Manfredonia

Sit-in inceneritore ETA, ci sarà P.Connett. Comitato: “sindaco responsabile dei possibili danni”


Di:

Il professore Paul Connett (archivio, sustainableguernsey.info)

Manfredonia/Cerignola – PAUL Connett, Professore Emerito di chimica ambientale presso l’Università St. Lawrence di Canton, New York, ideatore della Strategia Rifiuti Zero, sarà presente alla manifestazione contro l’inceneritore Eta del Gruppo Marcegaglia di Borgo Tressanti il 10 dicembre prossimo. La giornata di protesta, organizzata dal Coordinamento Provinciale Contro gli Inceneritori in Capitanata, all’interno della Settimana Nazionale di Mobilitazione per la Strategia Rifiuti Zero (che comincerà con una mobilitazione nella Capitale il 3 dicembre), prevede la partecipazione del famoso professore universitario americano, esperto mondiale sulla strategia della riduzione dei rifiuti e dell’eliminazione progressiva di discariche e inceneritori.

L’eminente professore terrà una conferenza stampa con i giornalisti alla manifestazione del 10 dicembre, spiegando perchè il costruendo inceneritore non deve entrare in funzione e fornendo le alternative valide per la gestione dei rifiuti in Capitanata. Il professore Paul Connett, dall’alto della sua qualificata e lunga esperienza internazionale in materia di rifiuti, proporrà ai Comuni del territorio di cominciare con la strategia di raccolta differenziata porta a porta spinta, riuso, recupero e riciclo dei materiali fino ad arrivare all’obiettivo “Rifiuti Zero” che prevede l’eliminazione a monte dei rifiuti, con la loro prevenzione tramite scelte e strategie mirate. Una strategia a cui ha aderito anche di recente anche il Comune di Napoli grazie alle politiche ambientali del Sindaco De Magistris.

Il Sindaco di Manfredonia Riccardi non ha motivo per continuare a tenere in piedi il mostro in costruzione. Tutti gli studi dimostrano quanto gli inceneritori siano pericolosi per la salute oltre che per l’agricoltura ed il turismo delle zone circostanti”, tuonano dal Coordinamento Provinciale Contro gli Inceneritori di Capitanata. “Diffidiamo Riccardi dal far continuare i lavori in corso, riesaminando le autorizzazioni che permetteranno l’accensione dell’inceneritore e lo incitiamo a preferire soluzioni sostenibili per la gestione del ciclo dei rifiuti. Ovunque nel mondo si sceglie la differenziata ed il riciclo dei rifiuti, per recuperare le preziose materie prime, invece che bruciarle ed arrecare gravi danni alla salute”. “Alla luce di quanto successo a Cerignola con l’inceneritore Ecocapitanata, che ha sforato di 16 volte i limiti di emissioni consentiti dalla legge, ed a Lavello dove l’inceneritore Fenice di Melfi ha inquinato le falde acquifere di oltre 100 volte i limiti di legge, reato che ha portato all’arresto di due funzionari dell’ARPA oltre che diversi indagati, riteniamo che le responsabilità per un auspicato ripensamento siano di competenza dell’attuale sindaco di Manfredonia, Riccardi. Egli è il primo responsabile ed il primo imputabile dei danni alla salute ed all’ambiente dei cittadini di tutta la Capitanata che l’inceneritore provocherà. Agiremo legalmente contro di lui, l’amministrazione comunale e tutti i responsabili, diretti ed indiretti, che si renderanno complici dello scempio”, concludono dal Coordinamento Provinciale Contro gli Inceneritori.

(Per ulteriori informazioni:
Web: http://noinceneritoretressanti.blogspot.com/
Facebook: http://www.facebook.com/groups/capitanata.noinc/)


VIDEO – LA MANIFESTAZIONE DI MANFREDONIA



Redazione Stato@riproduzione riservata

Sit-in inceneritore ETA, ci sarà P.Connett. Comitato: “sindaco responsabile dei possibili danni” ultima modifica: 2011-11-24T11:49:56+00:00 da Redazione



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Commenti


  • mauro la macchia 10/3/82

    E’ buono che venga il professore, ma bisogna dire alla gente di protestare in massa il 10 Dicembre a borgo Tressanti in contrada Paglia, senza secondi fini. Nn possiamo fare affidamento su quelli in giacca e cravatta. Individui senza scrupoli nè morale, la nostra cancrena italiana. Dobbiamo cacciarli tutti e mettere gente semplice che ha a cuore le sorti della Terra, nn che hanno a cuore le sorti del loro portafoglio. Vergognatevi tutti, finti perbenisti!!! Mauro La Macchia 10/3/82


  • Redazione

    Rifiuti, la Puglia sceglie la via dell’incenerimento | Anticipiamo l’inchiesta da Altreconomia dicembre 2011

    Rifiuti, la Puglia sceglie la via dell’incenerimento

    La gestione del ciclo fondata sulla trasformazione dei rifiuti solidi urbani in combustibile da rifiuti. La differenziata è ferma al 18%
    L’inchiesta sul numero di dicembre di Altreconomia

    In occasione della terza edizione della Settimana europea per la riduzione dei rifiuti, in programma dal 19 al 27 novembre 2011, Altreconomia anticipa i contenuti di un reportage sui rifiuti pugliesi, in uscita sul numero di dicembre della rivista.

    La Puglia ha scelto di investire sul ciclo dei rifiuti, non per ridurli ma per bruciarli. Mentre la raccolta differenziata langue sotto il 20 per cento (18,01% il dato medio nel 2011), sono quasi ultimati i lavori per la realizzazione dei 6 impianti che trasformeranno i rifiuti solidi urbani in combustibile da rifiuti (Cdr).

    Sono tutti realizzati da Cogeam, società partecipata dal gruppo Marcegaglia, e saranno in grado di trattare quasi 900mila tonnellate di rifiuti, trasformati in circa 400mila t di Cdr. Tra i rifiuti solidi urbani e il combustibile da rifiuti, però, una differenza sostanziale: il Cdr, a differenza dei rifiuti urbani, un rifiuto speciale, con codice Cer 191210, da valorizzare all’interno di un impianto di incenerimento. In Puglia, però, l’unico inceneritore adatto attivo è a Massafra (in provincia di Taranto), ed è gestito da Appia Energy, gruppo Marcegaglia. Può accogliere un massimo di 25mila tonnellate.

    Altre 98mila finiranno nell’inceneritore che Eta spa (sempre gruppo Marcegaglia) sta costruendo nelle campagna tra Manfredonia e Cerignola (Fg), in mezzo ai campi di carciofi, grazie anche ad un contributo pubblico di 15 milioni di euro.

    Ma questi due impianti non bastano. Il cantiere del terzo, a Modugno (Ba), E’sotto sequestro giudiziario. Lo smaltimento del Cdr, così, chiama in causa anche i cementifici, nei cui forni -come raccontiamo nel libro Le conseguenze del cemento (Luca Martinelli, Altreconomia, 2011)- il Cdr prende il posto del carbone o del pet-coke. Questi impianti si trasformano, secondo la definizione di legge, in co-inceneritori. Lo è già quello di Barletta (Bat), gestito da Buzzi Unicem. A Taranto, invece, lo sta diventando l’impianto Cementir (gruppo Caltagirone), che grazie anche a fondi Bei (Banca europea d’investimenti) sta trasformando l’impianto per renderlo in grado di accogliere i rifiuti. Questo ecosistema, frutto di una gestione commissariale iniziata nel 1994, funziona solo se i cittadini pugliesi continuano a produrre rifiuti: per questo siamo stati a Conversano e Mola di Bari, due dei 21 Comuni del bacino BA5. Obbligati, per legge, a conferire a Cogeam almeno 470 tonnellate di rifiuti al giorno. Ogni tonnellata frutterà 125,76 euro a Cogeam, 21,5 milioni di euro all’anno.

    Qui i cittadini, il 19 agosto scorso, sono scesi in piazza portando cartelli che dicevano: Contro l’obbligo di produrre rifiuti.

    Foto di Luca Martinelli e Paolo Edison Petrosillo
    ________________________________________


  • Lionetti Antonio

    Le responsabilità non sono attribuibili solo al Sindaco di Manfredonia, Riccardi, ma a tutti gli amministratori dei Comuni che subiranno le ripercussioni dell’ecomostro e che non si sentono parte in causa. E’ una battaglia dura da vincere, che solo con la più ampia condivisione d’intenti e una auspicabile diffusa partecipazione della società civile potrà pervenire ad un probabile successo.


  • pierre55

    ora si protesta per la costruzione dell’inceneritore (giusto o sbagliato che sia) domani la protesta si sposterà sulla raccolta differenziata porta a porta che comporterà probabilmente qualche altro aumento su la tassa dei rifiuti, quello che ci dovrebbe fare riflettere ma noi del sud siamo altezza di fare la differenziata? da quello che si sente ( voce del popolo, per quello che pago devo anche fare lo scarto dei rifiuti ) e quello che si vede ( bidoni per la raccolta della plastica, vetro e carta sempre semivuoti ) penso proprio di no, oramai nel bene e nel male siamo abituati a protestare su tutto quello che fa la giunta opposta a quella che si è votato, se la costruzione dell’inceneritore avveniva sul territorio di cerignola oggi era già operativo, e sempre e solo una questione politica, noi popolo d’ignoranti invece di pensare a quello che è meglio per noi guardiamo solo al colore del partito


  • mauro la macchia 10/3/82

    Personalmente nn interessa se per gli altri è una questione politica a me, come a tanti altri interessa che quella schifezza nn entri in funzione, perchè ci si riempie di tumori, l’ambiente si deturperà e il fiume e dopo il mare sarà inquinato al 100%. Il rimedio è la raccolta differenziata porta a porta, le amministrazioni devono sensibilizzare i cittadini cn questo metodo e chi nn lo fà multe salate. Al sud nn siamo inferiori a nessuno, solo che chi ci governa, ci tratta come capre, ma le vere capre sono loro, finti perbenisti in giacca e cravatta che ci rovinano l’esistenza in nome del lucro, persone da niente, senza scrupoli e coscienza, la feccia della società. Il 10 dicembre vieni a manifestare anche tu e poi come YHWH vuole. Mauro La Machhia 10/3/82

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