“Michel Martone, mi presento, sono uno sfigato 28enne foggiano”

Michael Martone (irradiazioni.worpress.com)

Foggia – Riportiamo, in calce, la lettera scritta da un foggiano 28enne, Adelmo Monachese ed indirizzata alla redazione di Stato Quotidiano. Il giovane – tra le altre cose collaboratore occasionale di riviste locali e gestore del sito satirico foggiano ofalo.it -, risponde, con questa missiva che segue, alle dichiarazioni di Michael Martone che, ieri, aveva bollato come “sfogati” i ragazzi che si laureano a 28 anni.

Overture - Lettera aperta di un ragazzo ventottenne del sud dai mille lavori precari e che ancora non si è riuscito a laurerare a Michel Martone, il giovane e brillante trentottenne viceministro Michel Martone figlio di cotanto padre (Papà Antonio, infatti, è stato a lungo avvocato generale in Cassazione, ex presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati. Un pezzo grosso della magistratura, nominato da Brunetta per presiedere la Commissione per la valutazione, la trasparenza e l’integrità, e finito coinvolto nell’inchiesta sulla P3 e frequentatore di cene a casa di Denis Verdini. Il piccolo Michel ottene una consulenza al ministero guidato da Brunetta, legatissimo al padre).
__________________________
Sono la persona adatta per parlargli: ho 28 anni e ancora non mi sono laureato. Vivo a Foggia e stavo cercando di laurearmi a Bari in Scienze della comunicazione mantenendomi con vari ed eventuali lavori. Breve riepilogo, sono: studente fuori corso, pendolare, lavoratore saltuario, sottopagato e a nero. Sto mollando l’Università (mi mancano quattro esami e ho una media del 28/29, di preciso non la ricordo ma non è inferiore a quanto vi ho indicato) perchè da quando mi sono iscritto le tasse, le tariffe dei treni e i prezzi dei libri sono solo aumentate. Le borse di studio? Non ne parliamo: sono un traffico così oscuro che una volta mi capitò di ascoltare nei corridoi dell’Università le grida di una ragazza che arrabbiatissima perchè non aveva avuto accesso alla borsa di studio nonostante vivesse con la sorella condividendone condizioni economiche e familiari e anche di rendimento didattico che, però, l’aveva ricevuta. Capita così di lavorare il sabato sera in pizzerie i cui titolari hanno la terza elementare e, per compilare un assegno, chiedono a te quanti zeri vanno in “diecimila” e tu, che non hai nemmeno il conto corrente, glielo spieghi.

La tariffa in pizzeria è di 30 euro il sabato, 25 gli altri giorni. Il regionale per Bari, il più economico, andata e ritorno costa 16,80 euro; prima allo stesso prezzo potevi prendere l’espresso (tutti i foggiani pendolari per Bari hanno impresso nella memoria lo storico espresso delle 06:30 che partiva da Torino Porta Nuova la sera prima, salirci era come entrare dentro una gigantesca scarpa da ginnastica usatissima) che ora non c’è più. Quindi mi capitava di spendere in un sol giorno 16,80 solo per i biglietti per arrivare in Ateneo e seguire una lezione più breve del mio solo viaggio d’andata, o per farmi mettere una firma e poi tornare in stazione (si, funziona ancora così, le firme con la penna sulla carta), oppure prendere appuntamento con un professore, farsi i 123 km e trovare la porta del suo ufficio chiusa, nessun biglietto, nessun avviso, nessuna notizia lasciata al portinaio, niente, così ti giri e ti rifai i 123 km all’inverso (posso fare nomi cognomi e date di tutto ciò che vi sto raccontando). Le e-mail e il telefono per i professori non sono strumenti di uso quotidiano, almeno nel rapporto con gli studenti, eppure se capita di vederli al bar hanno sempre con un telefono in mano. Conosco bene i professori, assistenti, ricercatori e i loro comportamenti da bar, avendo lavorato ANCHE nel bar all’interno dell’Università degli studi di Foggia, quell’Università famosa perchè il precedente magnifico rettore vi ha sistemato tutta la famiglia, famiglia in senso molto ampio, anche i parenti acquisiti, facendo la fortuna di Striscia la notizia, Le iene, W l’Italia di Iacona e Report. Sono sempre lì a dire quanto sia sottovalutato il loro contributo, poi però c’è sempre un loro collega a dire che quello che fino a poco prima si stava lamentando è il cancro dell’Università.

Ma non voglio sproloquiare: spendo 16,80 per andare a Bari e per risparmiare mi porto i panini e l’acqua da casa, ogni giorno di lezione sembra che mi stia organizzando per una pasquetta, invece cerco solo di limitare i costi. Così per tre giorni ti alzi alle 05:30 e torni a casa alle 20:30 e nei restanti giorni della settimana dovresti studiare, però devi anche lavorare per pagarti tutto il pacchetto “Università”, nel frattempo non sarebbe male guastare almeno un po’ le lenzuola del letto e, magari, farsi una vita sociale. Velocemente i lavori che ho fatto: cameriere, barista, traslocatore, giardiniere, animatore per bambini, autista, impiegato INPS, lavoratore IPERCOOP, Babbo Natale, addetto alle pulizie su barca a vela. INPS e IPERCOOP regolari, con i contributi, tutti gli altri a nero, senza nessun tipo di formazione professionale.

Vorrei guadagnarmi da vivere scrivendo e da Settembre 2011 ho deciso, con enormi dubbi e critiche da parte di famiglia e amici, di dedicarmi solo a quello, rinunciando alle 600 euro da barista. Scrivo per un free press della mia città che mi paga 150 euro al mese. Sarebbero 5 euro al giorno. Non posso dirvi quanto fa all’ora perchè non è possibile calcolare in ore il lavoro del giornalista. O forse si, potrei anche calcolare la mia retribuzione oraria segnandomi il tempo che si passa in redazione, gli spostamenti tra gli eventi da seguire, i tempi di scrittura e di preparazione ai temi da affrontare, ma preferisco non farlo perchè…dovete permettermi di dire queste cose ad alta voce prima che Martone, crescendo, dalla poltrona istituzionale che occuperà di qui a vent’anni dica ai futuri giovani che sono dei “bamboccioni”.

Io non sono nessuno, non rappresento nessuno, non faccio parte di nessuna associazione studentesca, sindacale, di protesta, nessun movimento, nessuna avanguardia. Eppure nelle vene dell’Italia pulsa un sangue fatto di un esercito di ragazzi e ragazze come me, senza genitori ai ministeri o ai comuni o alle province. Ragazzi che non faranno i notai perchè i genitori sono notai, non faranno i medici perchè i genitori sono medici, non faranno come i figli di avvocati che nonostante abbiano la facoltà di giurisprudenza nella loro città vanno a studiare fuori, in una Università più “facile” perchè tanto poi hanno lo studio di famiglia con la scrivania e la targhetta già pronta. Nei treni regionali lavati da cima a fondo un UN secchio e UNO straccio con me ci sono migliaia, MIGLIAIA di persone che partono da casa col buio e tornano a casa con lo stesso buio, che fanno del treno il loro ufficio, la loro sala da pranzo, il loro luogo di studio. Persone che, come me, restano “intrappolati” in un treno nuovo di zecca in mezzo alla campagna senza che il personale dia loro una spiegazione e, dopo tre quarti d’ora vengono fatti scendere nella stazione di Cerignola Campagna al saluto di: “Prendente i prossimi treni che passeranno, non sappiamo quali”.

Il prete anti camorra Don Aniello Manganiello qualche giorno fa è venuto nella mia città per parlarci della sua esperienza a Scampia dicendo che il senso della politica è chiedersi “Cosa si può fare per risolvere questo?” , “Come usciamo da questo problema?” e non dire “Se a 28 non sei laureato sei uno sfigato”. Puntare il dito verso chi è rimasto indietro non è un comportamento da tenere in una società civile e democratica, è un comportamento da giungla. Berlusconi poco prima di farsi da parte ebbe il tempo di dire, a proposito della crisi: “In Italia i ristoranti sono pieni”. Si, sono pieni da laureati e laureandi che fanno i camerieri.

Vi ho scritto questa lettera di getto, spero non vi risulti pesante e senza senso. Se vi interessa saperne di più sulla mia storia potrei scrivere altro e vi assicuro che ne avrei da raccontare.

riproduzione riservata

Vota questo articolo
TAGS: , , ,

81 Commenti

  1. Barbara scrive:

    A tutti coloro i quali hanno lasciato un commento negativo sulla grammatica di questa lettera…. Ma sapete andare oltre e carpire il senso di ciò che è stato detto da questo ragazzo? Scommetto che la maggior parte delle persone che ha commentato negativamente, non saprebbe scrivere una lettera di senso compiuto. E poi ci chiediamo perchè l’Italia va a pezzi!!! Complimenti…. crescete invece di pensare alle cavolate. By Una laureata non sfigata costretta a lavorare sottopagata perchè l’Italia è governata da figlio di papà che non capiscono una mazza!!!!!

  2. opportunity scrive:

    Hai ragione barbara e ha ragione questo Giovane ragazzo, che nonostante i milioni di sacrifici che sta facendo ha ancora un sogno da coltivare…. Ormai l’italia è allo sfascio e in tutto, si pensi che mentre qui da noi un 28enne che sta cercando di laurearsi viene definito uno sfigato mentre in altri paesi(ne cito uno la Danimarca), l’eta media di laurea è di 35 anni, perchè li se lavori e contemporaneamente studi, lo stato ti paga 800 euro per stimolarti, qui diventi sfigato…. ITALIA = CORRUZIONE.
    Questo Paese è sull’orlo del baratro.

  3. luciano scrive:

    la cura è “meritocrazia” parola che tutti quelli che dovrebbero interpretarla e renderla efficace non vogliono capire perchè altrimenti sarebbero disoccupati…..e non con lavori da noi pagati per migliaia di euro al mese.

  4. matteo scrive:

    la meritocrazia… bella parola…

    il metro di giudizio delle persone?
    facile… il merito… ma che cazzo è il merito?

    ve lo dico subito: potrebbe essere avere buoni voti all’università?
    o magari avere una sana e robusta costituzione?
    o magari essere una marocchina di chiappe sode e ben disposta a dare il culo ???
    possiamo trovare altri mille
    “meritometri”, che valgono tutti allo stesso modo, ovvero ZERO!!!

    siamo già in un sistema meritocratico
    e il merito è già l’elemento con cui si fa strada o si crepa…

    sapete quale è il merito?
    il merito è essere infeudati nella giusta cordata, essere figli e nipoti del giusto pappone, essere l’amante del potente di turno o il culo del coreografo frocio ….. insomma il merito è trovare il modo di inserirsi nella giusta casta, nella massoneria competente per territorio o nella mafia che detiene il potere armato di zona….
    decidete voi… il concetto è questo.
    Ecco il merito ecco la meritocrazia….
    e se si cambia il meritometro … e si mette il voto universitario, o magari
    la forza fisica o la destrezza manuale…
    non cambia nulla…. la meritocrazia
    è una vaccata, è il nazismo che scende a patti col lobbysmo… serve ETICA!!!
    ETICA cari miei…. rispetto ed eguaglianza, giustizia e carità, rettitudine ed onestà, coerenza e senso di sacrificio…. altruismo ed integrità… questo serve….
    ma manca… quindi tenetevi la meritocrazia…. quale sia il meritometro… conta poco…
    Per quello che conta…
    solidarietà allo sfigato… da uno ancora più sfigato

  5. andrea scrive:

    Darti della testa di cippa è offendere un raccomandato.

    Però se mi dici che non sei raccomandato, con una faccia così, allora mi dovrò ricredere.

    Raccomandato, figlio di papà. Quelli veramente bravi fuggono, quelli come te fanno carriera.

    p.s.
    Con i capelli alla Antonio Gramsci non è che una mezza calzetta diventa statista. Pensa a questa cosa e poi guardati allo specchio, se ce la fai…

  6. Stefania scrive:

    Bravo Adelmo, la tua lettera mostra una grande dignità. Il futuro di un’Italia migliore è sempre più vicino grazie all’esistenza di giovani come te.
    Tieni duro e continua a studiare.

  7. alfredo scrive:

    Andrea guarda che quello in foto è Martone, non il ragazzo che scrive…

  8. diego scrive:

    Per uno come lui la vergogna e l’etica è una cosa superata ormai da tempo, visto che non l’avrà avuta neanche suo padre alla sua età.
    Mi complimento con il sig. Monachese per quanto sta facendo per far si che il suo futuro, come lo desidera possa realizzarsi.
    Le faccio i miei complimenti.
    Ha la mia stima per quello che ha scritto.
    Le parole qui riportate, rappresentano il senso profondo di chi deve affrontare ogni giorno grandi difficoltà per riuscire a passare ogni avversità con le proprie sole forze.
    Questo “pagliaccio” che si chiama Micheal ( il nome che gli è stato dato, disonora una lunga e dignitosa serie di persone che hanno contribuito alla crescita morale dell’umanità e credo che se potessero si rivolterebbero nella tomba ) sicuramente non ha la più pallida idea di che cosa significhi il sacrificio personale per la realizzazione dei propri desideri e sogni.
    Le faccio i miei migliori auguri.
    In quanto al personaggio in questione, un pò di serio studio e lavoro “vero” umile e dignitoso forse, e dico solo forse lo potrebbero aiutare a capire com’è il mondo vero nella realtà in cui vive la maggior parte delle persone.
    La saluto cordialmente.
    Diego

  9. marco scrive:

    Caro Adelmo, volevo complimentarmi per l’articolo. Basca cambiare i tipi di lavoro svolti (comunque tanti) ed è la mia biografia. Ti confermo che quelle migliaia esistono. Ti scrivo dal ‘ricco’ nord ed è la stessa cosa.
    Comunque voglio lanciare un allarme contro il pessimismo: troppo ragazzi! Ho letto: “Italia allo sfracelo”, “Italia sull’orlo del baratro”..Raga, l’Italia siamo ‘anche’ noi. Ogni volta che non vi battono lo scontrino, chiedetelo; ogni volta che uno vi passa davanti in una coda, fatelo notare; sempre a testa alta, non facendosi intimorire dall’arroganza, e mai dobbiamo avere paura di ragionare e parlare com’è giusto, secondo il diritto, secondo il buon senso (ho fatto esempi semplici, ma è proprio lì il punto!). Lo so sembra facile..ma provateci, senza eccezioni. Vi sentirete meglio, perchè noi siamo migliori di quei giovani che si trovano la strada spianata già a 18 anni. Noi dobbiamo conquistarcela la vita! Beh, non vi piace? Vi lamentate? Io lo trovo eccitante. Un abbraccio a tutti quelli che non vedono gli errori (sempre migliorabili) ma sanno guardare al senso delle cose (chi non ci riesce, azzi suoi!). Ciao!

  10. Marco scrive:

    Gli sfigati sono quelli che pensano di continuare a fare finta che la politica superi indenne ogni fase storica post bellica

  11. Anonimo scrive:

    martone tu sei uno sfigato!!!!!

  12. Anonimo scrive:

    martone sei sfigato xkè hai la faccia da sfigato!!!

  13. massimo scrive:

    sarebbe come dire che se fai il avoro di tuo padre sei un coglione perchè dimostri di non avere una testa tua, non avere le palle per decidere da solo senza idolatrare qualcuno, e sapere che così papino potrà sempre aiutarti. martone fa rima, ma non mi abbasso. hai fatto già da solo

  14. Stefano scrive:

    Condivido tutto quello che ha scritto il 28enne Adelmo.
    Però andare a studiare scienze della comunicazione o materie pseudo affini come: scienze politiche, filosofia, lettere ecc e poi pretendere, dopo esserti laureato, di trovare (senza raccomandazioni) un lavoro appropriato (e magari ben pagato) è pura utopia.
    Il bello e che questo la gente lo sà e continua ad iscriversi a tutte stè materie del cazzo.
    Trovo quindi inutile a fare sacrifici sapendo che poi questi non valgono.

  15. Niccolò scrive:

    non condivido il giudizio superficiale di Martone, capisco bene il senso profondo della lettera, però non cadiamo nell’errore opposto, quello cioè di “giustificare” e “santificare” tutti i ragazzi che bivaccano all’Università fino alla soglia dei trent’anni. E comunque, in sincerità, la lettera di Monachese è scritta proprio con i piedi!

  16. Fajo scrive:

    forse i commenti sulla “grammatica zoppicante” non sono ciniche osservazioni, io li vedo piuttosto come la sottile constatazione che molti trovano più semplice giustificare i propri fallimenti dando la colpa di tutto alla società piuttosto che prendere anche atto delle proprie non eccelse capacità. Niente da dire sui sacrifici e la voglia di fare (aspetti, tuttavia, che non rientrano nel concetto di meritocrazia), ma una persona matura che aspira a fare il giornalista, al di là del titolo di studio, non può permettersi di scrivere come un ragazzino di 12 anni. Mi ha dato poi particolarmente fastidio il tono moraleggiante di questo signore che è bravo ad additare le colpe altrui, anche se non disdegna di fare lavoretti “a nero”, tanto il buon esempio lo devono dare sempre gli altri…

  17. Anonimo scrive:

    martone meglio sfigato ke raccomandato dai quella feccia di politici ladri dalla quale tu discendi (tipo tuo padre e l’amico brunetta) io almeno la mattina quando mi guardo allo spekkio non mi viene da sputarmi in faccia cosa ke sicuramente accadrà a te!!!

  18. paolo scrive:

    martone meglio sfigato ke raccomandato dai quella feccia di politici ladri dalla quale tu discendi (tipo tuo padre e l’amico brunetta) io almeno la mattina quando mi guardo allo spekkio non mi viene da sputarmi in faccia cosa ke sicuramente accadrà a te!!!

  19. Anonimo scrive:

    Michele bari.Sono ignorante e pensionato,le parole volano le azioni restano,lottate,lottate.lottate giovani alla fine vincerete,il mondo é vostro.

  20. Anonimo scrive:

    Caro Michele da Bari, non sei affatto ignorante! Suppongo tu abbia una certa età, riesci comunque a navigare in rete, leggi l’opinione degli altri ed esprimi correttamente e sinteticamente il tuo pensiero… cosa pretendere di più da te?!
    Meglio tu che tanti pseudo giornalisti che ogni tanto (non sempre) dovrebbero fare un po’ di mea culpa…

  21. Franco scrive:

    Ma perchè continuate a considerare figli di papà solo chi è figlio di avvocato o di medico o di chi non so che cosa ? Forse chi è figlio di un artigiano che potrebbe continuare a fare il lavoro del padre non lo è?!? … Certo no lo è … perchè continuate a considerare piu’ ‘figo’ fare l’avvocato piuttosto che il fabbro anche se impegate dieci anni per laurearvi … SVEGLIA!

  22. Franco scrive:

    ADELMO SEI PATETICO:

    FORSE PRIMA DI IMBARCARTI IN UNO SPROLOQUIO DI LAMENTELE E DELLE TUE DIFFICOLTà QUOTIDIANE CHE SONO POI QUELLE DI TUTTI O ALMENO DELLA STRAGRANDE MAGGIORANZA DELLE PAERSONE
    (ANCH’IO VENGO DAL SUD, PADRE OPERAIO CHE SI è DOVUTO SPACCARE LA SCHIENA PER MANTENERMI AGLI STUDI … E VIA DICENDO …)
    DOVRESTI COMINCIARE A PORTI QUALCHE DOMANDA … E A DARTI QUALCHE RISPOSTA …
    NON ERA FORSE MEGLIO CHE DI QUEI MILLE LAVORI CHE HAI FATTO NE SCEGLIEVI FINALMENTE UNO E LO FACEVI CON DIGNITA’ SENZA SNOBBARE IL LAVORO DI NESSUNO, ANCHE DI QUELLO CHE NON SA CON QUANTI ZERI SI SCRIVE 10000 ?
    NON CREDO CHE OFFRA DI PIU’ ALLA COLLETTIVITà CHI SA SCRIVERE BENE 10000 PIU’ DI QUANTO UNO CHE SA FAR BENE LA PIZZA, IL PANE, ECC… ALLA STRAGRANDE MAGGIORANZA DELLE PERSONE (ALMENO DI QUELLE CHE VIVONO IN ITALIA) SERVE PIU’ IL SECONDO DEL PRIMO. IL PRIMO LO ABBIAMO GIA’ ACQUISITO… E TU NON VUOI FARTENE UNA RAGIONE!
    FINCHE’ STUDIAMO LO FACCIAMO UNICAMENTE PER NOI STESSI E RIMANIAMO DEI SOGGETTI PASSIVI PER GLI ALTRI. E’ SOLO QUANDO COMINCIAMO A METTERE A FRUTTO (CON IL LAVORO) IL NOSTRO SAPERE CHE DIVENTIAMO DEI SOGGETTI ATTIVI E UTILE ALLA COLLETTIVITA’ CHE TI RICOMPENSERA’ NATURALMENTE DEL TUO LAVORO.
    FINO A QUANDO RIMANI UN SOGGETTO PASSIVO (ANCHE CON LE TUE SVARIATE LAUREE) NON PUOI ACCAMPARE PRETESE… E, TRADOTTO IN ALTRI TERMINI … SEI UNO SFIGATO!

  23. Roberto scrive:

    Io invece desidero DAAVERO complimentarmi con MATTEO che ha scritto delle azzeccatissime parole sulla MERITOCRAZIA che è ormai un pastone decomposto di cui tutti soprattutto i piu pecoroni si riempiono il gargarozzo fino a strozzarsici. C’è un elemento di indiscutibile INDISPENSABILITA nella meritocrazia, poiche è necessaria per il corretto funzionamento di una società. Ma è solo un “bene” di tipo ‘funzionale’, ‘pratico’, utilitaristico’. NON DIMENTICHIAMOCI invece che la meritocrazia ha un’altra faccia, ed è la faccia feroce della LEGGE DELLA GIUNGLA, del DARWINISMO inteso come selezione e scarto del debole dal forte dove il forte ‘arriva’ il debole puo marcire all’inferno. NON IMPORTA QUAL’E IL MERITOMETRO. E ORA DI SMETTERLA DI RIEMPIRSI LA BOCCA DI STRONZATE E IDEE PRECONFEZIONATE CHE AVETE PRESO DA QUALC’UN ALTRO SENZA CAPIRCI UN CAZZO. SVEGLIA!!!
    E mi stupisco amaramente che nessuno abbia apprezzato l’intervento di Matteo, ma si sa che è inutile predicare fra i sordi.
    Anzi se Matteo mi consente, vorrei postare il suo intervento sul mio profilo di Facebook, per soddisfazione personale e per poterlo rileggere quando voglio.

  24. Redazione scrive:

    LETTERA AL DIRETTORE
    A proposito di Martone e di sfigati
    Il viceministro Martone provoca i fuori corso universitari: “Se a quell’età sei ancora all’università sei uno sfigato”. Ha ragione, eppure finisce alla gogna. Polemiche pretestuose da chi ha la coda di paglia sulla frase del viceministro al Lavoro. Michel Martone, viceministro del Lavoro secondo il quale un 28enne non ancora laureato è spesso «uno sfigato».
    Ha ragione e lo dico io, Antonio Giangrande, uno che si è laureato a 36 anni, sì, ma come?
    A 31 anni avevo ancora la terza media. Capita a chi non ha la fortuna di nascere nella famiglia giusta.
    A 32 anni mi diplomo ragioniere e perito commerciale presso una scuola pubblica, 5 anni in uno (non gliene frega a nessuno dell’eccezionalità), presentandomi da deriso privatista alla maturità assieme ai giovincelli.
    A Milano presso l’Università Statale, lavorando di notte perché padre di due bimbi, affronto tutti gli esami in meno di 2 anni (non gliene frega a nessuno dell’eccezionalità), laureandomi in Giurisprudenza.
    Un genio, no, uno sfigato, sì, perché ho fatto sacrifici per nulla: fuori dall’università ti scontri con una cultura socio mafiosa che ti impedisce di lavorare.
    Mio figlio Mirko a 25 anni ha due lauree ed è l’avvocato più giovane d’Italia (non gliene frega a nessuno dell’eccezionalità).
    Primina a 5 anni; maturità commerciale pubblica al 4° anno e non al 5°, perché aveva in tutte le materie 10; 2 lauree nei termini; praticantato; abilitazione al primo anno di esame forense.
    Un genio, no, uno sfigato, sì, perché ha fatto sacrifici per nulla: fuori dall’università ti scontri con una cultura socio mafiosa che ti impedisce di lavorare.
    Alla fine si è sfigati comunque, a prescindere se hai talento o dote, se sei predisposto o con intelligenza superiore alla media. Sfigati sempre, perché basta essere italiani nati in famiglie sbagliate.
    Autorizzati alla pubblicazione. Se disturbo rispondi cancella.
    Presidente Dr Antonio Giangrande – ASSOCIAZIONE CONTRO TUTTE LE MAFIE ONLUS
    099.9708396 – 328.9163996
    http://www.controtuttelemafie.ithttp://www.telewebitalia.eu

  25. Roberto scrive:

    Allora, intanto mi scuso per il turpiloquio del mio post precedente, nel CASO abbia dato fastidio a qualcuno.
    Poi dico solo una cosa a colui che ha scritto il post come ‘Redazione’:
    E’ sempre il solito vecchio, infantile discorso. Tirano TUTTI acqua al proprio mulino; se si prova a fare un discorso serio tutto degenera sempre in quel vecchio e infantile ‘gioco’ di fare a gara a CHI E PIU BRAVO in tutti i sensi. Chi è piu ‘sfortunato’, chi è piu ‘volenteroso’, chi piu ‘intelligente’, chi piu ‘secchione’, chi piu ‘servile’ o chi si sente il piu ‘indipendente’. Fate lo stesso gioco di chi vi (ci) da degli sfigati, bamboccioni etc etc. La solita Italia meschina e miserabile, dal basso all alto, niente cambia, solo quanti soldi hai in tasca, la qualità umana è sempre quella.

  26. Roberto scrive:

    SCUSATE HO FATTO UN ERRORE NELLO SCRIVERE CASO, LO SO CHE E RIDICOLO MA NON L’HO FATTO APPOSTA . RIPUBBLICO, CANCELLATE IL PRIMO. SORRY.

    Allora, intanto mi scuso per il turpiloquio del mio post precedente, nel caso abbia dato fastidio a qualcuno.
    Poi dico solo una cosa a colui che ha scritto il post come ‘Redazione’:
    E’ sempre il solito vecchio, infantile discorso. Tirano TUTTI acqua al proprio mulino; se si prova a fare un discorso serio tutto degenera sempre in quel vecchio e infantile ‘gioco’ di fare a gara a CHI E PIU BRAVO in tutti i sensi. Chi è piu ‘sfortunato’, chi è piu ‘volenteroso’, chi piu ‘intelligente’, chi piu ‘secchione’, chi piu ‘servile’ o chi si sente il piu ‘indipendente’. Fate lo stesso gioco di chi vi (ci) da degli sfigati, bamboccioni etc etc. La solita Italia meschina e miserabile, dal basso all alto, niente cambia, solo quanti soldi hai in tasca, la qualità umana è sempre quella.

  27. Rocco scrive:

    caro Adelmo, fai bene a perseguirecon tenacia i tuoi obbiettivi però ti consiglio di conservarti una “via d’uscita”, un secondo obbiettivo, altrimenti gli anni passano e rischi di restare con un pugno di mosche in mano. Ricordati che niente ti (ci) è dovuto, i tuoi (nostri) sacrifici valgono zero agli occhi della collettività se nessuno riconosce un valore (anche economico) a quello che fai.
    Infine, condivido il discorso di fondo di Martone anche se lo ha espresso in maniera rude e arrogante, non consona ad un politico.

  28. luciano scrive:

    Per Matteo: da etica cari miei… a quanto serve.. è esattamente quello che io intendevo per “meritocrazia” non certo tutte le sfumature negative che hai elencato .un esempio per tutti : il posto del TROTA era più giusto per un laureato con lode piuttosto che ad un somaro figlio di un SOMARO! Ma soprattutto che il posto sia “meritato con capacita, onesta e rispetto per le cose e le persone altrui. Altrimenti a casaaaaa e senza bonus milionari!!!
    Capisco che tu possa essere incazzato con il mondo,ma si può anche vedere la cosa in maniera più positiva ,visto che sicuramente c’è sempre qualcuno più sfigato di te!!!P.S. l’esempio fatto nn è una indicazione politica ….ripeto NON E’!!!

  29. Salvo scrive:

    “Soggetti attivi e utili alla collettività”. Come si fa a leggere simili commenti? Perchè uno studente di 28 anni, a prescindere dalla sua condizione personale, non può essere un soggetto attivo e utile alla collettività????? Spesso, purtroppo, tanti non capiscono che le parole hanno un PESO! O meglio, come nel caso del termine sfigato, devono capirne prima il significato!!!! Tant’è…

  30. Roberto scrive:

    xLuciano: non hai capito un cavolo di ciò che ha detto Matteo, è questo il problema; lui non dice quelle cose perche ce l’ha con il mondo, ma perche usa il cervello. Purtroppo sembra un caso RARISSIMO.

    xRocco: tu dici “Ricordati che niente ti (ci) è dovuto, i tuoi (nostri) sacrifici valgono zero agli occhi della collettività se nessuno riconosce un valore (anche economico) a quello che fai.” quindi in nuce vorrebbe dire: se cio che fai o non-fai e tu stesso non assumete un valore commerciale per la società avete valore pari a ZERO, niente diritti umani, niente rispetto o dognità, niente di niente. Bene, ammetto che purtroppo la realtà sembra funzioni proprio così, ma questa è SEMPRE LA SOLITA VECCHIA LEGGE DELLA JUNGLA. Caro Rocco dovevi vivere nell America di Regan. In ogni caso mi sembri fatto della stessa materia marroncina di Martone. Fatevi soci.

  31. red scrive:

    Esiste il fenomeno degli studento over 35 proprio negli Stati Uniti e nei paesi scandinavi dove ci si laurea presto! Molti, dopo essersi inseriti nel mondo del lavoro decidono di migliorare la propria condizione lavorativa e culturale laureandosi o prendendo master. In un mondo dove la formazione continua e l’arricchimento culturale sono importantissimi dare comunicazioni semplicistiche come quella di dire “sfigati” è di una banalità estrema! Mi meraviglio che una persona colta e preparata come Martone sia scivolata così! Favoriamo l’aumento delle aperture delle università e delle sessioni di esami con orari più consoni ai ritmi di vita odierno con un sistema di incentivi o disincentivi. Aggiungo poi che dare dello “sfigato” al prossimo, olre ad essere, come ho scritto, banale, è davvero inopportuno perchè rischia di incidere in modo ingiusto su chi magari sta soffrendo: conosco una persona che è riuscuta a ventinova anni a ridare gli esemi dopo aver superato gli attacchi di panico!!! Per me la mia amica è una risorsa con più ricchezza e capacità di gestire le emergenze rispetto ad un baby laureato!!! Un buon imprenditore nell’assumere dovrebbe vtener conto anche di chi come lei ha avuto tenacia e crescita continua!!!! Ovviamente l’esempio della mia amica vale per moltissime altre persone… Il viceministro ha poi specificato meglio a chi si riferiva, ma dubito che basti. Ciò non togli che sia un bene laurearsi presto, ma tagliare la complessità e le esperienze con parole prese dal linguaggio dei bulli è davvero sbagliato e può essere indice sia di scarsa capacità di analisi che di poca preparazione. DAre deello “sfigato”, in genere si ritorce contro chi usa certe parole…

Lascia un commento


Commenti recenti

  • eugenio: Sarebbe stato bello che la redazione pubblicasse l'articolo a fine consiglio comunale e no...
  • anna: aumento vertiginoso dei divorzi ma credetemi, da donna vi confermo che sono comunque la ...
  • vittorio: sono carrozzoni da vecchia politica sprecona figlia di un periodo di vacche grasse. ormai...
  • anna: mi ritrovo completamente nelle riflessioni di checco. hai ragione, ho seguito in streamin...
  • istrione: ma dai....ieri ridevano tutti.....compresi i suoi amici....ma poi dico io....se non capisc...