ManfredoniaRicordi di storia
A cura di Paquale Ognissanti (Archivio Storico Sipontino)

Espediente per la mancanza delle rendite nel ‘700 (III)


Di:

(III – continua). Die 20 mensis Augusti 1730 Manfredonia.

Si è Concregato il presente Conseglio dentro la Casa della Città ordinaria Cancellaria, ad sonum Campanae, e more solito con l’intervento, e presenza del signor Scipione Giovo Marchese di Landseron Regio Governatore, delli controscritti signori si propone, e fà intendere alle SS.VV., come in virtù di antecedente conclusione, essendosi dal signor d. Tomaso de Angelis, e del magnifico Stefano dell’Anno osservato, e riferito il Foglio dell’ introito, ed’ Esito dato dalli controscritti signori Proponenti dà quello chiaramente appare, che esiggendosi tutti l’ estagli, e rendite delle Gabelle, e d’ altri Corpi di questa Città, includendovi anche la Gabella del vino remasta in demanio, che à fruttato docati cinquanta, quella delli dieci tarì del Porto anche remasta in demanio, che à fruttato docati cento quarant’otto, e grana quaranta, il Pane di Fuori, che à fruttato docati trecento, e grana cinquanta, ed’ includendovi anche docati venti due esatti dalla Contribuzione delle Università convicine in conto delle spese fatte nel passaggio delle Truppe, l’ introito sia di docati cinque mila sei cento, e dieci sette, grana dieci otto, un cavallo, alli quali aggiungendosi altri docati sessanta quattro, che devono pagare li Gabelloti della Farina oltre l’estaglio convenuto, la qual partita per dimenticanza non si pose nel foglio sudetto, cresca l’introito sudetto nella somma di docati cinque mila sei cento ottant’uno, e gran dieci otto, un cavallo, ed’all’incontro dall’istesso Foglio appare chiaramente, che l’esito delle partite assignate sopra Corpi certi pagate, e dà pagarsi per tutto il corrente mese di agosto, e tutte le altre spese estraordinarie pagate per tutto il passato mese di luglio includendovi anche docati 35.50 alli signori Governanti dell’anno passato in conto delli docati 562.50, che li medesimi in vigore di conclusione de 15 febraro 1729 devono conseguire ascende alla somma di docati 5470.25 10/4, quali dedotti dalli sudetti docati 5681.18 1/n resta l’introito superante l’esito in docati 211.42 1/4, alli quali aggiungendosi li docati 118.28 ½ che si devono esiggere dalle Università Mediterranee à saldo delli docati 140. 88 ½ spese il passaggio delle truppe, cresce l’introito in docati 352.30 3/4.

All’incontro per complire tutte le partite posto in assignamento in quest’anno sopra corpi incerti, che non hanno reso quello si credeva, e sopra l’espedienti da prendersi, vi vogliano docati 1149.40, senza comprendervi li docati 30 della casa del signor Capitano dell’Artiglieria, da quale generosamente si sono renunciati à beneficio della Città, e senza porni nè anche li docati 9 Istrumentarij del quondam Andrea Bruno, quali docati 1449.40 sono:
Alli signori Goivernanti passati à saldo delli sudetti docati 562.50…………………….d. 527
Alle signore R.Monache di S.Benedetto à saldo di docati 300……………………………d. 195. 50
Alle signore Monache di S.Chiara à saldo di docati 300…………………………………. d. 197
Al medico signor Giuseppe Cavalieri à saldo di docati 50………………………………..d. 20
Al medico signor Tomaso Palma à saldo di docati 30…………….. ……………………… d 12
Al chirurgo signor Domenico Gonzales, à saldo di docati 80 …. ……………………….d. 30
Alli chirurgigi quondam Signor Gonzales, e Paulo Fiore à saldo di docati 20 ….. d. 10
Casa d’abbitazione del signor Governatore………………………………………………… …d. 27
Casa in appaldo, ove alloggiano li Scrivani, commissarij e soldati della
Regia Corte del signor Terracina……………………………………………… …… d. 60
Alla riparazione di questa Metropolitana Chiesa Sipontina………………………… ….. d. 25
Alla medesima per l’attrassi à tempo…………………………………………………………… d. 5
Al Reverendissimo Capitolo Sipontino …………………………………………………….. d. 12.50
Alli Padri Celestini di questa Città ……………………………………………………………… d. 16.40
Lambade di Nostra Signora Maria di Siponto………………………………………………… d. 6
Lambade dell’Arcangelo S.Michele……………………………………………………………….d. 6
docati 1149.40

E per che di tutti li sudetti debiti il più dannoso all’Università, è quello delli docati 527 che si devono alli signori Governanti passati, li quali per conto della Città, nè pagano il cambio di docati 40 l’anno, oltre l’interessi di commissario, ed’altro, che potrebbono riceverne detti signori dal Creditore, che pari-mente andrebbono in danno di questa Città; Perciò stimano proporre, siccome propongano alle SS.VV., che dedottone li docati 118.88 ½ che si devono esiggere dalle Università Mediterranee per la loro contribuzione per le spese fatte dà essi signori Proponenti nel passaggio delle Truppe, li quali docati 118.88 ½ si potrebbono assignare alli due Monasterij di S.Benedetto, e S. Chiara di questa Città, in conto del loro credito Istrumentario, che rappresentano contro la Città sudetta, per rimediare alla positiva necessità, che ne tengono, e dedottone ancora quello che alle Signorie Vostre parerà doversi concedere di escomputo alli Gabelloti della farina, come appresso con altra conclusione si proporrà, come ancora dedottone la spesa che occorrerà nel Governare in dies di tutto il corrente mese di Agosto, quello che avanza si debba assegnare alli detti signori Governanti dell’anno passato colli docati 275 intiero estaglio del Timonaggio del corrente anno con suspendere per questo corrente anno tantum il pagamento alli Creditori, alli quali si trova il detto Timonaggio assignato dà più anni, tanto maggiormente, che la maggior parte di detti Creditori si contentano di detta sospenzione di un’anno, e perche tutti detti due assignamenti ne meno bastano per saldare la sudetta partita di docati 527 quello che manca si potrebbe assignare sopra i primi denari, che perveniranno dagl’altri due espedienti, si proponeraano, non meno per estinguere il sudetto debito che per sodisfare tutti gl’altri Creditori di questa Università sopra enunciati, che rimangano attrassati in questo corrente anno.

Il Primo espediente sarebbe, che pagandosi dà questa Università docati 330 per la condotta delli Medici signor Carlo, e d. Lorenzo Labriola, si dovessero detti signori condurre à spese de Particolari, come già quasi tutti essendono stati parlati; ne sono contenti per alleggerire la Povera Città dà un peso cotanto esorbitante, e contro la forma dello Stato del Signor Reggente Tappia, tanto maggiormente, che detti signori Labriola generosamente nonostante, che havessero l’istrumento della Città à lor favore, con cui la sudetta Città stà obligata à continuar la detta Condotta di annui docati 330 per due altri anni, si contentano di cedere al detto Istrumento, quante volte se gli faccia per li due anni la condotta di annui docati 200 di certo dà particulari Cittadini Gentil’huomini, e luoghi Pii, con l’obligo di andare à visitare solamente le case di coloro, che staranno firmati nell’Albarano, che si dovrà fare di detta nuova Condotta, il quale Albarano si dovrà fare dalla Città la quale se dovrà à direttura obligare con detti signori Labriola per lo detto annuo pagamento di docati 200. ed’ all’incontro si dovrà cautelare con detti Particolari Gentil’ huomini è luoghi Pij per l’istessa somma, ò quanto più porrà fare affinche la Città sudetta resti gravata quanto meno sia pos-sibile, e che nell’istesso tempo la detta Città debba mantenere detti signori Labriola in detti due anni per medici della Deputazione della Salute, e debba loro continuare le stesse Franchizie della farina, e nel vino, che godono presentemente.

Il secondo espediente sarebbe, che doppò saldati li debiti, che questa Città tiene assegnati sopra il Timo-naggio, debba dà ora il detto Timonaggio obligarsi agli altri sudetti Creditori, che sono remasti attrassati che sopra si sono destintamente annunciate, ogn’uno prò rata della quantità de loro crediti ad’ estinguendum, acciochè ogn’uno abbia la sua sodisfazione col minor danno di essa Città. Che col voto, e parere sarà il tutto ben fatto, e concluso.

E più si propone alle SS.VV.come li signori d.Tomaso d’Angelis, e magnifico Stefano dell’Anno aggiunto due dubij sopra il Foglio da essi riveduto; Il Primo à che si siano pagati docati 30 al Cappellano del Venerabile Ospitale e perche li detti signori riferiscono che detto debitoria Istrumentario, stimano che non si doveva pagare se non che pro rata con tutti l’istrumentarij. Il secondo dubio è che si siano pagati docati 18 al Medico signor Tomaso Palma, che hà servito in questo anno e per che non se n’è fatta Conclusione che non si debbano pagare, e perche essi signori Proponenti non stimano dovere che dette due partite non siano pagate per le raggioni, che ogn’uno dà per ciò pongono tutto sotto l’occhio delle SS.VV. affinche diano il loro oracolo se si devono, ò non si devono pagare dette due partite.

Il signor d.Oronzio Tontulo intese la proposta, anzi le proposte sommamente loda il zelo d’ essi signori Proponenti, col quale hanno così bene, con tutta somma prudenza Governato il Pu-blico, ed’ a rispetto/ per prendere il suo ordine/ delli due Capi riferiti in Conseglio dalli signori d. Tomaso de Angelis, e Stefano dell’Anno, in pieno Conseglio, come sopra antecedentemente destinati, dice, che li docati 30 posti in dubio se si devono ò no bonificare, come partita pagata ad’un solo Istrumentario; E’ di parere, che detti docati 30 pagati al Cappellano del Venerabile Ospidale si debbiano bonare in riflesso, dato anche, che fusse Instrumentarij, che esso votante non lo sà, che per essi docati 30 se nè dicano tante Messe in suffraggio dell’Anime de defonti, le quali per tanti suffraggi ricevuti, che forse non seli dovevano pregherando il Signore per lo stabilimento, ed’aumento della Città.

Per quello riguarda al secondo dubio delli docati 18 da essi signori Proponenti pagati per conto al magnifico Tomaso Palma, è di parere non doversi bonnificare poiche il servito di esso magnifico Palma è stato fatto volontariamente, e non già, come condotto della Città e suo Conseglio, sicocme è la prattica, non solo di questa, mà di tutte le altre Università del Regno, e se hà servito nel presente anno senza pagamento, l’ho à fatto per adempie al suo giuramento di servire à bisognosi senza pagamento; Niente però per dette ottime procedure, nè devono li nuovi signori Eliggendi aver memoria nel tempo, che dovran fare la Condotta, haverlo presente, e considerarlo.

Toccante alla preposizione de debiti, che essi signori Proponenti dicono lasciare nel di loro Governo nella somma di docati 1149.40 uno per uno nella retroscritta preposizione descritti, dice esso votante che li docati 527 douti à signori Passati Governanti, per che per essi vi sono le conclusioni antecedentemente celebrate, colle quali esso debito situandosi nelle istesse stà sodisfatto, non essendo in libertà di esso votante mutare lo Stato delle cose; In tutto, e per tutto à dette conclusioni si rimette.

A rispetto di voler mutare lo assignamento del Timonaggio, e convertirlo in altro uso, per il quale detto Timonaggio si alterò; E così per verbo signanter si ottenne il Real beneplacito, come dalle conclusioni à tal’effetto celebrate si legge, dice non potersi ne doversi esso Timonaggio toccare per che così proibito dalle leggi del Negozio.

Loda di nuovo sommamente esso votante detti signori Proponenti per l’applicazione tenuta nel risparmiare al Publico l’annua la somma di docati trecento trenta, che à magnifici medici Labriola in virtù d’ istrumento di condotta per altri due anni se li devono, e volesse Iddio, che detto loro penziere si effettuasse; mà per che tutta via non vi è cosa di certo per non essersi stipulato Albarano, col quale essi magnifici Medici si contentano come anche non vedono obligati quelli, che devono voluntariamente pagare, perciò è di parere, che li nuovi signori Eletti, seu eliggendi non abandonassero, nè transerassero le gloriose fattighe de signori Proponenti, acciò ponendone in prattica quello che devano, possino con sodisfondamento riferirlo al Conseglio, nel giorno del di loro possesso, nel quale dette conclusioni celebrano.

Conche per li bisogni del Publico, che sono non solo li descritti, ma anche vi sono dagli altri, e quelli, che alla giornata vengono, e di parere esso votante che li signori nuovi Eletti, nel dover bandire la gabella dell’Entrade Universali, che non trascurino quelle bandire, con modo e forma, che dalla Città si posseggono in virtù di Reali Concessioni, e solito, non potendosi nel presente anno pratticare lo che per lo passato si è pratticato, à causa che li Reggij Assensi dà tempo, in tempo tenuti sono dà lungo tempo di già spirati; E col bannire la Gabella del vino, ed’ Erbaggio siccome le tiene, crede esso votante un sommo avanzo al Publico, e tiene di voto, che ò al zelo de successori, così si pratticarà per esser tenuto di dare ad’ogni uno il (suo) altrimenti che già mai non crede riserba alla città, e creditori di loro raggioni di poter contro di essi Governanti proporre, di potere dall’istesso il danno che volontariamente se li fà.

E stante che tutta via, con l’anti detto parere, e voto, pare che restino le cose insupite, dice, che li nuovi signori Eletti affittato, che avranno le Gabelle, e vistosi il vuoto introito della Città debbiano subito convocare Conseglio, e rappresentando il certo stato di essa, così dell’ introito, come dell’ Esito, quello visto, e considerato si debbiamo prendere quelli espedienti, che più proprij si stimeranno per beneficio del Publico, e quelli, che dal Conseglio precedente la proposta si possono prendere, ed’ è in libertà di farlo, e così dice.

Sig. d.Dionisio Mettola intese le proposte dell’attuali signori Governanti ed’insieme l’espedienti per la sodisfa degli attrassi, che tiene questa Università, concorre con quelli, sempre che per il Timonaggio vi sarà prima il Real Beneplacido, e sempre ancora, che gl’antecedenti interessi in quello saranno contenti di esser posposti ad’essi attrassi; E per quanto riguarda alli due dubij fatto dà signori deputati Eletti a rivedere il Foglio, sopra quello delle sodisfazioni delli docati 30, è di parere bonificarsi à riguardo, che non si sà la certezza, se quelli si devono pagare, per istrumentarij al Cappellano del Venerabile Ospidale, ò pure per celebrazione di tante messe in suffragio de defonti; E per li docati 18 pagati al dr. fisico Palma, sempreche l’istesso havesse servito il Publico volontariamente, in tal caso è di parere non bonificarsi, ma se poi costretto da detti attuali Governanti forse per li gravi urgenze nell’infermità del Publico sudetto, in tal caso debba considerarsi per quel tanto potrà spettarlo di suo servito, e renderlo sodisfatto. E così dice.

Sig, d.Alessandro Peruzzi è di parere ali due motivi aggiunti dati dalli signori revisori del Foglio, in quanto al primo delli docati 30 pagati al Cappellano dell’Ospidale, essi si devono bonificare à signori Proponenti sù la certa scienza, che trattandosi di nome, di Cappellania siano messi, tanto più, che sempre per ladietro detta partita si è pagata; Ed in quanto al secondo per li docati 18 dato al Medico Palma dalli signori Proponenti dice parimente che si devono bonificare, per che à tempo della Elezzione di essi signori Proponenti non si distese la conclusione per la condotta delli signori Medici, e Chirurgigi, per che si disse, che essi fussero restati vuoti, per vedersi per in appresso poi lo stato in cui si poneva questa Povera Università, e che frà tanto potevano essi servire il Publico. E circa l’ espediente, che essi signori Proponenti anno in questa conclusione distesa, è di parere, che si pagano tutti gl’attrassi, e dà mano, in mano, come la Povera Università puole, mà che prima d’ogni altro si pagano quelli pesi più proprij, e Pri-vileggiati, che sono quelli che se nè porta l’interesse del cambio, ed altro, tanto maggiormente quelli del Governo pre-cedente alli signori Proponenti essendo quella somma docati 562.50 à conto de quali, solamente se ne portano pagati, docati 35.50 in complimento, non si è portato pagato dà essi signori Proponenti, ne anche per che non sono al maturo, stante essi maturano nella fine del corrente Agosto, perche fino à detto tempo la Città sudetta ne stà gravata col peso del cambio, tanto più detta partita non appare pagata, per che essi signori Proponenti la situano in quest’istessa conclusione d’attrassi, nelle somme di docati 1149.40 con che concorre colle preposizioni di essi signori Proponenti, e rispettivo à quello che giustamente à notato il signor d. Oronzio Tontulo di far bannire la Gabella del vino, come pro-prio della Città, dice esso votante, che non havendone di ciò cognizione debbano li nuovi signori Eliggendi al Governo ciò bene considerare, come lo sarà, ed’essendo così debbono situarla per avanzo del Publico. E così dice.

Il sig. d.Tomaso de Angelis, dice che per quello che verte per il debito della Città, nella forma espressata de signori Governanti, concorre con la proposta de medesimi, e tanto maggiormente per che il debito contratto fù fatto mediante conclusione, come appare, E per quello che verte per li docati 18 pagati al dr Fisico Palma non si devono bonificare per non esserci conclusione, e benche il medesimo à servito egli ò fatto come gl’altri Medici Cittadini, che non hanno hauto cosa alcuna. e danno in questo si devono dare porzione agl’altri, affinche per l’avenire servono con maggiore affetto à Poveri, e per li docati 30 pagati al Cappellano dell’ Ospidale per esser questo Istrumentarij si devon dare la rata come per gl’altri niente giovando il dire che detti docati 30 si sono dati per messe à causa che anche li docati 12.50 che si pagano al Capitolo, anche sono per messe, e quando la Città non hà modo non si debbono celebrar messe. E così dice.

Il sig. d.Nicolò Brencola concorre col voto, e parere del sig, Dionisio Mettola.

Il sig. d.Ettore Morelli votando dice così porta in primo luogo la lode meritata dà questi signori Governanti, che con tanto zelo amore, e dottrina han saputo reggere, e governare questo Publico, e maggiormente la meritano per la tessitura della conclusione presente, ne però non essendo mai stato solito, nè mai all’orecchio giunte ad’esso votante simili intrigata conclusione, la quale s’è potuta, e saprà dà tutti questi signori, sopra di essa votare, per ciò insufficiente si dà chiara potere al’impronto à tanti Capi secundum devono dare il suo parere, appoggia pero prontaviamente il suo al parere, e voto del signor d. Oronzio Tontulo, che come laureato à saputo, e sà le leggi del regno; Mentre esso Morelli privo per sua disgrazia di detta laurea, non puole rettamente votare, tanto più, che nel voto d’esso signor Tontulo per li docati 562.50 fà menzione della conclusione passata à tale effetto celebrata, nella quale non diede il suo voto esso Morelli per che stimò detta summa spesa da detti signori Governanti indebitamente, e siccome in essa conclusione, così in questa non ci à dato, nè ci dà il suo consenso. E così dice.

Il sig. d.Giovanni de Rossi concorre colvoto, e parere del sig. Alessandro Peruzzi.

Il sig. d.Berlingiero de Nicastro dice, che contenendo la conclusione in più capi sopra le quali vi è tutta la necessità di considerare lo che sia più espediente per l’utile del Publico, perciò si riserba dare il suo voto, e parere con maggior commodi.Cosi dice.

Sig. d. Michele d’Apollo concorre col saggio parere di questi signori attuali Governanti in virtù della presente conclusione stesa.
Sig. Paulo Fiore concorre con li signori Proponenti.
Sig. Stefano dell’Anno, uno de deputati della revisione del Foglio, e per che non fu osservato da lui prima, d’ oppo osservatosi bene, e considerato che li docati 30 pagati al Cappellano del Venerabile Ospidale, e per soffraggi de morti si debbiano pagare, e per li docati 18, pagato al Medico Palma perche fù pregato dà signori Governanti, che havesse assistito à poveri infermi della Città, stante li signori Medici Labriola si ritrovano infermi, e perciò e di bene che li siano pagati, e per il di più che contiene nella espressata conclusione, concorre con il voto de signori Proponenti, e così dice.

Sig. Domenico Gonzales concorre con li signori Proponenti./ Tiberio Pascale cancelliere. (FINE III PARTE – CONTINUA)

Espediente per la mancanza delle rendite nel ‘700 (III) ultima modifica: 2017-10-24T11:09:32+00:00 da Redazione



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