Editoriali

Da Monti la spinta per contare in Europa


Di:

Il nuovo premier italiano Mario Monti (Ph: Van-Rompuy.haisentito.it)

Roma – CONFERMARE il protagonismo dell’Italia in Europa e garantire il ritorno a uno spirito autenticamente europeo che negli ultimi tempi sembra essere fortemente in discussione: sono questi gli obiettivi della missione a Bruxelles del presidente del Consiglio Mario Monti. La sfida che il Governo italiano ha davanti, infatti, non è soltanto quella di risanare i conti pubblici a Roma, ma è di far contare il nostro Paese nel contesto europeo, mettendo in discussione i vertici bilaterali franco-tedeschi che negli ultimi mesi hanno condizionato lo spirito collegiale dell’Europa a 27. Ma l’autorevolezza di un Governo sostenuto da una maggioranza parlamentare senza precedenti, e guidato da un tecnico di provata esperienza nei consessi europei, non disconosce il ruolo essenziale che la politica italiana deve assumere in un processo così delicato.

In questo senso è stato oltremodo opportuno l’incontro che il presidente Monti ha tenuto con gli europarlamentari italiani. Il premier ci ha invitato all’unità e alla coesione per dare all’Italia quella credibilità internazionale che troppe polemiche e divisioni interne hanno offuscato. Un appello assolutamente opportuno, che ha trovato grande disponibilità nella deputazione italiana a Bruxelles.
Le iniziative di Germania e Francia, lungi dal costituire una cabina di regia efficace, hanno piuttosto rallentato l’azione del Consiglio nella definizione delle azioni di contrasto alla crisi finanziaria e di salvataggio dei Paesi vittime della speculazione. Decisioni tardive sulla Grecia hanno aperto le porte al contagio delle borse europee: un contagio che fino a qualche settimana fa sembrava riguardare soprattutto l’Italia, ed era commentato con sorrisi ironici da Sarkozy e dalla Merkel, pronti a farsi beffa dell’affidabilità del Governo italiano allora in carica.

Plenary Session Week 19, Meps in Strasbourg Hemicycle - Eurodeputato F.P.Silvestris (ST)

Oggi che inadempienze e ritardi stanno mettendo a dura prova anche la tenuta di altri paesi, con la Francia vicina a un declassamento del suo rating, la risposta italiana può e deve essere improntata non a nuovi sorrisi e a sarcasmi di ritorno, ma alla definizione di processi seri e durevoli, che ridiano centralità all’idea di un’Europa collegiale e democratica. Per uscire dalla crisi saranno necessarie nuove misure: la regolamentazione certa delle agenzie di rating, il contrasto ala speculazione, nuove regole cui sottoporre l’azione della finanza, limitazioni nelle vendite allo scoperto, nuovi strumenti di garanzia sul debito come gli eurobond, e un adeguato rafforzamento del fondo salva-Stati che non può essere riservato a salvare qualche banca d’oltralpe che ha incautamente sottoscritto titoli di debito di paesi a rischio default. Inoltre, la cifra di questo percorso starà tutta nella capacità di individuare misure utili alla crescita, tra cui i project bond, che favoriscano sviluppo e investimenti.

La sinergia nell’azione del Governo e dei parlamentari, già registrata nel primo incontro con il Presidente Monti, è un viatico utile a rafforzare questa prospettiva.

(*Sergio Silvestris è eurodeputato del PdL)

Da Monti la spinta per contare in Europa ultima modifica: 2011-11-24T12:10:19+00:00 da Redazione



Vota questo articolo:
3

Commenti


  • Fausto Palvarini

    Ma siete davvero convinti che Napolitano, Monti e Tutti gli altri europeisti vogliano il bene degli italiani??
    Forse dopo aver concentrato nelle proprie mani tutti i beni e averci resi tutti schiavi per fame al loro servizio.


  • il giorç

    Il nuovo premier, come del resto i suoi ministri, sono sicuramente parte di quel gruppo di cialtroni che nulla hanno detto o fatto contro un sistema economico catastrofico, anche da loro avallato. E’ incredibile il fatto che, chi ha creato il disastro economico, ora è legittimato da una massa di incapaci non eletti a rimettere a posto i conti.
    La maggioranza incredibilmente ampia che sostiene il governo, è lì a testimoniare che un manipolo di ignoranti ha il terrore di dover assumersi le proprie responsabilità per i danni fatti. Sarà presto il tempo di trovare soluzioni che non contemplano il libero mercato come unico metro di successo, altrimenti i nostri figli e nipoti verranno a sputare sulle nostre tombe.


  • Redazione

    GOVERNO MONTI: PER LA CRESCITA RIMUOVERE LE BARRICATE CORPORATIVE

    L’Italia è al punto di svolta. Con la prossima manovra economica sapremo se il Paese è in grado di salvare se stesso e l’Europa.

    Servono lacrime e sangue, soprattutto da chi sino ad ora non ha dato, ma servono anche misure coraggiose per la crescita. Prima fra tutte la rimozione delle molteplici barricate corporative che bloccano da decenni lo sviluppo e l’affermazioni delle capacità presenti.

    La Banca d’Italia, ma anche altri organismi internazionali, hanno a più riprese affermato che i servizi professionali nelle nazioni con minor regolamentazione, contribuiscono a una maggior crescita del Pil con una media dello 0,8 per cento in più. Nella previsione pari a zero per il prossimo anno, incidere solo in questo settore significherebbe smentire immediatamente le previsioni circolate in questi giorni. Fatto questo ancor più rilevante se si fa riferimento agli stessi istituti quando affermano che al contrario di quanto da sempre affermato dalle corporazioni, aprire il mercato significa anche migliorarne la qualità dell’offerta ai cittadini.

    I farmacisti iscritti al Movimento Nazionale Liberi Farmacisti sono pronti a fare la loro parte se verranno finalmente cancellate le norme anacronistiche che regolano la distribuzione al dettaglio del farmaco. Sono pronti a mettere le proprie risorse professionali al servizio del Paese in un contesto liberale dell’esercizio della professione.

    A seconda della volontà e dell’intensità delle liberalizzazioni, in questo settore sarà possibile aprire dalle 3.500 alle 7.500 nuove aziende, creare tra gli 8.000 ai 15.000 nuovi posti di lavoro, investimenti immediati compresi tra una forbice di 700 e 1.500 milioni di euro. Ma cosa più importante dare la possibilità ai consumatori di risparmiare in minor costi dei farmaci tra i 350 e i 500 milioni di euro l’anno.

    Cifre importanti in grado di contribuire in maniera significativa alla rinascita economica dell’Italia. Una rinascita che non può prescindere dall’azzeramento di ogni privilegio e da una nuova visione della società basata su equità e maggiori opportunità.

    Movimento Nazionale Liberi Farmacisti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Condividi