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Manfredonia, cosa rimane oggi della Shoah? (FT)

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Manfredonia, cosa rimane oggi della Shoah? (FT)

Manfredonia – L’UOMO è l’unico essere vivente dotato di una memoria narrativa. A differenza del mondo animale, la memoria umana è in grado di riprodurre, di elaborare, di socializzare il ricordo, riconnettendolo con le altre esperienze di vita, raccontandolo e condividendolo.

Nell’individuo la memoria si trasmette attraverso le generazioni. Si iscrive nella vicenda di ciascuno mediante le relazioni più primitive, legate agli affetti primari, al gesto materno, alle storie familiari. E’ per questo che “i figli dei sopravvissuti” piangono ancora, segretamente e indicibilmente, la sciagura dei padri. Anche la memoria collettiva è capace di trasmettersi. Essa inietta nel vissuto della società tradizioni, codici arcaici e recenti, anticorpi e rimozioni.

Cosa ci rimane oggi della Shoah, oggi che i sopravvissuti vanno ormai scomparendo? Prevalgono i sentimenti di orrore, la vergogna e il rimpianto, oppure stanno prendendo il sopravvento gigantesche rimozioni collettive? Se guardiamo alla realtà attuale, scopriamo con amarezza e angoscia il ritorno dell’odio per l’ebreo, ancorchè mascherato, talvolta, da argomentazioni “politiche”. Torna dunque, in Europa e altrove, il fantasma barbaro dell’antisemitismo, e si allarga a cercare nuovi nemici e nuove vittime; al risorgente pregiudizio antigiudaico si affiancano odi inediti, diffidenze oscure verso l’alterità, nuovi “crimini dell’identità”. Essi toccano ancora una volta gli ebrei, ma investono in modo virulento anche altri, gli immigrati, le minoranze, e una fascia sempre più vasta di “sospetti”, di presunti nemici, inermi esseri umani che girano il mondo in cerca di giustizia, di pace e di pane: uomini, donne, bambini.

Le menzogne del revisionismo storico da un lato, la fobia del terrorismo dall’altro, forniscono alibi potenti alle rinnovate pulsioni dell’intolleranza, e possono farsi vigilia di roghi e di eccidi, cui già creano antefatto in tutta Europa non pochi cruenti episodi: le pratiche recenti del razzismo e dell’esclusione si sono andate negli ultimi tempi intrecciando con le sempre più frequenti violazioni di tombe ebraiche e di sinagoghe, annegando la memoria del genocidio in un perverso circuito di barbarie e di ignoranza, di pregiudizio e di violenza.

La memoria rischia così di sperdersi; a noi dunque, uomini e donne di pace, a noi, istituzioni democratiche, spetta ricordare, raccontare, mantenere viva quella istanza di civiltà che il Novecento annichili attraverso gli stermini di massa. Questo nostro progetto, che abbiamo denominato “MAI PIÙ” per rimarcare una volontà determinata e una speranza profonda, evoca testimonianze vissute, contributi storici e documenti, chiede presenze al teatro e alla musica, fa parlare i sopravvissuti con i ragazzi e le ragazze di oggi, e conduce questi ultimi, 60 anni dopo, a misurarsi col passato e con se stessi visitando i luoghi e i lager della Shoah. Desideriamo con questo progetto muovere le coscienze, nutrire l’anima dei più giovani attraverso la conoscenza e attraverso la condivisione dei sentimenti e delle esperienze. Desideriamo interrogare e interrogarci con loro attorno a domande cruciali: c’è un perchè alle atrocità degli uomini? che fare perchè non accada mai più?

E a queste domande desideriamo rispondere, per parte nostra, riproponendo attraverso la Memoria le ragioni più profonde e universali della evoluzione della condizione umana: quelle della cultura e della conoscenza, quelle della civiltà degli uomini e delle donne, quelle della pace e del dialogo tra i molti e tra i diversi.

Sono dunque le ragioni dell’etica quelle che noi, oggi e domani, vogliamo rappresentare, ricordare e trasmettere ai più giovani: affinchè essi imparino a contrapporle all’infamia delle discriminazioni, alle radici dei delitti collettivi, ai mutismi dell’ignoranza e dell’indifferenza, alle rimozioni di massa, ai revisionismi più insidiosi e menzogneri.


L’APPUNTAMENTO.
Sul muro di quello che è stato il Campo di concentramento fascista di Manfredonia, sarà apposta una targa commemorativa domenica nel corso di una cerimonia indetta alle ore 17, con la benedizione dell’arcivescovo mons. Michele Castoro e la partecipazione del presidente della Provincia di Foggia Antonio Pepe e del Prefetto di Foggia Luisa Latella.

(Dal sito ufficiale del Comune di Manfredonia)


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