Foggia
“Ripresa economica? Al traino di quella internazionale”

Foggia. Strali di D’Alema su Rosatellum e politiche economiche

Incontro a Palazzo Dogana: “Speranza è stato coraggioso”


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Foggia. “Alla scadenza del 2018 riusciremo a spendere solo il 10% dei fondi strutturali europei invece del 30%, Emiliano lasci da parte i problemi che non riguardano la Puglia, sediamoci attorno a un tavolo”. Il coordinatore regionale di Articolo 1 Ernesto Abbaterusso stava terminando la frase che è arrivato Massimo d’Alema. In ritardo accumulato nella catena di impegni pugliesi per slittamenti di orario altrui. “Salutiamo Massimo D’Alema…”, ha iniziato il direttore della Gazzetta del Mezzogiorno Giuseppe De Tomaso. “Già fatto, già fatto”, risponde lui, l’applauso cioè era già partito. E anche De Tomaso è entrato nel vivo subito partendo dal post referendum in Lombardia e Veneto. “L’unità d’Italia nasce con il drenaggio del sud, certo le classi dirigenti locali hanno le loro debolezze ma le Regioni hanno fatto sì che il sud non fosse più il tema centrale del paese”. Si parla di lavoro, sviluppo, mezzogiorno.

“La politica di Emiliano”


“La Regione- aveva detto Abbaterusso- ha fatto qualcosa col reddito di dignità ma deve essere accompagnato da una politica di investimenti, sul piano dei trasporti la Puglia deve reclamare il primo posto, sulla xylella ci siamo crogiolati fra l’estremismo ambientalista e i sequestri della Procura”. Un sud, un paese che per Gismundo, segretario regionale della Cgil “si salva tutto insieme, con una prospettiva e non seguendo la pancia”. La sala di palazzo Dogana attende con pazienza, D’Alema non si vede da questa primavera, arriva dopo Renzi in treno, il congresso del pd, le polemiche, i ricorsi, la definizione dei quadri dirigenti di Mdp. Con la Cgil al suo fianco e quadri i dirigenti a ribadirne l’ intesa. Quando risponde alle domande di De Tomaso comincia con tono grave: “Il paese deve ripartire dalla serietà della politica e non dal chiacchiericcio qualunquista”. Poi spiega: “La legge elettorale è fatta per aiutare Renzi e Berlusconi a governare, nasconde una delle peggiori prospettive, l’alleanza fra loro, noi siamo qui per scongiurare questa saldatura”. La legge elettorale è stata principalmente l’oggetto dei suoi strali insistendo sul fatto che “si favorisce la destra, che pur si critica, in modo schizofrenico”. E quando gli sono stati chiesti lumi sull’atteggiamento dialogante di Speranza (“sono in difficoltà, quindi ora vanno da Renzi”, in questo modo l’interlocutore ha posto la questione) D’Alema, un po’ interdetto e vagamente contrariato in volto, ha risposto: “Non seguo questi retroscena politici”.

“Ripresa economica? Al traino di quella internazionale”

Segue un lungo dibattito sull’economia: “Il paese soffre dell’assenza di politiche pubbliche, paga il prezzo della debolezza delle classi dirigenti ma se il nord vuol fare da solo è perché la crescita è inferiore a quella per cui ci bombardano”. Secondo D’Alema la crescita c’è ma “agganciamo la ripresa internazionale che si concentra nelle Regioni del nord, appendice del sistema industriale tedesco. Qui arrivano anche i profitti, dove è più forte la struttura economica del paese. Una strategia di crescita dovrebbe essere sostenuta da investimenti pubblici e privati nelle aree meno trainate dalla ripresa internazionale”. Nonostante l’affondo di De Tomaso che parte dall’unità d’Italia e l’annosa questione meridionale , non esprime giudizi sul referendum del nord: “Quello che succede dipende da politiche precise e non da un destino cinico e baro.”

Il dialogo di Speranza

Torna la questione di Speranza e della ricerca di dialogo col Pd, che non si capisce bene quali sintonie trovi all’interno di Mdp:“Ha fatto un passo coraggioso e intelligente, se Renzi vuol discutere non deve porre la fiducia sulla legge, deve consentire di cambiarla, no agli slogan tipo ‘meno tasse per tutti’: a furia di copiare Berlusconi se chiederanno i diritti d’autore il pd deve vendersi la casa”, aggiunge con la solita ironia. “Non lo faranno? Se me assumono la responsabilità, hanno ridato forza alla destra e al M5s con questa legge partitocratica.” La critica più dura alla legge riguarda il tipo di accordi fra partiti “per cui non serve programma comune e leadership ma un accordo di convenienza che incoraggia il trasformismo e l’immoralità prevista per legge”.

fotogallery enzo maizzi

(A cura di Paola Lucino, Foggia 24.10.2017)

Foggia. Strali di D’Alema su Rosatellum e politiche economiche ultima modifica: 2017-10-24T08:49:52+00:00 da Paola Lucino



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