Foggia
"Abbondante antipasto di mare, fettuccine con il tonno o zuppa di pesce"

Natale Foggiani, pesce padrone incontrastato a tavola

"Le tradizioni culinarie foggiane non possono prescindere dalla festa del Natale che ci ricorda momenti intensi legati a tempi purtroppo sempre più lontani"

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Tradizioni culinarie natalizie – di Vincenzo De Filippo
Fonte: manganofoggia.tradizioniculinarie

Le tradizioni culinarie foggiane non possono prescindere dalla festa del Natale che ci ricorda momenti intensi legati a tempi purtroppo sempre più lontani. Descrivere sensazioni, atmosfere e ricordi ci riporta a Natali trascorsi. 24 e 31 mattina come si suol dire “si fa vigilia”.Non si pranza ma in compenso le massaie preparano le pettole che fanno da viatico al cenone della sera…durante l’arco del giorno è facile che per le strade s’incontri gente che porta con sè il tipico odore di fritto (per questo motivo nella maggior parte delle case, si chiudono le porte delle stanze stipandovi dentro i cappotti, sperando che dalla cucina non arrivino “i fumi”). Un tempo le pettole venivano accompagnate da broccoli di rape lessati e conditi con olio e sale.

’24 e sera’: il pesce è il padrone incontrastato della tavola. Abbondante antipasto di mare,fettuccine con il tonno o zuppa di pesce, capitone fritto, arrostito o lessato, dentice al forno oppure arrostito,per i bambini l’immancabile cotoletta(solo a loro è concesso di non rispettare le tradizioni culinarie, ma fino ad una certa età,poi la tradizione vale per tutti). Per finire si passa alla frutta fresca(preferibilmente agrumi,in particolare mandarini;mia nonna teneva a precisare che prendeva mandarini “originali”, che avessero quindi al loro interno i noccioli, la buccia più chiara e il caratteristico profumo facilmente distinguibile anche a quattro-cinque metri di distanza, e non i “ricchioni” che sono un incrocio tra mandarino ed arancia, e che sanno più di arancia che di mandarino), e alla ‘scurzime’ (frutta secca:noci, nocelline,castagne ,mandorle,semi di zucca…).

Si arriva quindi ai dolci che comunque vengono presentati a tavola durante tutto l’arco delle festività: cartellate, mènele atterrate, taralle nère, turruncine, purcelluzze, mustacciule e quant’altro. C’ è anche spazio per pandoro o panettone che però non rientrano nella tradizione. Per concludere alla grande arriva ‘u limone’,preparato nei giorni che precedono le feste. Dopo cena, c’è tempo per una tombolata o un giro alle carte(il “sette e mezzo” o la “stoppa”) e per ‘a ‘mberte'(la regalìa).

Giorno 25: il pranzo è caratterizzato da antipasto di terra , ‘brode de vicce chi tagliuline’ (fettuccine in brodo di tacchino), tacchino, nuovamente capitone, ancora frutta fresca ,frutta secca e dolci tipici di cui sopra. Per finire l’immancabile e fiero ‘limone’. Giorno 26. tutto come a Natale tranne che per il primo… pasta al forno o lasagne…

queste le tradizioni culinarie di Foggia.

P.S. a casa di mia nonna, quando noi nipoti eravamo ancora dei bambini, a mezzanotte in punto del 24 dicembre, ci si metteva in fila e cantando ‘tu scendi dalle stelle’ il più piccolo di casa poneva la statuina di Gesù bambino nel presepe.

BUON NATALE A TUTTI…

FOTOGALLERY ANNA ROSIELLO

Natale Foggiani, pesce padrone incontrastato a tavola ultima modifica: 2014-12-24T20:55:41+00:00 da Redazione



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  • Manfredoniano


  • Incontri Sanpellegrino

    FESTE DI FINE ANNO, SETTE ITALIANI SU DIECINON CONOSCONO L’ORIGINE DELLEPROPRIE TRADIZIONI

    I rituali dell’ultimo dell’anno e delle prime feste di gennaio sono un crogiolo di antiche tradizioni, nate dal Nord al Sud dell’Italia e poi diffusisi nel resto dello Stivale. Il 72% degli italiani,pero’, ignora completamente le origini di queste usanze dalla storia millenaria che, il piu’ delle volte, sono nate proprio in Italia.
    La prima partita di Tombola si è giocata clandestinamente nelle case di Napoli nel 1734. La befana era presso i celti una figura mitica che propiziava i raccolti. L’intimo rosso indossato a Capodanno è un amuleto per scongiurare guerre e sciagure. Questi sono solo alcuni esempi di tradizioni riconducibili alle festivita’di fine e inizio anno nate proprio in Italia, ma la cui origine e’ totalmente ignorata dal 72% dei suoi abitanti.

    Nonostante siano molto legati al periodo delle festività natalizie, infatti, oltre7 italiani su 10 hanno rivelato di confondersi sull’origine delle proprie tradizioni dell’ultimo dell’anno, ammettendo di non conoscere, ad esempio,come mai la notte di Capodanno si mangiano lenticchie (69%) o di pensare che a San Silvestro si indossa l’intimo rosso perche’e’ stato eletto il colore più “sexy” per ben inaugurare l’anno nuovo (61%).

    È quanto emerge da uno studiopromosso da Incontri Sanpellegrino–da sempre simbolo del Made in Italy e attento a far scoprire agli italiani la bellezza e le tradizioni di quell’Italia che “non si aspettano”–, condotto in occasione della notte di fine anno su oltre 2000 persone di eta’ compresa tra i 18 e i 65 annicon metodologia WOA (Web Opinion Analysis) sui principali social network, blog, forum e community dedicate, per capire quanti sono gli italiani che non conoscono le proprie tradizioni natalizie e quali di queste sono le piu’ dimenticate.
    In Italia, regione che vai usanza che trovi, soprattutto a Capodanno. Una miriade di particolari e folkloristici rituali, alcune poi diffusisi in tutto lo Stivale, sono vissute con gli amici, in famiglia o con le persone più care, accompagnate dalla preparazione di prodotti e piatti tipici locali. I dati diconopero’ che solo 3 italiani su 10 si sono dimostrati esperti di queste tradizioni millenarie, rivelando un’ampia diffusione nella Penisola di una sorta di “ignoranza da San Silvestro”. Da dove derivi il gioco della tombola durante le interminabili cene (78%), chi sia davvero la Befana (73%), perche’ si mangino lenticchie l’ultimo dell’anno (69%), sono tra le principali domande a cui gli italiani proprio non sanno rispondere.
    La tombolae’ il classico passatempo che si fa aspettando la mezzanotte, ma chi conosce i retroscena che hanno legato indissolubilmente questointrattenimentoal periodo delle feste natalizie? 8 italiani su 10 (78%) non sanno che la tombola nacque a Napoli nel 1734 per ovviare al gioco d’azzardo, fonte di guadagno per il Regno ma proibito dagli ambienti clericali. Per contrastare il crescente malcontento nella Chiesa, il Re decise di vietare il gioco del Lotto, ma esclusivamente durante le festivita’ natalizie. I napoletani allora s’ingegnarono e inventarono un gioco molto simile da praticare in maniera “clandestina” in famiglia. Da quel momentonelle case italiane, durante questo periodo dell’anno, ed in particolare nella notte di Capodanno, si gioca tutti insieme alla tombola.
    Lo stesso discorso vale per la Befana, argomento sconosciuto per il 73% degli italiani.L’origine dell’odierna protagonista dell’Epifaniaè da ricondurre ad alcuni riti propiziatori pagani: gli antichi credevano che nelle prime dodicinotti dell’anno, fantastiche figure femminili volassero sui campi appena seminati per propiziare i raccolti futuri. Con la diffusione del Cristianesimo, la Chiesa condanno’ queste credenze, ma il popolo non smise di essere convinto che tali vagabondaggi notturni avvenissero, solo li ritenne non piu’ benefici, bensi’ infernali. Tali sovrapposizioni diedero origine a molte personificazioni diverse che sfociarono, nel Medioevo, nella nostra Befana. C’è chi sostiene che sia vecchia e brutta perché rappresenta la natura ormai spoglia che poi rinascera’ e chi ne fa l’immagine dell’anno ormai consunto che porta il nuovo e poi svanisce. Il suo terribile aspetto, rappresentazione di tutte le passate pene, assume cosi’ una funzione apotropaica e lei diventa figura sacrificale. E a questo puo’ ricollegarsi l’usanza di bruciarla.
    Il vero motivo per il quale nella notte di Capodanno si mangiano lenticchieinvece sfugge al 69% degli abitanti dello Stivale. È risaputo: le lenticchie vengono consumate per propiziare la fortuna nel nuovo anno che sta per cominciare, ma questa tradizione ha origine dall’antica usanza romana di regalare una “scarsella”, ovvero una borsa in cuoio, che s’indossava legata alla cinta e che conteneva solitamente lenticchie. Questo rito rappresentava l’augurio che questipiccoli legumi si trasformassero in denaro:il termine “lenticchia” infattiha preso vita dalla sua particolare forma “a lente”, che ricorda quella di una monetina.
    Oltre ad essere una delle tradizioni più importanti e rappresentative del Natale, quella del presepe è anche tra le più antiche. Il 64% degli italiani però non sa cheil primo presepe della storia fu realizzato da san Francesco e dai suoi frati nella notte fra il 24 e il 25 dicembre 1223 tra le montagne di Greccio, presso Rieti. Il primo presepe fu in realtà una messa celebrata eccezionalmente in una grotta anziché in una chiesa, a causa del divieto di dar vita a drammi sacri in questi luoghi. Qui fu posta una greppia riempita di paglia e accanto vi vennero posti un asino e un bue. Appena si sparse la voce accorsero dai dintorni i contadini di Greccio e alcuni frati, che illuminarono la notte con le fiaccole per ascoltare le parole di san Francesco. Oltre 6 italiani su 10 pensano che in realtà il primo presepe sia stato inscenato a San Gregorio Armeno, rinomata via del centro storico di Napoli, celebre a livello turistico per le botteghe artigiane di presepi.
    Dulcis in fundo, il costume italiano consiglia di indossare dei capi di biancheria intima rossidurante la sera di Capodanno. Ma in quanti conoscono l’origine di questa usanza tramandata nei secoli? Il 61% degli italiani crede si tratti solo di una scelta estetica per festeggiare al meglio la prima notte dell’anno. In realta’, non sanno che anticamente i romani indossavano biancheria intima rossa come evocazione di sangue e guerra, per riuscire ad allontanare le paure e scongiurare le sciagure nel nuovo anno. Altri storici invece fanno risalire questa tradizione al 31 a.C., al tempo dell’imperatore Ottaviano Augusto: in occasione del Capodanno romano infatti le donne e gli uomini che indossavano qualcosa di rosso rappresentavano il potere, la salute e la fertilita’.

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