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Falsi finanzieri razziavano appartamenti, 4 arresti a Torino

L’accusa nei loro confronti e di furto aggravato e millantato credito

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Torino. Si presentavano a casa delle vittime con pettorine e distintivi simili a quelli della Guardia di finanza, e, con la scusa di dover effettuare una verifica fiscale, effettuavano una perquisizione, che in realtà permetteva al gruppo criminale di razziare gioielli, orologi, oro e denaro (Video).

I quattro appartenenti alla banda, tre uomini e una donna, tutti italiani residenti a Torino, sono stati arrestati dagli uomini della Squadra mobile di Pisa, in collaborazione con i colleghi di Torino e Imperia. L’accusa nei loro confronti e di furto aggravato e millantato credito.

Gli arresti sono stati effettuati grazie agli sviluppi dell’indagine “Il capitano” avviata dalla Mobile pisana dopo un colpo messo a segno a Pisa il 31 agosto scorso.

Gli investigatori toscani, analizzando le immagini registrate da alcune telecamere di sicurezza, hanno riscontrato la somiglianza di uno dei membri della banda con un pregiudicato da loro ben conosciuto, registrando anche la targa dell’auto utilizzata durante il colpo.

Indagando sulla targa e, in particolare, sull’assicurazione dell’auto, i poliziotti hanno scoperto che era intestata a una persona inesistente; per fortuna l’assicuratore si ricordava bene la persona che aveva stipulato la polizza e lo ha riconosciuto quando gli investigatori gli hanno mostrato la foto del pregiudicato riconosciuto nelle immagini.

Era il leader del gruppo, quello che chiamavano “Il capitano” (da qui il nome dell’operazione).

Monitorando l’uomo gli specialisti della Mobile pisana hanno individuato anche gli altri membri della banda.

Quando i malviventi si sono mossi per colpire a San Remo, gli investigatori li stavano seguendo.

Dopo aver tentato invano di entrare in un appartamento, il gruppo criminale è riuscito ad introdursi in casa di una coppia di coniugi.

Dopo aver accertato la commissione del furto, i poliziotti hanno fermato i quattro alla barriera autostradale di Carmagnola, in provincia di Torino. A bordo avevano ancora tutta la refurtiva razziata in casa dei coniugi sanremesi e il materiale utilizzato per fingersi finanzieri.

Durante le perquisizioni eseguite nelle abitazioni degli indagati sono state trovate pettorine, cappelli, palette, tessere di riconoscimento, verbali di perquisizione e sequestro, lampeggianti e manette, il tutto riconducibile alla Guardia di finanza; trovate anche alcune targhe clonate di vere auto della Finanza.



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