tutti gli avvenimenti fondamentali di quegli anni, dalle guerre ai movimenti politici, dal progresso tecnologico a una serie di personaggi indimenticabili, immigrati, gangster, musicisti jazz, hippy. La sconcertante storia di due eccentriche ma esemplari figure storiche, riscritta dalla penna di uno dei migliori scrittori americani del nostro tempo.

ANALISI. C’è molto di romanzesco nella vita di Homer e Langley Collyer, anche se di fatto vissuta quasi interamente in casa. Doctorow l’ha capito e ne ha tratto un’opera magnifica il cui valore va oltre il dato puramente biografico. Il vero malato era Langley, il fratello minore, tornato dalla guerra (la prima guerra mondiale) con ferite invisibili che lo spingono a rincorrere utopie (la pubblicazione di un giornale unico e universale) e ossessioni, come l’accumulo di oggetti quasi sempre inutili. Homer, diventato cieco quand’era ancora molto giovane, dipende in realtà dal fratello, non essendo autosufficiente, ma poi si adatta a quello stile di vita condividendolo. É lui che racconta la loro storia nel romanzo di Doctorow. L’autore ci risparmia il triste (vero) finale della storia, lasciandolo soltanto intuire, ma tutta la vicenda è pervasa da una densa malinconia dovuta al senso di solitudine e di esclusione dei protagonisti, ma anche allo spettro della caducità delle cose, sempre presente, in quanto l’intera umanità accumula esperienze e insegnamenti, tesori e oggetti, i quali non spostano di un centimetro il destino comune che è inevitabilmente la fine di tutto.

L’AUTORE. E.L. Doctorow (New York, 1931) ha pubblicato numerosi romanzi, fra cui Il libro di Daniele (da cui è stato tratto il film Daniel di Sidney Lumet), Ragtime (da cui Milos Forman ha tratto il film omonimo), La fiera mondiale, Billy Bathgate, L’acquedotto di New York, La città di Dio, La marcia. Le sue opere sono state tradotte in trentadue lingue. Ha ricevuto diversi premi letterari, tra cui il National Book Award, due PEN/Faulkner Award e tre National Book Critics Circle Award. E.L. Doctorow vive a New York.

Carmine Totaro

E.L. Doctorow
HOMER & LANGLEY
2010, Mondadori
Valutazione: 4½/5



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