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“Anche tu sei una vittima di questa giustizia” – Campagna fotografica Radicali

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Campagna fotografica Radicali (st@)

Roma – C’E’ chi si sceglie il profilo migliore, chi fa ritoccare la propria immagine per sembrare più giovane, più bello, con più capelli, con meno rughe. Chi sceglie abbigliamento e luce per sembrare più affidabile, più onesto, “nuovo” nonostante gli otto mandati alle spalle. Nei loro manifesti elettorali, invece, i radicali dell’associazione “Mariateresa di Lascia” si presentano come dei galeotti nelle foto segnaletiche. “Anche tu sei una vittima di questa giustizia” è la campagna realizzata per spiegare in 20 scatti le ragioni della lista “Amnistia giustizia e libertà” candidata alle prossime elezioni politiche. Una carrellata di immagini e numeri per dire che l’amnistia è un provvedimento che libererebbe non solo i detenuti, ma anche tutti i cittadini che pagano il sistema ingolfato della giustizia italiana. Uno alla volta, sul fondo a righe, sfilano i candidati e i militanti. Ognuno regge una lavagnetta nera con su scritto con il gesso bianco il dato della denuncia.

Dal sovraffollamento (67mila detenuti in 45mila posti) ai suicidi (600 quelli dei detenuti e 100 quelli degli agenti negli ultimi 10 anni), all’attesa di giudizio (per il 42% dei detenuti), alla composizione della popolazione carceraria (30mila detenuti per reati legati alla droga, puniti severamente con la legge Fini-Giovanardi; 1 detenuto su 4 è tossicodipendente e quindi bisognoso di cure; 3 mila detenuti per il reato di clandestinità, grazie alla Bossi- Fini; 70 bambini innocenti dietro le sbarre). Accanto ai dati sulla situazione dei penitenziari, ci sono poi quelli che riguardano tutti i cittadini, vittime di uno Stato che scarica sulle loro tasche e sulle loro vite i costi di una giustizia al collasso: 9 milioni di processi arretrati, 10 anni il tempo di attesa per una sentenza definitiva, 170mila prescrizioni all’anno, 46milioni di euro il risarcimento annuo che lo Stato sborsa ogni anno per la carcerazione preventiva, 75miliardi di euro la spesa annua per tribunali e procure.

Campagna radicali (st@)

L’APPELLO – “La Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato l’Italia più di duemila volte per trattamenti inumani nelle carceri italiane- dice il Presidente dell’associazione, Antonella Soldo- L’ultima sentenza due settimane fa, in cui la Corte di Strasburgo ha condannato il nostro Paese a un risarcimento di 700mila euro per 7 detenuti che vivevano stipati in celle troppo piccole. Capiamo che in un Paese dove si cerca sempre di far leva sulla paura collettiva e sulle politiche securitarie, gli argomenti sull’aspetto umanitario siano quelli che facciano meno presa sui cittadini terrorizzati. Bene, non vogliamo farne una questione di diritti umani: facciamone una questione di costi e di efficienza. L’amnistia, insieme ad una riforma della giustizia, libererebbe le scrivanie dei magistrati, farebbe crescere il Pil- si calcola che lo smaltimento delle pratiche arretrate frutterebbe il 4,9% del Pil”. Continua la Segretaria, Elisabetta Tomaiuolo: “Non possiamo più permetterci una zavorra tale, con tutte le spese in percentuali nettamente superiori a quelle della media europea, e con una tale certezza di impunità: 170mila prescrizioni all’anno sono davvero un dato spaventoso.

Le statistiche dicono che il 70% dei furti e l’80% degli omicidi restano impuniti. È davvero questa la sicurezza che vogliamo? Sono queste le ragioni per cui vi chiediamo alle prossime elezioni politiche di barrare il simbolo della lista “Amnistia giustizia e libertà”. Un voto giusto”.


Redazione Stato



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