Foggia
"Mantenerremo ferma la nostra posizione"

Gip annulla sequestro beni AIPA, Procura: ricorso in Cassazione

"Attenderemo esclusivamente il deposito delle motivazioni del Tribunale del Riesame per promuovere ricorso per Cassazione"


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Foggia. “LA Procura della Repubblica di Foggia prende atto dell’annullamento del sequestro preventivo emesso dal Gip di Foggia sui beni dell’Aipa, rappresentando di mantenere ferma la propria posizione e di attendere esclusivamente il deposito delle motivazioni del Tribunale del Riesame per promuovere ricorso per Cassazione”. Così in una nota odierna il Procuratore della Repubblica Aggiunto Dr.ssa Francesca Pirelli.

Lo scorso 12 febbraio 2016 era stato eseguito un decreto di sequestro preventivo, di beni e disponibilità finanziarie, emesso dal GIP di Foggia in pregiudizio di AIPA S.p.a, società già affidataria del servizio di riscossione tributi per conto del Comune di Foggia, e di altri provvedimenti di perquisizione emessi dalla Procura della Repubblica nei confronti di alcuni soggetti indagati. Le indagini sono state condotte dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Foggia. All’esecuzione dei suddetti provvedimenti hanno preso parte anche personale della locale Squadra Mobile della Polizia di Stato relativamente all’esecuzione dei predetti provvedimenti.

Le indagini. Le indagini, condotte dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Foggia, sono state avviate in seguito ad esposto pervenuto in Procura a seguito del quale sono state disposte mirate indagini. Dagli accertamenti effettuati a emerso che, a seguito delle recenti riforme fiscali con cui sono state abrogate e sostituite le imposte locali I.C.I. e T.A.R.S.U. con le nuove imposte I.M.U. e TARES. A.I.P.A S.p.a., applicando impropriamente l’articolo 16 del “Capitolato speciale d’oneri” ed appellandosi all’automatica estensione dell’affidamento alla riscossione dei tributi di nuova introduzione, ha trattenuto -come comunicato e fatturato al Comune di Foggia- una cospicua somma di denaro a titolo di “aggio” per la riscossione dell’I.M.U. e della TARES. In particolare, in considerazione della diversa natura e dei diversi presupposti dell’I.M.0 rispetto alla precedente imposta (ICI), it nuovo tributo I.M.U. viene versato direttamente dal contribuente con modello F24 all’Agenzia delle Entrate che, a propria volta, sulla scoria dei codici catastali indicati dal contribuente nella delega di pagamento (F24), lo riversa direttamente al Comune. Per quanto riguarda, invece, la TARES che a partire dal 2013 ha sostituito la TARSU, della relativa riscossione, per la medesima annualita, si e occupata A.I.P.A. S.p.A., ad eccezione della 5a ed ultima rata versata dal contribuente direttamente all’Agenzia delle Entrate con modello F24, visto che in tale rata era inclusa anche la maggiorazione statale. Il versamento diretto della TARES da parte del contribuente in favore dell’Agenzia delle Entrate e proseguito anche per il 2014, con l’entrata in vigore della TARI. A partire, poi, dall’01/01/2014, con l’entrata in vigore della I.U.C. (che sommava IMU + TASI + TARI) ha gestito esclusivamente la TARI, come previsto dall’articolo 57, ultimo comma, del Regolamento I.U.C. del Comune di Foggia, approvato con delibera consiliare n.196 del 08/08/2014. Di conseguenza, le imposte I.M.U. e TASI sono state gestite direttamente dall’Amministrazione Comunale Foggiana, giusta delibera giuntale n.111 del 26/11/2014. Rispetto ai predetti tributi si ritiene quindi che l’A.I.P.A. S.p.A. non abbia svolto alcuna apprezzabile attività, sia in fase accertativa che in fase di riscossione, con la conseguenza che le trattenute dell’aggio su tali tributi risulterebbero indebite. Le indagini hanno permesso di accertare, sul piano documentale, la fatturazione da parte di A.I.P.A S.p.a. nei con6onti del Comune di Foggia di aggio per la riscossione dei tributi I.M.U. e TARES per complessivi €. 9.484.741,35. In particolare le trattenute che si ritengono indebitamente operate hanno riguardato: ➢ le anticipazioni fatte al Comune di Foggia da A.I.P.A. s.p.a., al netto dell’aggio su I.MU., a titolo di minimo garantito dal 09.05.2012 al 30.05.2013; somme riscosse dai contribuenti a titolo di imposte vane nel periodo giugno 2012 a luglio 2014.

“Sulla base, dei risultati delle indagini veniva, su richiesta della locale Procura, emesso dal GIP di Foggia decreto di sequestro preventivo per equivalente a carico dell’A.I.P.A spa, della Mazal Global Solutions e delle società partecipate dall’AIPA spa a diverso titolo, fino alla concorrenza dell’importo di complessivi €. 9.484.741,35 ravvisandosi ii reato di peculato. L’11.2.2016 veniva eseguito, da agenti ed ufficiali del Nucleo di Polizia Tributaria e della Squadra Mobile di Foggia, it citato decreto di sequestro unitamente a decreti di perquisizione e sequestri”, aveva detto il Procuratore del Tribunale di Foggia dr. De Castris.

Sequestro beni e disponibilità finanziarie Aipa SpA, dichiarazione del sindaco di Foggia, Franco Landella. «Il sequestro preventivo di beni e disponibilità finanziarie della società Aipa SpA disposto dalla Procura della Repubblica è un elemento di novità importante in una vicenda che l’Amministrazione comunale ha seguito in modo costante e con senso di responsabilità. Il rapporto contrattuale tra il Comune di Foggia ed il concessionario che gli amministratori di centrosinistra che ci hanno preceduto ci hanno lasciato in eredità è stato uno dei primi atti sui quali la nostra attenzione si è soffermata in modo tutt’altro che semplicistico e superficiale vista delicatezza della materia. L’ipotesi di reato di peculato connessa all’indebita trattenuta dell’aggio per la riscossione dell’Imu e della Tares non era infatti un approdo scontato. E non per le strumentali dietrologie di qualcuno, ma per la molteplicità di opinioni e pareri in merito, compresi quelli richiesti al Mef, che però non hanno chiarito la questione contrattuale. Elementi che l’Amministrazione comunale ha vagliato ed analizzato, ragionando soprattutto dei rischi che il Comune avrebbe corso nel caso di una risoluzione unilaterale del contratto, in particolare nell’ipotesi dell’esposizione dell’Ente di Palazzo di Città ad una significativa richiesta di risarcimento danni da parte di Aipa SpA. A questo è stata utile l’attività messa in campo – nelle forme previste dal contratto – dalla tecnostruttura. Non è un caso se ho sposato le sollecitazioni formulatami dal dirigente dei Servizi Finanziari e delle Politiche Fiscali, Carlo Dicesare, e non più tardi di poche settimane io abbia richiesto un parere alla Corte dei Conti proprio sulla questione relativa la presunta indebita trattenuta.

La volontà politica dell’Amministrazione comunale di rimettere ordine in un campo che all’atto del nostro insediamento mostrava più di un profilo di opacità, tuttavia, non è mai stata in discussione. Fin da subito abbiamo avuto chiaro che il centrosinistra ed il sindaco Gianni Mongelli avevano lasciato in eredità alla nuova Amministrazione comunale un settore in cui troppi erano i dubbi e troppe le necessità di chiarimento. Un settore, quello riguardante le tasse pagate dai cittadini, fondamentale per la vita stessa del Comune. È in virtù di questo senso di responsabilità nei confronti della nostra comunità se abbiamo inteso ascoltare più pareri e formulare più verifiche, pur avendo sempre come orizzonte la prospettiva di una risoluzione contrattuale. Questo è tanto più vero alla luce degli atti politici che sono stati compiuti sul punto, a cominciare dalla delibera con la quale la Giunta comunale, nel novembre 2014, internalizzò la riscossione dell’Imu. Un atto politico, che smentisce in radice le fantasiose ricostruzioni di coloro i quali per interessi di piccolo cabotaggio politico vorrebbero descrivere una posizione diversa da quella che l’Amministrazione ha sempre avuto sulla questione, come dimostra inoltre l’avvio del procedimento amministrativo teso alla risoluzione contrattuale avviato nei giorni scorsi sulla base delle irregolarità inerenti l’affitto del ramo d’azienda a Mazal Global Solution Srl da parte di Aipa SpA.

Le responsabilità politiche, dunque, sono tutte nel campo del governo di centrosinistra che ci ha preceduto, anche per ciò che riguarda una rinegoziazione dell’aggio che ha visto moltiplicarsi esponenzialmente gli introiti per Aipa SpA rispetto a quanto accadeva con il precedente concessionario Gema. Non può sfuggire, infatti, che le trattenute indebite avrebbero riguardato le anticipazioni fatte al Comune di Foggia da Aipa SpA dal 9 maggio 2012 al 30 maggio 2013 e le somme riscosse dai contribuenti a titolo di imposte varie tra giugno 2012 e luglio 2014, dunque per intero nel periodo di governo del centrosinistra e del Partito Democratico». Così il 12.02.2016 il sindaco di Foggia Landella.

Redazione Stato Quotidiano.it – RIPRODUZIONE RISERVATA

Gip annulla sequestro beni AIPA, Procura: ricorso in Cassazione ultima modifica: 2016-02-25T21:10:06+00:00 da Redazione



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Commenti


  • MICHELE PANELLA

    LA TRISTE VERGOGNOSA STORIA INFINITA DOPO LA TRIBUTI ITALIA SPA..!!!!..STESSI ELEMENTI STESSO ORGANIGRAMMA DEL CATTIVO PASSATO..!!!!..NON SI GIOCA CON LA VITA UMANA E LA PELLE DEI LAVORATORI..!!!!

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