Capitanata

Minervini marcia sul Gino Lisa. “No certi 14 milioni per pista e Air Vaillèe non convince”


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L'assessore ai Trasporti Guglielmo Minervini (St)

Foggia – CHI s’attendeva una manifestazione partitica sarà rimasto deluso. Sinistra ecologia e Libertà, a braccetto con la Puglia per Vendola accolgono a Foggia l’assessore Guglielmo Minervini in veste istituzionale, gli regalano la scena e lui non deve fare altro che parlare. Per spiegare. Nell’affollata Sala Convegni della Fiera del capoluogo, il titolare dei Trasporti della Regione Puglia apre la fase due: quella del dialogo. E, a giudicare dalle parole, saranno scintille.

Bordate. Lucido e crudo, Minervini illustra, per flash, il suo punto di vista. Il tema Gino Lisa è lì, presente, ma solo come una parte del tutto. Un organo di un corpo più grande, da risvegliare dalla sonnolenza delle polemiche. Ed è dal confronto, dai suoi toni, che Minervini vuole partire. La metodologia della discettazione va bene, ma a patto, precisa, che ci sia un’autoregolamentazione delle parti in causa. “Nei miei confronti e nei confronti di Vendola è talora venuto a mancare il rispetto di base in una prevalenza, nel dibattito, di toni da curva nord”. Non c’è rancore nei toni dell’assessore, favorito in parte anche dall’assenza della Rete pro Gino Lisa. E malgrado ciò, non lesina critiche. Verso il popolo di facebook, che accusa – senza farvi esplicito riferimento – di “dar vita ad un confronto muscolare la cui sola vittima non può che essere il territorio”; verso gli amministratori locali (“Ogni anno la regione ha investito sull’aeroporto di Foggia 2,5 milioni di disavanzo. La Provincia ed i Comuni hanno assunto un atteggiamento parassitario”); verso i politici dauni (“Le avete viste le prime file del movimento di sabato scorso? In questo confronto mi piacerebbe che ognuno, comprese quelle persone, si assumessero le proprie responsabilità su quanto fatto e su quanto non fatto”); verso i campanilisti ad oltranza (“Rassicuratevi: non c’è nessuna tirannide barese; è solo una rappresentazione macchiettistica che non rende giustizia all’intelligenza ed alle capacità di un intero territorio”). Minervini è un soldato con la forza da fuoco di un intero plotone. Parla per lasciare traccia.

I soldi sono finiti. Sono tanti i sassolini nelle scarpe calzate dall’allievo di don Tonino Bello che, materialmente, sceglie di opporre alla strumentazione la forza dei (suoi) fatti. “C’è – si rammarica Minervini – un elemento che mi ha colpito in tutta questa storia: la facile turbativa della dimensione della realtà”. Secondo Minervini, l’obiettivo Gino Lisa è stato distrorto da una serie di ragionamenti sballati, occhiali che hanno reso sfocato il panorama. Perciò, meglio “tenere i piedi sulla terra e non sulla luna”. Il che, per un amministratore, vuol dire confrontarsi con la liquidità economica. “Ci sta traballando il terreno sotto i piedi. Con le disponibilità attuali, dovremmo fermare tutti i treni a partire dal primo gennaio prossimo”. Ma l’Assessore sa che non è possibile, esagera, s’infervora. La sua è un’iperbole per spiegare che “i tagli perpetrati ai nostri danni dallo Stato sono mortiferi”. Soltanto per il prossimo anno, si parla di 120 milioni in meno riguardo ai trasporti. “Stiamo parlando di una crisi spietata – lamenta Minervini – che entra dritta nella carne dei servizi pubblici”. Lo dice in maniera quasi supplichevole, quasi volesse, per un attimo soltanto, insignire i presenti della sua carica assessorile per regalare loro la sua desolazione. “Di soldi non ce ne sono e non abbiamo nulla da nascondere”.

Il sindaco di Foggia, Gianni Mongelli. "La pista in Consiglio entro il 30"

14 milioni per pista. “Non una certezza”. E, al momento, ombre fosce si addensano anche in merito all’allungamento della pista dello scalo di Viale degli Aviatori. In un breve ed emozionato intervento, vis a vis con la platea, l’assessore e con i maggiorenti vendoliani, il sindaco Gianni Mongelli s’è dimostrato caparbio. Il suo indirizzo è preciso: sempre dritto fino alla fine della strada. Annuncia che “entro il 30 novembre ho intenzione di presentarmi al consiglio comunale con il progetto di allungamento della pista”. Che anzi, “è stato un errore non allungarla nella fase di start up”. Una maxiopera di 14 milioni di euro, già finanziata con fondi Fas/Cipe, sbloccati a luglio dal Governo Berlusconi ma che, al momento, ancora non sono nella disponibilità né della Regione, né, tantomeno, del Comune di Foggia. E’ per questo che, onde evitare nuove sortite deleterie, Minervini si fa evangelico della cautela. In risposta a Mongelli, e suscitando ovvi brusii, ammette spietatamente che “attualmente non abbiamo la certezza dei 14 milioni di euro”. Sicurezza che può essere data soltanto da Roma. Nel frattempo, “in attesa, da Assessore ai Trasporti ho ritenuto che l’unica maniera per connettere i foggiani con i voli fosse legarli con il più vicino scalo internazionale”. E, ancora, giù con le critiche. Dal pubblico, un uomo baffuto sbraita: “Vi siete portati tutto, a Bari. Adesso portatevi anche Gesù e la Madonna”.

L’adeguamento da 100 milioni di euro. La pista resta il grande cruccio dei foggiani. La predica Mongelli, come detto. La reclama Mara De Felici insieme con un progetto serio ed articolato di alta capacità ferroviaria. Eppure, per Minervini, che dice la sua “in punta di piedi”, è tutt’altro che la panacea. “Starei attento a caricare di troppe aspettative questa infrastruttura”, azzarda. Non per l’opera in sé. Piuttosto perché, accanto all’allungamento della pista occorre un’articolazione complessa di progetti. E sono “costosi”. Ed allora, tanto vale dirla tutta: “Servono 100 milioni di euro per adeguare alla perfezione la struttura Gino Lisa”. In concreto, “li si potrebbe anche ricavare annullando tutti gli altri progetti di infrastrutturazioe avviati come il casello Foggia Sud, la circonvallazione, il miglioramento dei collegamenti con la zona Asi. Ma significherebbe puntare tutto sull’aeroporto”. Dal canto suo, “un errore fatale”.

Air Vaillee non convince. Certo, la possibilità è di far sbarcare a Foggia le compagnie low cost. Anche se, al momento, stando le condizioni attuali, l’unica trattativa avviata resta quella con Air Vaillee. Sulla compagnia valdaostana, Minervini si riserva il giudizio. Tendenzialmente, prima, durante e dopo il dibattito, l’impressione è che non muoia dalla voglia di vedere atterrare gli airbus (31 posti) sulla pista foggiana. Innanzitutto, per la fumosità di un piano industriale che chiede e non dà. “Per sua definizione, un business plan prende in esame dei tempi chiari ed analizza tutto quanto attiene alle possibilità di fare mercato. Questo manca del tutto nei documenti di Air Vaillee”. In aggiunta, la prima bozza di contratto presentata dali valdaostani ad Aeroporti di Puglia sarebbe piena zeppa di falle e lacune. “A fronte di un anticipo di fondi forfettario, ci mettono di fronte alla possibilità di abbandonare il progetto con un preavviso di 15 giorni qualora il mercato non soddisfi le loro aspettative”. Insomma, una gabbia in cui, visti i precedenti, le istituzioni levantine non intendono cacciarsi. Come se non bastasse, precisano a due voci l’assessore e Patrizio Summa, Dirigente Amministrativo di Aeroporti di Puglia, le tariffe per tratta (che resta la Foggia-Pescara-Torino) messe sul tavolo dalla società sono “sensibilmente superiori alle ultime della Darwin, sensibilmente superiori a quelle di Alitalia, incredibilmente superiori rispetto a quelle delle compagnie low cost”: 169 euro. “Stiamo trattando”, rassicura comunque Minervini. Intanto, per il 30, è confermato un ennesimo incontro con i responsabili della società per capire fino a che punto si possa scendere a patti. Ma c’è, comunque, un rischio evidente. “Accettando queste condizioni, non cambierebbe nulla. Non avremmo una democratizzazione dei voli un maggiore coinvolgimento delle famiglie, dei ragazzi, degli studenti, dei pendolari. Rischieremmo anzi di dare vita ad un bacino di estrema nicchia, buono solo per i professionisti, per i manager e per gli imprenditori”. E i foggiani continuerebbero a sognare i voli.

p.ferrante@statoquotidiano.it
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Minervini marcia sul Gino Lisa. “No certi 14 milioni per pista e Air Vaillèe non convince” ultima modifica: 2011-11-24T23:06:16+00:00 da Piero Ferrante



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Commenti

  • Quello che mi pare nn sia stato esplicitato è la differerenza tra un progetto di 14 milioni di euro e l’altro di 100 milioni di euro, che comporterebbe “l’annullamento di tutti gli altri progetti di infrastrutturazioe avviati come il casello Foggia Sud, la circonvallazione, il miglioramento dei collegamenti con la zona Asi”. Se l’amministrazione e la cittadinanza sono chiamate a scegliere che sia resa nota la differenza sia in termini di costi (84 milioni) che di dimensioni del progetto.

  • … ovviamente nel caso in cui sia reso disponibile il finanziamento

  • e ancora: per me il costo esorbitante, dell’ Air Vaillee, un volo 169 euro, suggerisce di puntare sull’allungamento della pista, che consentirà di ampliare l’offerta con voli low cost per tutti, e nell’attesa l’airbus per bari palese


  • sisar

    E’ assurdo pensare di voler annullare tutti i progetti di infrastrutture solo realizzarne una sola. Qualunque sia il progetto, sicuramente non vale la candela. Senza considerare che anche con i prezzi bassi si è visto che a volare erano in pochi: i dati che sono stati forniti ieri alla fiera parlavano di aerei semi vuoti, pieni al massimo il 60% nel 60% dei casi su aerei da 50 posti, quindi una media di 20/25 persone a volo. Ci sono molte ifrastrutture più importanti e che servirebbero veramente: il secondo casello, la bretella ferroviaria per i treni merci, la circunvallazione di san Severo, la piattaforma dell’Incoronata. Credo proprio che sia solo un motivo sciocco e campanilistico a muovere queste proteste. A foggia ci sono le beche enormi nelle strade, imondizia per terra e il sindaco vuole investire nell’aereoporto??


  • alfredo

    Mi sa’ che voi vendoliani stiate facendo un’offensiva sul web, vero?

  • @sisar: il prezzo del volo con la Darwin era sostenuto, 150 euro circa, io ho sempre preferito il treno, ma il volo a 40 euro per milano (voli ryanair, che necessitano dell’allungamento della pista) spendo quanto mi costa il treno … allora sì che vale la pena e fai il pieno delle prenotazioni!!!

  • correggo: 40 euro il volo ryanair per milano costa la metà del biglietto del treno!!!


  • alfredo

    Se non sei del partito di Vendola allora sei barese…


  • Antonio Mancini

    Quello che ha fatto ieri Minervini è VERGOGNOSO. Io da foggiano mi sento mortificato a pensare che ogni volta permettiamo a questi politici baresi di venire a imporre le loro soluzioni ai nostri problemi. Da ora in poi dobbiamo impedire a questa gente di venire a fare le loro passerelle. Perchè ci deve ricattare dicendo che c’è bisogno di 100 milioni per adeguare il Gino Lisa quando invece al momento ne servono solo 14? Perchè i problemi di programmazione esistono solo per Foggia? Perchè il partito di Vendola non prende una posizione precisa sul Gino Lisa? VERGOGNA


  • Antonio Mancini

    E’ soprattutto questa situazione che si è creata è esclusivamente colpa di Regione Puglia e AdP, perchè i fondi di start up durano 3 anni, tempo più che utile per allungare di soli 400 metri una pista (a Bari ne hanno costruita una ex novo da 2600 metri in 60 giorni). AdP ha perso volutamente tempo per ben 2 anni mettendo sul tavolo la loro volontà di costruire una pista ortogonale a quella attuale, quando gli studi fatti da Mondo Gino Lisa dimostravano che non è conveniente fare una pista ortogonale per la questione dei venti dominanti. Quindi di fatto, loro hanno temporeggiato volutamente per 2 anni sulla “stronzata” della pista ortogonale, per poi virare a 4 mesi prima dello scadere dello start up sull’allungamento dell’attuale. Risultato? Scaduti i fondi di start up (che erano finanziati dalla Comunità Europea che sia chiaro, la Regione Puglia per Foggia non ha sborsato un solo centesimo) i voli sono terminati, la pista non è stata allungata e quindi loro di fatto NON ci hanno messo nelle condizioni di poter camminare sulle nostre gambe. VERGOGNA


  • Poldo

    Ma a che cavolo ci serve l’aereoporto? Bisogna migliorare il treno. Gli aerei potranno vivere solo e soltano se ci saranno i contribbuti della regione. Ma la vogliamo finire di fare i soliti assistenzialisti meridionali? E questo lo dico da Foggiano non-vendoliano. Foggia fa sempre più schifo però come al solito invece di fare le battaglie giuste ci impecoliamo in inutili difese dell’onore e del buon nome.


  • sisar

    @Alfredo, come al solito si butta tutto in politica. Ho cercato di fare una analisi pragmatica (forse sbagliata, ma pragmatica) non politica citando le cose che realmente servono (secondo me) quindi puoi pure dire che sono vendoliano e quindi difendo Minervini se ti fa piacere… ma non è così.
    Io il biglietto l’ho pagato 90 euro due anni fa e l’aereo era semi vuoto. Non credo che le compagnie low cost metteranno due voli per la Puglia a pochi km di distanza tra di loro nello stesso giorno ed è ovvio che prediligeranno un aeroporto internazionale ad un aeroporto nazionale con un unico volo. Questo per dire che anche allungando la pista se poi non dai i soldi alle compagnie questa non atterrano a Foggia ma a Bari.
    Io vivo in provincia, se proprio volete l’aereoporto grande e inutilizzato a Foggia tenetevelo; insieme alle strade inutilizzabili , all’immondizia, alle strisce blu ecc, ecc.
    Quando il saggio indica la luna lo stolto guarda il dito.


  • alfredo

    Sisar e Anna Maria, buttiamola in politica, quella che come accade per la lega, partito territoriale, da anni anche in puglia c’è il partito dei dritti che hanno potere nel centro sud della regione, che con la scusa del fare sistema hanno desertificato questo territorio. Se hai preso l’aereo due settimane fa’ allora la maggior parte dei biglietti non costava certo 90 euro ma molto di più, il lusso di un’aereoporto? Tanto per cominciare vuoi parlare di Alenia? Erano anni che si sapeva che lo stabilimento dovesse raddoppiare, ma il partito territoriale, come citavo prima fece altro, addio 1000 posti di lavoro in più, poi sai perchè Bari è internazionale? Perchè ci hanno speso 500 milioni di euro, e la Ryanair di cui tanto si parla, che ha fatto il miracolo a Bari e brindisi, nel 2001 chiese alla regione di venire proprio a Foggia, altro intervento del partito dei baresi, e niente di fatto. Non ci sono soldi? Una dozzina di anni fa la Wighins, società inglese, voleva ripristinare Borgo Mezzanone con soldi suoi, 300 miliardi di lire, per fare una grande infrastruttura per il trasporto merci in primis, a bari non diedero il consenso, ma consigliarono Taranto, risultato, la Wighins andò via, saluti e baci. Basta parlare di vittimismo e foggianesimo, oggi per sentirsi qualcuno basta tacciare gli altri di vittimismo, provincialismo e ammalati di foggianesimo, chiedi piuttosto all’amico Vendola o Minervini perchè da loro si spendono centinaia di miliono per tre porti distanti 30 chilometri uno dall’altro, Monopoli, Bari e Molfetta, città di Minervini, mentre Manfredonia non risulta in nessun programma di sviluppo. Prima di parlare informatevi sulla storia dei luoghi, specialmente se sono quelli dove vivete.


  • sisar

    @alfredo, visto che per forza vuoi buttarla in politica ti ricordo che una dozzina di anni fa non c’era ne Vendola ne Minervini, quindi se proprio vuoi prendertela con qualcuno almeno studia la storia, comunque anche in quel caso la Wighins voleva farlo con fondi europei quindi sempre soldi nostri non loro (finanziamento che poi non ebbero, ecco perchè non hanno fatto più niente neanche a Taranto). PS dopo le tue parole ancora di più credo che tu voglia solo fare del puerile campanilismo da “Lega” dei poveri.


  • sisar

    Comunque siamo usciti fuori dal seminato. Io non credo che Bari ci abbia dimenticato e comunque trovo puerile stare sempre li a piangersi che abbiamo avuto meno soldi perchè è ovvio che in proporzione la provincia di Foggia che ha meno abitanti ed è molto meno produttiva abbia meno soldi rispetto ad una provincia molto più popolosa e molto più produttiva (che quindi paga più tasse).
    Torniamo con i piedi per terra. Con i FAS la provincia di Foggia avrà circa 110 milioni di euro, la domanda è : dobbiamo spenderli tutti per l’aereoporto oppure è meglio cercare di sviluppare anche quelle infrastrutture più urgenti e più necessarie per la popolazione come il doppio casello o la circunvallazone a San Severo? secondo me dobbiamo rispondere senza farci influenzare dalla politica e da inutili campanilismi.


  • alfredo

    Per crescere il territorio ha bisogno di queste infrastrutture, ai tempi della Wighins c’erano altri, d’accordo, ma io appunto parlo del partito trasversale dei baresi, qualsiasi sia il loro colore politico, poi se vogliamo metterla in termini numerici relativi alla popolazione, non centra perchè il territorio è vastissimo, e la posizione geografica, nel campo dei trasporti, pone la Daunia in una posizione tale che l’essere attrezzati diverrebbe una miniera d’oro, per opportunità di lavoro e crescita del territorio al servizio di un’area molto più vasta. Questa è la storia, come vedi, di politico, a livello di questo o quello, non c’è molto. M un giorno i nostri figli, in provincia di foggia cosa potranno mai fare? Andremo tutti a bari a cercarci un lavoro o un pezzo di pane, mentre il sistema Puglia sarà supersaturo, fermo a Barletta ovviamente, e dopo l’Ofanto, verso nord, un’immenso deserto.

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